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    Home » Economia » Corte dei Conti: “UE indebitata, i prestiti incideranno sui prossimi bilanci pluriennali”

    Corte dei Conti: “UE indebitata, i prestiti incideranno sui prossimi bilanci pluriennali”

    I revisori di Lussemburgo avvertono: a furia di procedere con i prestiti esposizione fino a 567 miliardi nel 2024. Per la ripresa costo degli interessi più che raddoppiato, a oltre 30 miliardi

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    9 Ottobre 2025
    in Economia
    BusinessEurope

    Bruxelles – L’Unione europea si indebita. La politica dei prestiti per finanziare le priorità comuni, ripresa post-pandemica su tutte, ma pure difesa attraverso il programma SAFE, mette pressione sui conti e costringe i Ventisette a dover iniziare a ragionare in termini di bilanci pluriennale imperniati sul restituzioni dei prestiti. Allarme e raccomandazioni arrivano dalla Corte dei conti dell’UE, nella relazione annuale relativa al 2024.

    In estrema sintesi, i prestiti possono “aumentare i rischi per i futuri bilanci dell’UE”, rilevano i revisori dei conti di Lussemburgo. Dati alla mano, negli ultimi cinque anni la Commissione ha “significativamente aumentato” l’emissione di obbligazioni finanziare programmi di vasta portata come SURE (per il sostegno all’occupazione) e NextGenerationEU (NGEU, il programma di ripresa post-pandemico finanziato dal Recovery Fund). Risultato: nel 2027 i prestiti in essere contratti dall’Unione europea potrebbero superare i 900 miliardi di euro, quasi 10 volte il livello del 2020 prima dello strumento di ripresa post-pandemia.

    Si pone poi al questione degli interessi. Qui, continua la relazione della Corte dei conti, la spesa totale per NextGenerationEU nell’attuale periodo di bilancio potrebbe superare i 30 miliardi di euro, “più del doppio di quanto inizialmente previsto dalla Commissione europea (14,9 miliardi di euro)“. Mentre per il ciclo di bilancio 2028-2034 la spesa per interessi potrebbe raggiungere quasi i 74 miliardi di euro. Per questo motivo, al fine di salvaguardare la sostenibilità dei bilanci futuri dell’UE, “occorre valutare attentamente l’onere crescente derivante dagli obblighi connessi ai prestiti assunti”, sottolineano i revisori dei conti, che chiedono “garanzie solide e la necessità di assicurare risorse sufficienti per l’attuazione dei programmi dell’UE”.

    La Corte dei conti europea, a Lussemburgo [foto: European Court of Auditors]

    Bilancio dell’UE sotto pressione

    La situazione contabile e finanziaria non è delle migliori. L’esposizione del bilancio dell’UE che deriva da questo ricorso ai prestiti risultava a 342 miliardi di euro alla fine del 2024, ossia un aumento del 14,8 per cento rispetto ai 298 miliardi di euro di fine 2023. La situazione non migliorerà. Al contrario a Lussemburgo ci si attende che l’esposizione del bilancio dell’UE aumenti ulteriormente fino a raggiungere 567 miliardi di euro entro il 2027. Conti piuttosto in disordine, dunque. Non sembra aiutare, in questo quadro, la bocciatura della riforma del patto di stabilità operata dalla stessa Corte dei conti europea.

    Rimborsi fino al 2058, per l’UE indebitamento ormai strutturale

    I prestiti generano debiti che gravano sul futuro dell’UE. Il rimborso dei prestiti contratti per il programma di ripresa post-pandemico NextGenerationEU “potrebbe iniziare prima della fine del 2027, se gli stanziamenti non utilizzati rimangono disponibili nella linea di bilancio per coprire i costi di finanziamento dell’NGEU”. Altrimenti, “il rimborso deve iniziare nel 2028 ed essere completato al più tardi nel 2058“. Ne deriva quindi che il grosso dei rimborsi è quindi rinviato a futuri bilancio pluriennali, perché, continua la relazione, i rimborsi devono avvenire “temporalmente in modo costante e prevedibile”, fermo restando che le somme rimborsate ogni anno per i prestiti contratti per l’NGEU sono limitate al 7,5 per cento dell’importo massimo del sostegno dell’NGEU a fondo perduto (31,6 miliardi di euro all’anno).

    A questo si aggiungono le incognite legate ai prestiti concessi fin qui all’Ucraina, che a fine 2024 hanno raggiunto la cifra di 13,1 miliardi di euro. L’UE e i suoi Stati membri risultano esposti anche alle capacità di Kiev di restituire i sostegni finanziari garantiti. Nello scenario in cui l’Ucraina non paghi gli interessi su questi prestiti, per l’UE si verrebbe a creare “un onere supplementare per il bilancio dell’UE di circa 1,65 miliardi di euro all’anno, o di 11,5 miliardi di euro in totale tra il 2028 e il 2034”.

    Tags: bilanciobilancio pluriennalecorte dei conti europeadebitomff 2028-2034prestitiucrainaue

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