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    Home » Politica » Von der Leyen sul velluto, l’Eurocamera respinge ampiamente le due mozioni di sfiducia

    Von der Leyen sul velluto, l’Eurocamera respinge ampiamente le due mozioni di sfiducia

    La mozione dell'estrema destra appoggiata da 179 eurodeputati, quella della sinistra radicale da 133. The Left se la prende con verdi e socialisti: "Non ci hanno sostenuti, ma la Commissione sta smantellando leggi fondamentali su diritti umani e clima"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    9 Ottobre 2025
    in Politica
    Ursula von der Leyen

    La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (foto: Pablo Porciuncula/Afp)

    Bruxelles – Ursula von der Leyen può dormire sogni tranquilli. La maggioranza larga e variabile che è riuscita a comporre all’Eurocamera – dai conservatori di Ecr ai Verdi – continua a coprirle le spalle. Il tentativo incrociato dell’estrema destra e della sinistra radicale di sfiduciare la presidente della Commissione europea è un flop: l’Aula di Strasburgo ha respinto la mozione presentata dal gruppo dei Patrioti con 378 voti contrari, 179 favorevoli e 37 astensioni, quella del gruppo The Left con 383 no, 133 si  e 78 astensioni.

    Un flop annunciato, tant’è che von der Leyen non si trova nemmeno a Strasburgo per seguire il proprio destino. È a Bruxelles a dirigere i lavori del Global Gateway Forum, e da lì apprende il risultato degli scrutini. I suoi appelli all’unità e il discorso sullo stato dell’Unione, dove ha distribuito promesse e fatto concessioni a socialisti, liberali e verdi, hanno ricompattato la maggioranza. Che a conti fatti, è piuttosto ampia proprio perché mobile, perché a seconda delle opportunità include da una parte i Conservatori e Riformisti, dall’altra i Verdi. Il risultato, rispetto alla prima mozione di censura contro il suo esecutivo respinta a luglio, non cambia: in quel caso l’Aula la bocciò con 360 voti contrari, 175 a favore e 18 astensioni.

    I sovranisti del PfE chiedevano la testa di von der Leyen a causa della sua fallimentare politica commerciale, in particolare il quadro commerciale siglato con Donald Trump e l’accordo di libero scambio Ue-Mercosur. La sinistra, nella propria mozione, oltre al “vassallaggio” nei confronti degli Stati Uniti e “il peggior accordo mai firmato dall’Unione europea (quello con il Mercosur, ndr)”, poneva l’accento sulla “complicità dell’Ue nel genocidio a Gaza” e “l’arretramento in materia sociale ed ecologica”. La mozione dei Patrioti è stata sostenuta dall’altro gruppo di ultradestra, Europa delle Nazioni Sovrane (Esn), e da una quarantina di eurodeputati di Ecr. Il piccolo gruppo di ultradestra Esn ha appoggiato anche quella la mozione della sinistra, così come 22 membri di Ecr e 12 membri dei Verdi. I due gruppi depositari delle mozioni non si sono però dati una mano: i Patrioti non hanno votato a favore della Sinistra e viceversa.

    Il gruppo della Sinistra ha puntato il dito contro l’ala progressista con cui condivide l’emiciclo: “Ci rammarichiamo che la maggior parte dei membri dei gruppi socialista e verde non abbia sostenuto la nostra mozione di censura, nonostante la Commissione europea stia attualmente smantellando o ritardando l’adozione di leggi fondamentali in materia di diritti umani e clima“, ha dichiarato la copresidente del gruppo, Manon Aubry.

    Tra gli italiani, Fratelli d’Italia ha scelto di astenersi nella mozione degli amici Patrioti, mentre ha respinto quella proveniente da sinistra. La delegazione di Forza Italia ha bocciato entrambi i testi, così come quella del Partito democratico. La Lega ha supportato la mozione del proprio gruppo, astenendosi su quella presentata da The Left. La delegazione di Avs ha appoggiato la mozione della sinistra, in contrapposizione al resto del gruppo dei Verdi che l’ha respinta. Il Movimento 5 Stelle le ha sostenute entrambe.

    La delegazione dei pentastellati, in una nota, ha commentato: “Ursula Von der Leyen è già largamente sfiduciata fuori dal Palazzo, nei luoghi di lavoro, nelle imprese, nelle piazze e presto lo sarà anche in Parlamento. È solo una questione di tempo, prima o poi i nodi verranno al pettine“.

    Tags: commissione europeamozione di sfiduciaursula von der leyen

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