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    Home » Difesa e Sicurezza » Germania troppo ottimista su crescita e spesa, ma la Commissione UE lascia correre

    Germania troppo ottimista su crescita e spesa, ma la Commissione UE lascia correre

    Il think-tank Bruegel scettico e critico con Berlino e Bruxelles: "Ipotesi che probabilmente non si concretizzeranno, creato un precedente che può minare la credibilità delle regole di bilancio UE"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    29 Ottobre 2025
    in Difesa e Sicurezza

    Bruxelles – Un piano di crescita volutamente troppo ottimistico nelle stime per creare margini di spesa, utili a finanziare il comparto della difesa, con il beneplacito della Commissione europea. La Germania rischia di diventare un ‘caso’, per un modo di fare poco tipicamente tedesco e soprattutto molto poco attento alle regole UE di bilancio. L’avvertimento arriva dal think-tank Bruegel, e nell’analisi che l’istituto fa del piano di bilancio che Berlino ha presentato a luglio.

    Dopo le valutazioni del caso gli esperti giungono alla conclusione che il piano strutturale-fiscale a medio termine della Germania del luglio 2025 si fonda su “ipotesi eccessivamente ottimistiche di crescita del PIL e di andamento dell’inflazione“, a cui si aggiunge un ampio aggiustamento di bilancio a breve termine. Sebbene a una prima vista la ricetta del governo Merz sembra rispettare l’impostazione rigorista tedesca, e riconoscere la giusta attenzione al rispetto delle soglie di deficit (3 per cento rispetto al Prodotto interno lordo) e debito (60 per cento rispetto al PIL), in realtà “l’impostazione conservativa del piano fiscale tedesco è in una certa misura un’illusione, poiché si basa su ipotesi ottimistiche sulla crescita nominale che probabilmente non si concretizzeranno“, avverte Bruegel. In base a ipotesi più realistiche, il saldo primario strutturale sarà ampiamente inferiore alle proiezioni contenute nel documento di governo, con il debito che continuerà a crescere, sebbene più lentamente.

    Di fronte a tutto questo la Commissione Europea ha approvato il piano senza valutare rigorosamente tali ipotesi, continua Bruegel nei suoi rilievi. La “clemenza” nei confronti della Germania “crea un precedente che potrebbe minare la credibilità del quadro di bilancio dell’UE” e dunque nel patto di stabilità che si è voluto riformare proprio per dare più incisività e credibilità alla correzione degli squilibri. Il rischio, si avverte, è che sulla scia di quanto accaduto nei confronti della Germania, “altri paesi dell’UE potrebbero citare la clemenza della Commissione per giustificare una maggiore crescita della spesa non basata su solide ipotesi economiche durante la prossima tornata di presentazioni dei piani di bilancio nazionali nel 2028, o anche prima, attraverso le revisioni intermedie”.
    Tags: Bruegelcommissione europeaconti pubblicicrescitadebitoFriedrich MerzgermaniainvestimentiPatto di stabilitàspesa pubblica

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