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    Home » Green Economy » Dall’1 gennaio 2028 il CBAM colpirà anche lavatrici e frigoriferi (soprattutto ‘made in China’)

    Dall’1 gennaio 2028 il CBAM colpirà anche lavatrici e frigoriferi (soprattutto ‘made in China’)

    La Commissione europea presenta la proposta di modifica al regolamento sul meccanismo per le emissioni alle frontiere. Hoekstra: "Creiamo uguali condizioni per tutti"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Dicembre 2025
    in Green Economy, Industria e Mercati
    Elettrodomestici (ventilatori, lavatrici, frigoriferiI) [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]

    Elettrodomestici (ventilatori, lavatrici, frigoriferiI) [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]

    dall’inviato a Strasburgo – Frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie: con l’arrivo del 2028 anno il meccanismo di adeguamento sul carbonio alle frontiere (CBAM) dell’UE, che prevede tasse sui prodotti realizzati con alta intensità di gas a effetto serra, si abbatterà anche sugli elettrodomestici importati. E’ questa la novità introdotta dalla proposta di riforma del regolamento presentato a luglio 2021 dalla prima Commissione von der Leyen e sui cui gli Stati hanno trovato una quadra dopo quasi un anno di confronto.

    Estensione ai prodotti industriali derivati

    Il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell’UE attualmente si concentra su materiali di base come alluminio, cemento, elettricità e acciaio. Dall’1 gennaio 2028, gli importatori pagheranno un prezzo del carbonio per le emissioni legate a questi beni, livellando il campo con i materiali prodotti nell’UE soggetti al Sistema di scambio di emissioni (ETS), il particolare sistema di compra-vendita di diritti di emissione.

    Nella pratica l’esecutivo comunitario intende ampliare la portata del CBAM per includere 180 prodotti ad alta intensità di acciaio e alluminio, come macchinari ed elettrodomestici, garantendo che le emissioni vengano ridotte anziché trasferite. Dunque tutto ciò che serve per la casa che viene prodotto all’estero e importato sarà soggetto alla tagliola dell’UE. Lo stesso varrà per l’industria, per ciò che riguarda supporti metallici, cilindri, radiatori industriali o macchine per la fusione. Si tratta di beni con “un elevato rischio di fuga di carbonio e un’elevata percentuale di contenuto di acciaio o alluminio, precisano i documenti della Commissione. Si tratta, in media, del 79 per cento di contenuto di acciaio o alluminio.

    “E’ una domanda forte che arriva dalla nostra industria per un trattamento uguale dei concorrenti”, spiega in conferenza stampa il vicepresidente esecutivo per la Strategia industria, Stéphane Séjourné, che si dice convinto che con queste proposte “creiamo le stesse condizioni per tutti, sarà la fine delle diseguaglianze nei confronti dei concorrenti”. Con l’estensione dell’ambito di applicazione del CBAM “tratteremo tutti allo stesso modo, non esenteremo nessuno“, precisa il commissario per il Clima e la crescita sostenibile, Wopke Hoekstra. Considerando che gli Stati Uniti “rappresentano meno dell’1 per cento del valore totale delle importazioni” dell’UE, il messaggio appare dunque indirizzato soprattutto verso Cina e India.

    Da sinistra: il commissario per il Clima, Wopke Hoekstra, e il vicepresidente esecutivo per la Strategia industriale, Stéphane Séjourné [Strasburgo, 17 dicembre 2025]

    Nuove modalità di calcolo e più controlli

    Nelle modifiche introdotte dalla Commissione europea nella proposta di riforma del CBAM si trova anche la proposta di incorporare i rottami di alluminio e acciaio pre-consumo nei calcoli CBAM. “Ciò garantisce un prezzo equo del carbonio sia per i prodotti fabbricati nell’UE che per quelli importati”, sostiene l’esecutivo comunitario.

    Per quanto riguarda l’import vengono introdotti requisiti di rendicontazione più rigorosi per una migliore tracciabilità dei beni CBAM e per contrastare le dichiarazioni errate sull’intensità delle emissioni, con la Commissione europea che – sulla falsa di riga di quello che avviene nei casi della violazione delle regole di concorrenza – acquisisce l’autorità di contrastare gli abusi basati su prove che eludono le responsabilità finanziarie del CBAM, richiedendo prove aggiuntive quando i valori effettivi non sono affidabili e, in casi specifici, ricorrendo ai valori nazionali.

    Fondo di compensazione temporaneo per i produttori europei

    Per sostenere temporaneamente i produttori UE di beni soggetti alle regole CBAM e mitigare i rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, a Commissione europea ha lanciato un fondo di compensazione temporaneo, disponibile per il 2026 e il 2027. Lo speciale fondo affronta la perdita di competitività nei mercati dei paesi terzi, dove i beni UE potrebbero essere soppiantati da alternative più economiche e ad alta intensità di emissioni, con il potenziale aumento delle emissioni globali.

    “E’ una misura necessaria, che non è in contraddizione con il CBAM“, assicura Hoekstra. “Chi produce in Europa ed esporta è soggetto alle nostre regole”, precisa. Il ragionamento è semplice: chi produce in altre parti del mondo lo fa seguendo altre regole, meno stringenti, e quindi l’esecutivo comunitario ha deciso di riequilibrare con sostegno agli esportatori europei e tasse per gli esportatori extra-europei. “Stiamo aiutando i produttori europei”.
    Tags: acciaioalluminiocbamclimasostenibilitàStephane sejourneWopke Hoekstra

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