Bruxelles – L’obiettivo di mantenere il 60 per cento di finanziamenti in sostenibilità anche nel 2025 è stato rispettato, ma è nella difesa che la Banca europea per gli investimenti (BEI) registra l’aumento senza precedenti delle proprie attività: quattro miliardi di euro, quattro volte quello investito nel 2024, ben oltre l’obiettivo dichiarato. La relazione sui risultati annuali del gruppo per il 2025 mostra soprattutto questo: una spesa per la difesa che invece di raddoppiare addirittura quadruplica, arrivando a rappresentare il 5 per cento del totale finanziato.
Va ricordato che in corso d’opera, a metà 2025, la Banca europea per gli investimenti aveva deciso di espandere il proprio raggio d’azione nel settore grazie ad un aumento complessivo di spesa fino a 100 miliardi di euro. Al di là di ciò “abbiamo fatto meglio del previsto, avendo già raggiunto lo scorso anno l’obiettivo che ci eravamo prefissati per il 2026”, sottolinea la presidente della BEI, Nadia Calviño, che si dice “fiduciosa di poterlo confermare anche alla fine di quest’anno”. Anche perché “non c’è dubbio che l’Unione europea debba accrescere la propria capacità di difesa“, e continuare lungo questa strada appare obbligato.
Infrastrutture critiche, mobilità militare, espansioni portuali, capacità industriali con particolare attenzione alla produzione di droni, ricerca e sviluppo per nuove tecnologie di sicurezza come sensori a fibra ottica per la protezione delle reti: è qui che la BEI ha investito come non mai. Senza dimenticare “il sostegno alle piccole e medie imprese” del settore, precisa Calviño. “Operiamo come come garanti e abbiamo accordi con banche quali Banque Populaire, Santanter e Deutschebank” al fine di garantire accesso al credito. “Questo ci permette di garantire prestiti in buone condizioni, e attraverso strumenti diversi”.
Calviño tiene comunque a ribadire come le nuove priorità politiche non abbiano snaturato la vocazione ‘green’ dell’istituzione. “Quasi” il 60 per cento dei finanziamenti totali del Gruppo BEI nel 2025 è stato destinato a progetti verdi, dalle grandi reti energetiche e interconnessioni all’attuazione di sistemi di stoccaggio e di energie rinnovabili, tecnologie pulite per la decarbonizzazione dell’industria pesante. Qui, sottolinea la presidente della BEI, “un importo record” di 11,6 miliardi di euro è stato destinato a progetti di reti e stoccaggio, a sostegno della sicurezza dell’approvvigionamento elettrico.
“Si stima che il finanziamento firmato lo scorso anno contribuirà alla costruzione o all’ammodernamento di 56mila chilometri di linee elettriche, dall’interconnessione storica del Golfo di Biscaglia tra la Penisola Iberica e la Francia, passando per un cavo sottomarino che collega due regioni dell’Italia centrale, fino alle reti locali e alle infrastrutture elettriche municipali in Germania”, enfatizza Calviño, che però ammette: “Dobbiamo aumentare il nostro investimento nell’adattamento ai cambiamenti climatici”.
Tra i risultati messi in evidenza i finanziamenti per cinque miliardi nella gestione idrica, e cinque miliardi per l’edilizia residenziali a prezzi accessibili, per interventi a sostegno di ristrutturazioni e innovazione, e che la BEI prevede già di “aumentare nel 2026”. Perché, ricorda Calviño, “dalle residenze studentesche in Grecia all’edilizia popolare in Belgio, dagli ospedali e dalle strutture sanitarie in Spagna alle scuole primarie in Francia, il finanziamento delle infrastrutture sociali è una priorità fondamentale per il Gruppo BEI”.
![[Photo by Sinai Images/Shutterstock (16481284a), via IPA agency]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/01/IPA_Agency_IPA70697506-750x375.jpg)

![La presidente della Bei, Nadia Calviño [Bruxelles, 11 giugno 2025. Foto: Emanuele Bonini]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/06/calvino-defence-summit-e1749636978763-350x250.jpeg)








![Havana / La Habana. Portrait of Che Guevara in the Plaza de la Revolucíon [foto: Guillaume Baviere/WikimediaCommons]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/01/Cuba_Che-120x86.jpg)