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    Home » Politica Estera » Siria, il Consiglio UE teme per la transizione: “I fedeli di Assad in posti chiave”

    Siria, il Consiglio UE teme per la transizione: “I fedeli di Assad in posti chiave”

    La presidenza cipriota di turno preoccupata per come stanno le cose nel Paese: "La situazione rimane instabile, esponenti del vecchio regime potrebbero dar vita a una nuova guerra civile"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    2 Febbraio 2026
    in Politica Estera
    [Photo: Sally Hayden/SOPA Images via ZUMA Press Wire - IPA agency]

    [Photo: Sally Hayden/SOPA Images via ZUMA Press Wire - IPA agency]

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    Bruxelles – La Siria è tutt’altro che stabile. La caduta di Bashar al-Assad non comporta alcuna garanzia, e a Bruxelles si guarda al Paese con preoccupazione. Restano ancora troppi fedelissimi in luoghi di comando, a presidio di funzioni chiave dello Stato, e si teme per nuove guerre, soprattutto civili. E’ la presidenza cipriota di turno del Consiglio dell’UE a mettere nero su bianco questi timori, nella risposta a un’interrogazione parlamentare rivolta proprio all’istituzione rappresentativa degli Stati membri.

    “Gli individui e le entità nella lista di sanzioni UE legati al regime di al-Assad continuano a ricoprire ruoli di potere e influenti e rappresentano il rischio di sostenere, attraverso finanziamenti o altri mezzi, ulteriori conflitti armati“, riconosce la presidenza cipriota. Vuol dire, si chiarisce, che le stesse persone “potrebbero svolgere un ruolo nei tentativi di invertire la transizione”. Per questo motivo “potrebbero continuare a essere sanzionati” nonostante la sospensione delle misure restrittive dell’UE nei confronti del Paese e di suoi settori chiave.
    Al di là dell’intenzione di continuare a colpire, in maniera mirata, personalità e organizzazioni, resta comunque la percezione di una Siria fragile, così come la consapevolezza che tutto potrebbe essere sul punto di poter esplodere di nuovo. “Il Consiglio ha valutato che, nonostante la caduta del regime di al-Assad e l’istituzione delle autorità di transizione, la situazione in Siria rimane instabile“, riconosce la presidenza di turno di Cipro. Uno dei fattori di instabilità politica è che “la rete di al-Assad, diffusa all’interno e all’esterno della Siria, non può essere considerata sciolta”.
    L’ombra di Assad resta proiettata sulla Siria, Paese per l’UE vero e proprio rompicapo. La caduta di un leader inviso all’Unione europea ha visto la presa del potere da parte di un’organizzazione che la stessa Unione europea riconosce come terroristica. Se prima il vecchio regime era considerato nemico e ostile, di quello successivo, quello attuale, non ci si può fidare. Per di più il Paese è considerato scricchiolante. Per questo, ricorda la presidenza cipriota, “l‘UE esorta tutti gli attori esterni, senza eccezioni, a rispettare pienamente l’unità, l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale della Siria“. Un velato invito ai governi di Israele e Stati Uniti, dopo i nuovi, recenti, avvertimenti circa la rinascita dell’ISIS proprio in Siria.
    Tags: al-Assadbashar al-assadconsiglio uesanzionisiriaue

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