Bruxelles – Buone notizie da Strasburgo per i produttori di vino europei. Con una larghissima maggioranza – 625 voti favorevoli, 15 contrari e 11 astensioni – il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva una serie di norme pensate per sostenere il settore vitivinicolo davanti le sfide attuali e per aiutarlo a cogliere nuove opportunità di mercato. Tra le misure previste figurano un’etichettatura più chiara per i vini analcolici, maggiori fondi e flessibilità per i produttori e un rafforzamento delle attività di promozione. “L’Europa sta rispondendo concretamente alle sfide che il settore si trova ad affrontare nei diversi paesi e regioni”, dichiara la relatrice del testo Esther Herranz García (PPE, Spagna).
“L’accordo raggiunto fornisce strumenti utili ai produttori italiani per affrontare il calo dei consumi e la crescente pressione dei mercati internazionali“, spiega Salvatore De Meo, eurodeputato di Forza Italia (PPE) e membro della commissione Agricoltura, a margine del voto. Concorda Camilla Laureti, eurodeputata del Partito Democratico (S&D) e responsabile nazionale per le politiche agricole. “Il vino è il terzo settore agroalimentare per esportazioni, con una produzione media di 157 milioni di ettolitri che rende l’Ue il primo produttore mondiale e garantisce lavoro a 2,9 milioni di persone“, afferma. “Il pacchetto di misure va nella direzione giusta: maggiore certezza sulle autorizzazioni, rafforzamento degli strumenti per affrontare le crisi e regole di etichettatura più semplici e chiare, a beneficio sia dei produttori sia dei consumatori”, sottolinea l’eurodeputata. Per l’eurodeputata dei Verdi, Cristina Guarda, componente della commissione Agricoltura e relatrice ombra per il gruppo dei Verdi/ALE al Parlamento europeo, il testo “nasce dalla consapevolezza di una crisi profonda del settore vitivinicolo, segnata da sovrapproduzione, calo dei consumi e dagli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico” e “il gruppo dei Verdi/ALE ha sostenuto un accordo che rafforza gli strumenti di gestione delle crisi, consentendo anche di fermare nuovi diritti di impianto nei casi di grave squilibrio del mercato, e che prova ad aprire una prospettiva per il futuro del settore”.
Le nuove misure puntano ad ampliare il mercato dei vini europei nei Paesi terzi, prevedendo finanziamenti per i produttori fino al 60 per cento delle spese sostenute. Gli Stati membri potranno inoltre integrare il sostegno con una copertura aggiuntiva fino al 30 per cento per le piccole e medie imprese e fino al 20 per cento per le aziende di dimensioni maggiori.
Tra le nuove regole è previsto anche un sostegno finanziario aggiuntivo per la promozione dell’enoturismo. Le attività potranno beneficiare dei finanziamenti per un periodo di tre anni, rinnovabile fino a due volte, per una durata complessiva massima di nove anni. Tra le iniziative ammissibili rientrano anche azioni informative e promozionali, come campagne pubblicitarie, eventi, mostre e studi di settore.
Ulteriori finanziamenti anche in caso di calamità naturale e condizioni meteorologiche estreme: le misure approvate dal Parlamento europeo stabiliscono che i viticoltori riceveranno un sostegno finanziario aggiuntivo fino al 80 per cento dei costi ammissibili. Il testo prevede inoltre che i fondi UE possano essere utilizzati anche per la cosiddetta “estirpazione”, cioè la rimozione definitiva delle viti per stabilizzare la produzione. Il massimale del sostegno nazionale alla distillazione del vino e alla vendemmia verde è fissato al 25 per cento dei per il settore vitivinicolo per ogni Stato membro.
Infine, il testo adottato chiede una maggiore chiarezza nell’etichettatura. Il termine “analcolico”, accompagnato dall’indicazione “0,0 per cento”, potrà essere utilizzato esclusivamente per i prodotti con una gradazione alcolica non superiore allo 0,05 per cento vol. I vini con un contenuto alcolico superiore a tale soglia, ma ridotto di almeno il 30 per cento rispetto alla gradazione standard della categoria prima della dealcolazione, dovranno invece riportare in etichetta la dicitura “a ridotto contenuto alcolico”.
La palla passa ora al Consiglio dell’Unione Europea, che dovrà adottare formalmente la legislazione prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’UE e della successiva entrata in vigore. L’intesa con il Consiglio era stata raggiunta a inizio dicembre scorso.










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