Bruxelles – Unanimità al Parlamento Europeo di Strasburgo per la tutela degli agricoltori da pratiche commerciali sleali. Con 555 voti favorevoli, nessun voto contrario e 26 astensioni, gli eurodeputati hanno dato il via libera a nuove norme che obbligano le autorità nazionali a cooperare nel commercio agricolo fra Paesi UE per garantire agli agricoltori una giusta remunerazione. Il relatore del testo, l’eurodeputato del Partito Democratico Stefano Bonaccini sottolinea che “oggi l’Europa sta dimostrando di saper ascoltare e agire in fretta. Siamo al fianco di chi ha più bisogno di sostegno, rafforzando le tutele per i piccoli produttori e garantendo una filiera agroalimentare equa, trasparente e libera dallo sfruttamento”.
Il testo adottato oggi (12 febbraio) consente alle autorità nazionali di intervenire per bloccare pratiche sleali transfrontaliere, anche in assenza di una denuncia da parte dei produttori, replicando un modello già utilizzato per la tutela delle indicazioni geografiche nel mercato unico. Circa il 20 per cento dei prodotti agricoli e alimentari consumati nei Paesi UE proviene infatti da un altro Stato membro.
Nel caso si verifichino pratiche commerciali sleali transfrontaliere che danneggiano gli agricoltori e i piccoli imprenditori agricoli, essi saranno quindi prevenuti, indagati e puniti. “Abbiamo trasformato quello che avrebbe potuto essere un semplice documento amministrativo in un potente atto di giustizia economica e sociale. Stiamo quindi inviando un messaggio chiaro: gli agricoltori non saranno più costretti a sottomettersi alle richieste e ai comportamenti ingiusti dei grandi acquirenti e commercianti”, spiega in plenaria Stefano Bonaccini al discorso di apertura del dibattito sulle pratiche commerciali sleali.
Il regolamento amplia inoltre il raggio d’azione contro gli acquirenti con sede fuori dall’UE: per evitare elusioni delle regole, gli operatori extraeuropei che commercializzano nel mercato interno dovranno designare un referente responsabile nell’Unione, incaricato di collaborare con le autorità in caso di indagine. Rafforzato anche lo scambio di informazioni tra Stati membri, che potranno utilizzare il sistema informatico dell’UE già esistente finalizzato allo scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni di diversi Stati membri per intervenire più rapidamente.
Il regolamento approvato in aula, che ora dovrà essere adottato dal Consiglio dell’UE, integra in sostanza la direttiva sulle pratiche commerciali sleali UTP, le cui norme sono in vigore dal 2022. Tale direttiva, però, si limitava a proteggere gli agricoltori da pratiche come i ritardi di pagamento o gli annullamenti con breve preavviso quando vendono i loro prodotti a grandi supermercati e aziende di trasformazione alimentare.










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