Bruxelles – Una nuova stagione nelle relazioni bilaterali con il Canada, partner sempre più strategico di un nord-America dove l’UE fa fatica a guardare agli Stati Uniti di Donald Trump. Per questo si punta sul governo di Ottawa, con una riunione tutta d’eccezione tra i ministri economici dell’Unione e il ministro delle Finanze canadese, François-Philippe Champagne. E’ questo incontro il piatto forte dell’Eurogruppo in programma la prossima settimana a Bruxelles (16 febbraio), arricchito nell’agenda dei lavori da una cena post-sessione a cui prenderanno parte non solo i ministri dei Paesi con la moneta unica, ma pure quelli che ancora non hanno adottato l’euro.
E’ il presidente dell’Eurogruppo, il greco Kyriakos Pierrakakis, ad aver preso l’iniziativa e invitato il ministro canadese, spiegano fonti europee. Il motivo non è certamente casuale e va letto all’insegna del nuovo corso statunitense. Con un partner USA non più affidabile e imprevedibile, il Canada diventa automaticamente per l’Unione europea il nuovo interlocutore di riferimento. Il Canada è membro del G7, fa parte della NATO, è per il libero scambio (l’accordo CETA tra UE e Canada risale al 2017 ed è considerato una storia di successo). Insomma, il Paese “è un alleato stretto”, confidano le stesse fonti. Una tale sottolineatura indica che probabilmente gli Stati Uniti di oggi non sono sullo stesso piano del Canada.
Il dialogo tra Champagne, Pierrakakis e gli europei ha come obiettivo “uno scambio di vedute per, auspicabilmente, sviluppare impegni comuni” in particolare in ambito economico e finanziario, confidano a Bruxelles. La cena di lavoro si inserisce in una riunione dell’Eurogruppo in formato inclusivo voluta per discutare, tutti insieme, della situazione internazionale e dei rischi per l’instabilità che ne possono derivare. Si tratta quindi creare un nuovo assetto trans-atlantico, con il Canada come alternativa agli Stati Uniti.
Del resto il Canada, attraverso la provincia francofona del Quebec, ha già iniziato a intessere relazioni più strette con l’Unione europea. L’accordo di cooperazione siglato dal governo quebecchese e il Comitato europeo delle regioni (COR) a fine 2025 va proprio nella direzione di rafforzare la collaborazione bilaterale su priorità condivise, tra cui l’azione per il clima, l’economia e un ruolo rafforzato per le regioni e le città nell’affrontare le sfide globali.











