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Dopo cinque anni il CETA si rivela utile e un successo geopolitico
Le bandiere dell'Ue e del Canada messe insieme

Dopo cinque anni il CETA si rivela utile e un successo geopolitico

La Commissione europea celebra l'accordo commerciale Ue-Canada. Dombrovskis: "Accesso privilegiato all'energia, import europea cresciuto del 70 per cento"

Bruxelles – Col senno di poi il Ceta è un grande risultato per l’Europa, un accordo di libero scambio con il Canada che acquista una rinnovata valenza geo-politica non indifferente. La Commissione europea celebra i cinque anni di un trattato comunque contestato, e mette in risalto un dato su tutti: solo sul fronte energetico le importazioni dell’UE dal Canada “sono aumentate del 70 per cento tra il 2016 e il 2021“. Una sottolineatura non casuale, in tempi di crisi energetiche. Non a caso, alla luce del mutato contesto, il commissario per il Commercio, Valdis Dombrovskis, può dire che il Ceta “è il tipo di partenariato dinamico di cui abbiamo bisogno nel turbolento clima geopolitico di oggi”.

Commercio bilaterale di merci aumentato del 31 per cento negli ultimi cinque anni, raggiungendo i 60 miliardi di euro di volumi; commercio bilaterale di servizi cresciuto dell’11 per cento; commercio bilaterale di beni ambientali che registra un +27 per cento; esportazioni di beni dell’Ue in Canada cresciute del 26 per cento. Numeri che l’esecutivo comunitario offre per mettere in risalto effetti e benefici del trattato di libero scambio, rivisto e riletto alla luce degli obiettivi del Green Deal e di RepowerUe, il piano per la transizione sostenibile e l’indipendenza energetica dalla Russia. Il CETA, continua Dombrovskis, “ha portato avanti il commercio di beni verdi e ci ha fornito un accesso privilegiato all’energia e alle materie prime, come dimostra la straordinaria crescita delle importazioni dell’UE in quelle risorse chiave”

Le celebrazioni di questo accordo commerciale rilanciano i dibattiti politici su un tema oggetto di ritardi e tentennamenti. A distanza di cinque anni ci sono ancora undici Stati membri che non hanno completato l’iter di ratifica parlamentare (Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Polonia, Slovenia, Ungheria). Se c’è chi è al lavoro per completarlo (è il caso di Francia, Germania e Belgio), in Italia non è chiaro se e quando si potranno avere sviluppi. Lega e Fratelli d’Italia sono sempre stati critici e tendenzialmente contrari.

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