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    Home » Difesa e Sicurezza » Dall’UE 20 miliardi di euro per le regioni del fianco orientale, von der Leyen: “La sfida diventa opportunità”

    Dall’UE 20 miliardi di euro per le regioni del fianco orientale, von der Leyen: “La sfida diventa opportunità”

    La presidente della Commissione UE chiarisce cosa sarà l'iniziativa EastInvest a sostegno dei Paesi dell'est Europa, e applaude la spinta alla produzione di droni e l'ampliamento delle basi militari

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    26 Febbraio 2026
    in Difesa e Sicurezza, Politica
    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla conferenza di alto livello sulle regioni delle confine orientale [Bruxelles, 26 febbraio 2026]

    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla conferenza di alto livello sulle regioni delle confine orientale [Bruxelles, 26 febbraio 2026]

    Bruxelles – Trasformare la guerra al di là del confine da tragica realtà a potenziale opportunità per i territori. Un’operazione di cosmesi ardua. Eppure, è il punto di vista che Ursula von der Leyen ha cercato di far passare per il lancio di EastInvest, un meccanismo di finanziamento da 20 miliardi di euro, specificamente progettato per le regioni di confine con Russia, Bielorussia e Ucraina, quelle del fianco orientale già al centro dell’azione a dodici stelle dal 2022, momento dell’avvio delle operazioni militari russe.

    EastInvest, ha spiegato la presidente della Commissione europea in occasione della conferenza di alto livello sulle regioni delle frontiera orientale, “riunisce alcune delle principali fonti di finanziamento pubbliche e private in Europa, tra cui la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BEI)”. Agli investimenti pubblici si aggiungono banche del settore privato e istituti di credito nazionali, per un primo programma di investimenti e finanziamenti mirati di due anni.

    “Un ambiente più sicuro può aiutarci ad attrarre nuovi investimenti”, ha sottolineato von der Leyen. E’ qui la portata competitiva dell’iniziativa. Di fronte a imprese che scappano, turisti che vanno altrove, famiglie che si trasferiscono per la paura legata a un’estensione della guerra, l’UE decide di investire. Von der Leyen parla di sostenibilità, agricoltura, di iniziative utili a “creare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità economiche”.

    Il paradosso della guerra è che il conflitto diventa momento e motivo per investimenti – politici ed economici – tutti nuovi in regioni altrimenti relegate ai margini (non solo geografici) dell’Unione. Ma non c’è solo il nuovo meccanismo europeo da 20 miliardi di euro pensato esclusivamente per le realtà territoriali di Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria. C’è anche un impulso tutto nazionale che suscita il compiacimento di von der Leyen: “Estonia, Lettonia, Lituania e Romania stanno dando un ottimo esempio, perché hanno incrementato gli investimenti nella difesa e nella mobilità militare“. Perché tanta enfasi? Perché “tutte queste misure contribuiscono a migliorare la sicurezza. Ma aumentano anche la nostra competitività, creano posti di lavoro e infrastrutture migliori”.

    Un’equazione pericolosa. L’industria pesante sta dando nuovo lustro al club a 27. “Ad esempio la Polonia sta sviluppando una valle per i droni nel sud-est“, scandisce ancora von der Leyen, sorridente. “Quest’area sarà un importante datore di lavoro e i suoi prodotti rafforzeranno anche le difese regionali”. Oppure, continua, la Lituania sta costruendo una base militare vicino al confine con la Bielorussia “grazie ai finanziamenti della BEI”. Si tratta, nello specifico, dello sviluppo della struttura di Rūdninkai, ad uso dell’esercito tedesco, che ospiterà quasi cinquemila persone tra militari e civili, e ciò “stimolerà l’economia locale”. La presidente della Commissione UE non ha dubbi: “Con iniziative come queste, possiamo trasformare le sfide in opportunità. Possiamo proteggere e stabilizzare le nostre regioni di confine. E getteremo le basi per una prosperità duratura”. Ben venga la guerra.
    Tags: confine orientale UEguerra russia in ucrainaindustriaursula von der leyen

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