Bruxelles – Parte l’Iniziativa europea per l’osservazione degli oceani. Ad annunciarlo è stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento alle Giornate europee sull’oceano, oggi (2 marzo), spiegando che l’Unione europea stanzierà 50 milioni di euro da Horizon Europe per i prossimi due anni per la rete di dati marini e che, per coinvolgere i Paesi, il settore privato e i filantropi, lancerà un’Alleanza Internazionale per assicurare finanziamenti necessari.
“La base del nostro successo è la scienza”, la premessa della presidente dell’esecutivo comunitario. “La scienza ci racconta lo stato del nostro oceano oggi e domani”, insiste. Quindi “con dati marini accurati, possiamo comprendere meglio cosa succede nelle profondità marine e nelle sue vaste acque”. La disponibilità di informazione, continua “ci permette di prevedere l’impatto dei cambiamenti climatici e di prepararci a eventi meteorologici estremi”. Per tutti questi motivi, l’anno scorso, a Nizza, alla Conferenza Onu sugli oceani, “ho annunciato un’ambiziosa Iniziativa Europea per l’Osservazione degli Oceani. E oggi prende vita. La chiamiamo OceanEye”. OceanEye sarà “la nostra finestra sull’oceano e la chiave per svelarne ancora di più i segreti”, promette.
Cita Venezia e il problema dell’acqua alta, von der Leyen, per spiegare l’importanza del progetto che prende il via. Il capoluogo veneto, “una delle città più belle d’Europa, era a rischio di gravi inondazioni” perché “un’enorme marea ha risalito l’Adriatico e ha minacciato di distruggere la città”. In quel contesto, “grazie a una rete di sensori, Venezia ha dispiegato le sue barriere anti-inondazione al momento giusto”, salvando “la città e i suoi abitanti”. Il Mose, e l’elogio che von der Leyen ne fa, è la dimostrazione che “per garantire questo tipo di protezione in tutto il mondo” c’è “bisogno di più dati, da più posizioni”.
Il punto di partenza esiste già, perché “abbiamo già una rete attiva“, con “sensori in tutto il mondo: dai droni marini robotizzati agli alianti e persino sensori montati sulle tartarughe marine”. Sistemi che forniscono dati che “vengono inseriti in potenti computer per fornire informazioni in tempo reale”. E “questo non solo protegge dagli eventi meteorologici estremi, ma aiuta anche la nostra economia“, ha precisato ancora von der Leyen. L’aspetto negativo su cui intervenire è che “questo tipo di monitoraggio non è disponibile universalmente“, con “lacune nel monitoraggio nelle acque europee” da un lato e “una pressione ancora maggiore” sulla rete globale, dall’altro. Per questo, “abbiamo bisogno di maggiori finanziamenti. E con OceanEye vogliamo invertire la rotta. Vogliamo colmare le lacune e ampliare ulteriormente la rete globale in modo che OceanEye possa guidare una nuova ondata di osservazioni a livello globale”.
Dunque, risorse. “La rete di dati marini deve essere riconosciuta come un’infrastruttura planetaria vitale. Questo sostituirà l’attuale sistema di cooperazione volontaria con un modello più strutturato, adeguatamente supportato dai suoi membri. E dobbiamo garantire finanziamenti a lungo termine”, ha dettagliato von der Leyen. In questo contesto, “l’UE compirà oggi un primo passo: posso annunciare un finanziamento di 50 milioni di euro da Horizon Europe per i prossimi due anni“, ha annunciato von der Leyen. Inoltre, “abbiamo bisogno dell’impegno dei nostri Stati membri e di partner fidati in tutto il mondo. Per questo motivo, oggi lanciamo un’Alleanza Internazionale. Un’Alleanza per garantire finanziamenti da parte dei Paesi, del settore privato e dei filantropi” e “sono lieta che la Commissione Oceanografica Intergovernativa si sia già unita all’Europa in questa iniziativa. Dipendiamo tutti dalla rete di dati marini. E insieme possiamo garantirne il successo”, ha spiegato.












![La video riunione dell'Eurogruppo [27 marzo 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/03/eurogruppo-260327-120x86.jpg)