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    Home » Energia » Energia, von der Leyen: contro caro-prezzi flessibilità, sussidi e revisione Ets

    Energia, von der Leyen: contro caro-prezzi flessibilità, sussidi e revisione Ets

    Un'altra misura è "sovvenzionare o limitare il prezzo della produzione di energia elettrica da centrali a gas e ridistribuire i ricavi inframarginali". L'esecutivo comunitario "valuterà, caso per caso, l'impatto di tali meccanismi nazionali di emergenza"

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    16 Marzo 2026
    in Energia
    [foto: imagoeconomica]

    [foto: imagoeconomica]

    Bruxelles – Flessibilità. Sovvenzionare o limitare il prezzo della produzione di energia elettrica da centrali a gas e ridistribuire i ricavi inframarginali. Alleggerire le tasse. Rivedere l’Ets, il Sistema di scambio di quote di emissioni. Sono alcuni strumenti che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, mette sul tavolo nella sua lettera ai capi di Stato e di governo Ue sulla competitività in vista del vertice Ue di giovedì 19 marzo. E sono misure principalmente nelle mani dei Paesi membri.

    “La questione più urgente, sia dal punto di vista della competitività che dell’indipendenza, è l’energia, in particolare il petrolio e il gas”, scrive von der Leyen. Che avverte: “Attualmente, la sicurezza fisica dell’approvvigionamento dell’Unione europea è garantita. Tuttavia, l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili sta già pesando sulla nostra economia“.

    La presidente ricorda che, dal 2021, la quota di rinnovabili nel mix energetico dell’UE è passata dal 36 per cento al 48 per cento nel 2025. “Insieme al nucleare, oltre il 70 per cento della nostra elettricità è ora prodotta da fonti energetiche a basse emissioni di carbonio”, ma “nonostante ciò, diversi settori, in particolare i trasporti, rimangono fortemente dipendenti dai combustibili fossili importati”, precisa. Ma dall’inizio del conflitto di Israele e USA contro l’Iran, “l’Europa ha già speso ulteriori 6 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili” e “un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas dalla regione del Golfo potrebbe avere un impatto significativo sulla nostra economia”.

    Perciò, oltre ad agire per “per gestire l’immediato shock energetico e proteggere la nostra economia”, si deve “passare rapidamente alle fasi successive” per ridurre i costi energetici. Per farlo, “dobbiamo agire sui quattro componenti principali che determinano i prezzi dell’elettricità”, vale a dire il costo dell’elettricità stessa, i costi di rete,  tasse e imposte, costi del carbonio”.

    Un modo per fare ciò, ad esempio, è con i contratti a lungo termine raccomandati nel rapporto sulla competitività stilato dall’ex numero uno della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi. “I cosiddetti Power Purchase Agreement (PPA) possono svolgere un ruolo importante disaccoppiando i prezzi dell’energia industriale dal mercato all’ingrosso, più volatile. Finora, la loro adozione è rimasta limitata”, lamenta. “La Commissione eliminerà pertanto gli ostacoli esistenti e promuoverà ulteriormente l’utilizzo di tali tecnologie per tutte le capacità di generazione a basse emissioni di carbonio, anche combinando i contratti di acquisto di energia elettrica (PPA) con i contratti per differenza (CFD)”, dettaglia ancora von der Leyen. E precisa che “anche evitare la dismissione anticipata di impianti, come le centrali nucleari esistenti, che possono continuare a fornire energia elettrica affidabile, a basso costo e a basse emissioni, può svolgere un ruolo importante“.

    A ciò si aggiunge che “gli Stati membri possono fornire un sollievo immediato sui prezzi dell’energia elettrica ai settori ad alta intensità energetica più colpiti attraverso il quadro esistente degli aiuti di Stato (CISAF)” e “lo stesso vale per i costi del carbonio, per i quali gli Stati membri possono compensare fino all’80 per cento dei costi indiretti del carbonio, mitigandone così l’impatto in un’ampia gamma di settori ad alta intensità energetica”. Meccanismi che la Commissione punta a rafforzare e a rendere “più flessibili, consentendo agli Stati membri di fornire un sostegno ancora più immediato laddove è più necessario”.

    Un altro strumento nelle mani degli Stati è quello di “sovvenzionare o limitare il prezzo della produzione di energia elettrica da centrali a gas e ridistribuire i ricavi inframarginali“. Qui von der Leyen chiarisce che “la Commissione valuterà, caso per caso, l’impatto di tali meccanismi nazionali di emergenza, volti a limitare gli effetti degli alti prezzi del gas sull’elettricità” e che, comunque, “la progettazione di questi meccanismi di emergenza dovrebbe in ogni caso evitare distorsioni del mercato interno, preservare i segnali di investimento a lungo termine per le energie pulite e impedire un’eccessiva domanda aggiuntiva di gas”.

    Altro punto è quello delle reti, su cui la presidente della Commissione chiede, da un lato, la rapida adozione del Pacchetto reti e, dall’altro, di “sfruttare meglio le infrastrutture” esistenti. Qui è il commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, che, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Energia dell’UE ha sottolineato di accogliere “con favore i progressi compiuti oggi sul pacchetto relativo alla rete elettrica” perché “è necessario un rapido adattamento di questo documento” in quanto “è di fondamentale importanza ridurre i prezzi dell’energia, favorire una maggiore convergenza dei prezzi tra gli Stati membri e diminuire la volatilita’ dei prezzi”.

    Terzo aspetto è quello delle imposti e prelievi su cui “permangono notevoli discrepanze a seconda della fonte energetica” dato che, “in molti casi, l’elettricità è tassata molto più pesantemente – fino a quindici volte – rispetto al gas”. Per von der Leyen, “esiste quindi un chiaro margine, anche attraverso interventi legislativi, per ridurre la tassazione sull’elettricità, eliminare alcuni prelievi non energetici dalle bollette elettriche e garantire che l’elettricità sia tassata in modo più favorevole rispetto ai combustibili fossili”.

    Infine, “per quanto riguarda i costi del carbonio, l’ETS rimane uno strumento collaudato per guidare la trasformazione industriale” dato che, “dalla sua introduzione nel 2005, l’Europa ha ridotto il consumo di gas di 100 miliardi di metri cubi, contribuendo a proteggere i consumatori dagli alti prezzi del gas”. La presidente ricorda che lo strumento “è basato sul mercato, neutrale dal punto di vista tecnologico e offre certezza di investimento a lungo termine, premiando al contempo chi si muove per primo” e che, “sulla base del sistema ETS, le imprese di tutta Europa hanno preso decisioni di investimento per i prossimi decenni. Ora dobbiamo garantire che venga adattato anche alle nuove realtà”. Per questo, “la Commissione adotterà a breve i parametri di riferimento dell’ETS, tenendo conto delle preoccupazioni espresse dall’industria” e “presenterà una proposta per aumentare la capacità di intervento della Riserva di stabilità del mercato, in modo che possa affrontare in modo più efficace l’eccessiva volatilità dei prezzi e mantenerli sotto controllo nel breve termine”. In questo scenario, “stiamo anche accelerando i lavori sulla prossima revisione dell’ETS, in particolare per definire una traiettoria di decarbonizzazione più realistica oltre il 2030“.

    Per von der Leyen, “nel loro insieme, questi strumenti di misure concrete possono fornire un sollievo tangibile e tempestivo, rimanendo al contempo coerenti con i nostri obiettivi climatici ed energetici a lungo termine”.

    Tags: consiglio europeoenergiaEtsueVon der Leyen

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