Bruxelles – Inizia il percorso a tappe verso la fine totale delle importazioni di gas russo nell’Unione Europea. Da oggi, 18 marzo, parte il primo divieto: quello, cioè, a contratti, sia a breve che a lungo termine, di importazione del gas russo conclusi o modificati dopo il 17 giugno scorso. Bruxelles non accoglie l’appello del presidente USA Donald Trump che ha chiesto di sospendere l’embargo sul petrolio e continua, decisa, sulla sua strada.
La Commissione europea ha pubblicato oggi (18 marzo) un orientamento aggiornato sull’attuazione del regolamento RepowerEU Gas che chiarisce alcuni dettagli procedurali relativi all’autorizzazione preventiva per le importazioni di gas non russo. Per l’UE, “nel contesto del conflitto in Medio Oriente, è fondamentale evitare inutili ostacoli alle importazioni di gas non russo nell’UE“. In questo scenario, “non sarà concessa alcuna deroga temporanea al divieto per le importazioni di GNL e gas di gasdotto russi ai sensi di contratti di fornitura di gas a breve o lungo termine conclusi o modificati dopo il 17 giugno 2025. Il divieto per le importazioni ai sensi di tali contratti recentemente conclusi si applicherà a partire dal 18 marzo 2026”, specifica Bruxelles.
In base al calendario dettato dal regolamento RepowerEU sul Gas – che entrato in vigore il 2 febbraio definisce i requisiti per l’eliminazione graduale del gas russo -, ci sono dei periodi di transizione per tutti i contratti già in essere. Per i contratti a breve termine il divieto si applicherà dal 25 aprile 2026 per il GNL e dal 17 giugno 2026 per il gas da gasdotto. Per i contratti a lungo termine, dal primo gennaio 2027 saranno vietate tutte le restanti importazioni di GNL russo e a partire dal 30 settembre 2027 sarà bandito tutto il rimanente import di gas russo tramite gasdotto, a meno che “circostanze eccezionali non giustifichino una proroga” del termine al primo novembre 2027 per i singoli Stati membri, cioè nel caso non siano stati raggiunti gli obiettivi di riempimento in vista dell’inverno. Inoltre, “viste le circostanze molto particolari e al fine di dar loro tempo sufficiente per la ricerca di nuovi fornitori, è opportuno applicare un periodo di transizione più lungo anche ai contratti di fornitura a breve termine con fornitori della Federazione russa che sono utilizzati per rifornire Paesi senza sbocco sul mare”, come Ungheria e Slovacchia, “i quali risentono delle variazioni delle rotte di approvvigionamento del gas russo”, si legge nel regolamento. Dal primo novembre 2027, poi, non sarà possibile importare gas russo dopo il primo novembre 2027.
Infine, a quanto si apprende a Bruxelles, la maggior parte degli Stati membri ha presentato entro il primo marzo – come richiesto dal regolamento – i piani nazionali di diversificazione dell’approvvigionamento energetico che dettagliano cosa le Capitali hanno in mente di fare per sostituire il gas russo. I piani devono comprendere informazioni sui volumi di gas russo importato nell’ambito di contratti in essere e sulle misure previste o già attuate dagli Stati membri per diversificare il loro approvvigionamento di gas. Devono anche indicare quali ostacoli incontrano gli Stati membri in questo processo e individuare soluzioni per superarli.



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