Bruxelles – Snapchat potrebbe esporre i minori a “tentativi di adescamento e reclutamento a fini criminali” e a “informazioni relative alla vendita di beni illegali”. Bruxelles accende i riflettori sul social media e servizio di messaggistica istantanea con sede a Santa Monica, California, e avvia un’indagine per verificare la conformità con la legge sui servizi digitali (DSA). “Snapchat sembra aver trascurato il fatto che il Digital Services Act impone elevati standard di sicurezza per tutti gli utenti”, ha attaccato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Henna Virkkunen.
La scure del DSA è già stata impugnata contro tutti i giganti delle piattaforme digitali. Meta, X, TikTok, ma anche Temu e Shein. La prima sanzione, di 120 milioni di euro, è toccata pochi mesi fa al social di Elon Musk. Questa volta, fa sapere la Commissione europea, l’indagine su Snapchat si concentrerà su cinque aree. Prima di tutto sulla verifica dell’età: anche se i ‘Termini e condizioni’ di Snapchat richiedono un’età minima di 13 anni per utilizzare la piattaforma, Bruxelles sospetta che “l’affidamento sull’autodichiarazione come misura di verifica dell’età sia insufficiente”. In più, secondo la Commissione lo strumento previsto per segnalare la presenza di under-13 sulla piattaforma non sarebbe in realtà disponibile per gli utenti.
La mancata verifica dell’età ha un’altra implicazione, ben più pericolosa: permettendo che i propri servizi vengano utilizzati in modo improprio da adulti che, non rivelando la propria età reale al momento della registrazione o modificandola successivamente, fingono di essere minori, Snapchat espone i minori al rischio di essere contattati da utenti con intenti dannosi. La Commissione parla, senza mezzi termini, di “adescamento per lo sfruttamento sessuale o reclutamento per attività criminali”. A chiudere il quadro, c’è il fatto che bambini e adolescenti vengono automaticamente consigliati ad altri utenti attraverso il sistema “Trova amici”.
Parallelamente, la Commissione ha delle perplessità sugli strumenti di moderazione dei contenuti implementati dalla piattaforma che “non sembrano essere efficaci” nell’impedire la diffusione di informazioni che indirizzano gli utenti verso la vendita di prodotti illegali o vietati ai minori, come droghe, sigarette elettroniche e alcolici. Anche qui, Snapchat non si dà una mano: i meccanismi per segnalare contenuti illegali non sembrano “né facili da utilizzare né intuitivi”, sostiene l’esecutivo UE.
La storia del DSA insegna che le indagini possono prolungarsi per mesi e che, in generale, è ben più facile aprire nuovi procedimenti che chiuderli. Verosimilmente, la Commissione invierà richieste di informazioni a Snapchat, condurrà colloqui o ispezioni, nel tentativo di raccogliere ulteriori prove. Potrà accettare eventuali impegni da parte di Snapchat per porre rimedio alle lacune, o viceversa adottare misure provvisorie contro la piattaforma. L’indagine stessa, si legge in una nota dell’esecutivo UE, si basa sulle risposte fornite da Snapchat a una richiesta di informazioni inviata da Bruxelles lo scorso ottobre, oltre che sull’analisi dei rapporti sulla valutazione dei rischi di Snapchat degli ultimi tre anni.













![La video riunione dell'Eurogruppo [27 marzo 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/03/eurogruppo-260327-120x86.jpg)