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    Home » Energia » La guerra in Iran spinge l’UE a investire nel nucleare di nuova generazione

    La guerra in Iran spinge l’UE a investire nel nucleare di nuova generazione

    La presidente della Commissione europea: "Dall'inizio del conflitto 22 miliardi di euro in più per petrolio e gas, avanti con i mini reattori modulari"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    13 Aprile 2026
    in Energia

    Bruxelles – Dall’inizio della guerra in Iran per l’Unione europea il costo di petrolio e gas “è cresciuto di 22 miliardi di euro, senza aver acquistato alcuna molecola in più”. Un costo troppo elevato, secondo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, decisa a spezzare questo caro-bolletta attraverso il rilancio del nucleare di nuova generazione. “I benefici dei piccoli reattori modulari sono chiari”, scandisce al termine della riunione del collegio dei commissari tenuta per fare il punto dell’impatto del conflitto di USA e Israele in Iran. “Sono tecnologie promettenti, su cui stanno già investendo Stati Uniti, Cina, Regno Unito e Corea del sud, e non dobbiamo rimanere indietro“, insiste.

    Quella scaturita dalla chiusura dello stretto di Hormuz “è la seconda crisi dei combustibili fossili in pochi anni”, lamenta von der Leyen, convinta che quanto sta accadendo debba essere usato per porre fine alla vulnerabilità sistemiche dell’Unione. “Stiamo pagando care queste dipendenze” da petrolio e gas, e l’unico modo per uscirne una volta per tutte è “accrescere la produzione di energia affidabile, con le rinnovabili e il nucleare“, opzioni che “ci danno indipendenza e prevedibilità”.

    La Commissione Ue: “Avanti con il nucleare di nuova generazione”

    In tal senso la presidente dell’esecutivo comunitario annuncia una proposta per l’elettrificazione dell’Europa “prima dell’estate”. Nel documento di cui non anticipa nulla dei contenuti e neppure nella natura si farà il punto per permettere questa trasformazione energetica del club a dodici stelle. Restano ferma la necessità di proseguire con la transizione sostenbile, e quindi con la produzione di energia pulita. I mini reattori modulari, sottolinea von der Leyen, vanno concepiti come “in combinazione con le rinnovabili”, e dunque gli investimenti nel nucleare di nuova generazione non dovranno avvenire a scapito di solare fotovoltaico, eolico, idro-elettrico né ai danni di idrogeno o biomasse.

    Nel frattempo l’invito per gli Stati membri è “usare al meglio i fondi che abbiamo a disposizione, come quelli di coesione“, con l’obiettivo di rendere i territori dell’Unione europea più a misura di resistenza energetica. “Batterie e integrazione delle reti” gli obiettivi da sostenere finanziariamente con i fondi strutturali europei, il suggerimento di von der Leyen.

    Prima ancora, però, la Commissione europea intende intervenire per cercare di ridurre il prezzo della bolletta elettrica per imprese e famiglie attraverso misure sul lato dell’imposizione fiscale. “A maggio presenteremo una proposta legislativa sulle tasse dell’energia elettrica“, annuncia sempre von der Leyen. La guerra in Iran e il suo conto-energia, dunque, spingono l’agenda energetica europea.

    Tags: accordo nuclearecommissione europeacrescitaenergiaIranMedio Orientemini reattoriueursula von der leyenVon der Leyen

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