Bruxelles – Nucleare, energie pulite, investimenti per le reti: sono le parole d’ordine della Commissione Europea per arrivare a bollette più leggere per i cittadini e a un approvvigionamento europeo senza dipendere più dagli sviluppi geopolitici. L’obiettivo di Bruxelles è quello di affrancarsi dalla dipendenza dalle fonti di Paesi terzi e “puntare su contenuti europei”, costruendo una “solida catena” di approvvigionamento dell’UE, in modo da ridurre le dipendenze dalle importazioni e garantire autonomia strategica. Sono gli obiettivi strategici della nuova strategia approvata al collegio dei commissari oggi (10 marzo) a Strasburgo e presentata da Teresa Ribera, vicepresidente dell’esecutivo UE per una Transizione pulita, giusta e competitiva, e Dan Jørgensen, commissario europeo per l’Energia e l’edilizia abitativa. “La situazione in Iran ci ricorda una semplice verità: l’energia pulita prodotta localmente è l’unica soluzione duratura per l’UE per spezzare il ciclo di dipendenza dai combustibili fossili e volatilità dei prezzi”, ha osservato Ribera. “Oggi adottiamo un pacchetto per progredire nel nostro impegno e sostenere i cittadini affinché possano ottenere bollette energetiche più basse. Vogliamo garantire le giuste condizioni di investimento per convogliare capitali privati nei nostri sistemi energetici puliti, accessibili e prodotti localmente”, ha spiegato. Nel pacchetto si individuano principalmente tre iniziative: la Clean Energy Investment Strategy; il Citizens Energy Package; la Strategy for Small Modular Reactors.
La Strategia per gli investimenti nell’energia pulita punta a colmare il divario tra il capitale privato disponibile e gli ingenti investimenti necessari per reti, tecnologie innovative e interventi di efficienza energetica. “Per realizzare la transizione verso l’energia pulita saranno necessari investimenti pari a 660 miliardi di euro all’anno fino al 2030, che saliranno a 695 miliardi di euro all’anno nel decennio successivo”, precisa la Commissione. E sebbene i finanziamenti pubblici svolgano “un ruolo fondamentale come catalizzatori”, Bruxelles sa che “non saranno sufficienti a soddisfare queste esigenze”. Dunque, la transizione verso l’energia pulita richiederà “una mobilitazione sostanzialmente maggiore di capitali privati” che, però, “esistono già”. In particolare, “gli investitori istituzionali controllano oltre 12 mila miliardi di euro di asset in Europa e ricercano i rendimenti stabili e a lungo termine che i progetti energetici possono offrire. La questione chiave è come incanalare efficacemente questi capitali nella transizione verso l’energia pulita”. Ed è a questo punto che entra in gioco la Strategia. Perché Bruxelles lavorerà in stretta collaborazione con il Gruppo Banca Europea per gli Investimenti (BEI) che prevede oltre 75 miliardi di euro di finanziamenti nei prossimi tre anni a sostegno della transizione energetica. Per attrarre investitori istituzionali come fondi pensione, assicuratori e fondi sovrani, che attualmente allocano solo una piccola parte dei loro portafogli all’energia pulita, la strategia propone meccanismi finanziari personalizzati: un approccio prevede la cartolarizzazione di flussi di entrate futuri, come le tariffe di rete regolamentate o i pagamenti per le energie rinnovabili, convertendoli in titoli di alta qualità e negoziabili, che offrano i rendimenti stabili e a lungo termine richiesti dagli investitori istituzionali; un’altra soluzione è l’utilizzo di obbligazioni ibride, che consentono ai gestori di rete e alle società energetiche di raccogliere capitali senza superare i limiti di indebitamento, rendendo questi investimenti più appetibili per le istituzioni avverse al rischio. Inoltre, il nuovo Fondo Strategico per gli Investimenti Infrastrutturali sostenuto dalla BEI co-investirà direttamente in progetti insieme a fondi infrastrutturali e gestori patrimoniali. “Standardizzando questi strumenti e garantendo solidi rating creditizi, la strategia mira a sbloccare una nuova e significativa fonte di capitale per la transizione energetica”, ha puntualizzato la Commissione.
Inoltre, per affrontare i problemi che gli operatori delle reti elettriche (gestori dei sistemi di trasmissione e distribuzione) incontrano nell’accesso al capitale a lungo termine a causa della carenza di capitale proprio, dei vincoli di liquidità e della frammentazione del mercato, la Strategia prevede un duplice intervento. Da un lato, introduce misure volte a rafforzare la posizione finanziaria degli operatori delle reti elettriche, incrementando il capitale proprio attraverso un nuovo Fondo di Investimenti Strategici per le Infrastrutture (SII) sostenuto dalla BEI, con una dotazione fino a 500 milioni di euro, e proponendo uno strumento di cartolarizzazione dei ricavi. Dall’altro, la strategia rafforzerà la capacità di prestito delle banche, ampliando la cartolarizzazione dei prestiti e sostenendo gli operatori più piccoli attraverso prestiti intermediati garantiti dalla BEI.
Parallelamente, la Commissione ha presentato il Citizens Energy Package (Pacchetto Energia per i Cittadini), che mira a ridurre le bollette, rafforzare la trasparenza dei contratti energetici e consentire ai cittadini di produrre e condividere la propria energia pulita. La strategia cerca di dare un supporto concreto perché, come ha ricordato Jørgensen, “sono troppe le famiglie che fanno fatica a pagare le bollette”. Tra le proposte raccomandate ai governi per ridurre le bollette ci sono cambi di fornitore più rapidi, contratti flessibili, sgravi di tasse, oneri sulle bollette elettriche e maggiore trasparenza nelle informazioni su contratti e fatture energetiche. A queste si aggiungono misure di spinta su rinnovabili ed efficienza energetica. “Parte del nostro pacchetto si concentra sui cittadini”, ha specificato Jørgensen. “Abbiamo una raccomandazione molto chiara agli Stati membri: se riusciste a ridurre le tasse sull’energia, in particolare sull’elettricità, il potenziale sarebbe enorme. In media, il potenziale per le bollette energetiche in Europa sarebbe un risparmio di 200 euro all’anno riducendo le tasse”, ha precisato. In particolare, “vogliamo anche rendere più rapido e semplice il cambio di fornitore di energia per aiutare i consumatori, sfruttando così la concorrenza sul mercato. Ciò porterebbe a un risparmio medio di 152 euro all’anno se fosse pienamente attuato. E infine, dobbiamo davvero diffondere i contratti elettrici e i contratti elettrici flessibili e intelligenti e i dispositivi energetici intelligenti. Questo può, in alcuni casi, ridurre le bollette energetiche fino al 40 per cento”, ha sottolineato precisando che l’intenzione è anche quella di “proteggere i cittadini più vulnerabili e dare alle comunità locali gli strumenti per produrre la propria energia”.
Infine, capitolo centrale del Pacchetto è il rafforzamento della leadership europea nelle tecnologie a zero emissioni nette. Qui, la Commissione ha presentato la Strategia per i Reattori Modulari di Piccole Dimensioni (SMR) che ha l’obiettivo di sviluppare gli SMR a partire dal 2030, accelerando in parallelo lo sviluppo di progetti sul nucleare avanzato. Bruxelles intende sostenere lo sviluppo industriale attraverso l’Alleanza Industriale Europea sugli SMR e, alla luce dell’invito a presentare proposte nell’ambito del Fondo per l’innovazione in relazione ai progetti SMR, la Commissione europea prenderà in considerazione un ulteriore stanziamento temporaneo di InvestEU di 200 milioni di euro fino al 2028 per lo sviluppo di tecnologie nucleari innovative, tra cui reattori nucleari a bassa frequenza (SMR) ad acqua leggera, tipicamente sviluppati a partire da reattori nucleari esistenti raffreddati ad acqua; i reattori modulari avanzati (AMR), che utilizzano concetti innovativi e progetti di nuova generazione (Generazione IV) con diversi refrigeranti (metallo liquido, sali fusi o gas ad alta temperatura) o nuovi tipi di combustibile nucleare; i microreattori, che in genere producono meno di 10 megawatt di elettricità, hanno lunghi cicli di rifornimento e possono essere trasportati. Le risorse, derivate dalle entrate del sistema ETS (Emission Trading System), andranno a integrare temporaneamente il programma InvestEU. Il piano fa leva su nove azioni chiave per favorire lo sviluppo del contesto industriale, tra cui l’avvio di una ‘coalizione dei volenterosi’ tra i Ventisette sul piano normativo ed economico per facilitare l’introduzione dei modelli sui loro territori. L’obiettivo è costruire “una catena di approvvigionamento europea solida e scalabile, rafforzando competenze, cooperazione regolatoria e standard di sicurezza“. In particolare, la Commissione europea incoraggia un approccio strategico sui mini reattori che “dovrebbero essere considerati un progetto industriale europeo condiviso, basato su una forte collaborazione dell’Ue in materia di ricerca, catena di approvvigionamento, licenze, competenze e finanziamenti”. L’alleanza industriale Ue sui mini reattori dovrebbe individuare un numero limitato di progetti “più promettenti” da sostenere, con un “approccio di flotta” per la diffusione dei mini reattori e puntando su un importante progetto di comune interesse (Ipcei) sulle tecnologie nucleari innovative. I Paesi, inoltre, vengono incoraggiati a semplificare le procedure amministrative sui controlli sulle esportazioni tra gli Stati membri.
Per Bruxelles, l’impiego degli SMR entro il 2050 potrebbe far risparmiare all’UE fino a 60 miliardi di metri cubi di gas, cioè l’equivalente dell’elettricità consumata complessivamente da Malta, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia e Grecia. E, più in generale, le azioni dell’UE per accelerare i benefici della transizione pulita “ridurranno la spesa per le importazioni di combustibili fossili nell’UE, anno dopo anno, fino a raggiungere un risparmio di 130 miliardi di euro all’anno entro il 2030”. Ma la questione non è solo energetica, bensì anche di sicurezza e indipendenza. “La nostra dipendenza dai combustibili fossili importati espone l’Europa a vulnerabilità che colpiscono direttamente cittadini e imprese. Il modo più sicuro per ottenere energia a prezzi accessibili e garantire la sicurezza dell’approvvigionamento è affidarsi a tecnologie energetiche pulite sviluppate internamente. I piccoli reattori modulari (SMR) potrebbero diventare uno dei prossimi grandi progetti di sviluppo industriale in Europa”, scrive la Commissione.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva già anticipato questa mattina la presentazione di un pacchetto per l’energia nucleare: lo aveva fatto nel suo discorso introduttivo al secondo Summit mondiale sull’Energia nucleare. “Dobbiamo anche rafforzare l’intero ecosistema nucleare, dal combustibile alla tecnologia, dalle catene di approvvigionamento alle competenze”, ha spiegato von der Leyen in mattinata a Parigi. “Questo è anche l’obiettivo della nostra Strategia di investimento per l’energia pulita: ridurre i costi energetici, accelerare la diffusione di tecnologie pulite e ampliare le opportunità di finanziamento”, ha aggiunto.
La nuova strategia approvata oggi si rifà al Piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili, adottato nel febbraio 2025, che presentava azioni volte a ridurre le bollette energetiche nel breve termine, puntando al contempo a misure più strutturali per modernizzare il sistema energetico europeo, garantire costi energetici stabili e prevedibili, aumentare l’efficienza ed espandere la produzione di energia rinnovabile, garantendo che le aziende possano rimanere competitive mentre i consumatori beneficiano di energia a prezzi accessibili. A dicembre l’UE ha presentato il Pacchetto Reti Europee per ammodernare le infrastrutture energetiche dell’UE e aumentare la sicurezza energetica. Mentre nell’ambito del Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 (QFP o in inglese MFF), la Commissione Ue ha proposto di quintuplicare la dotazione del CEF per l’energia (il Connecting Europe Facility, lo strumento per collegare l’Europa), passando da 5,84 miliardi di euro a 29,91 miliardi di euro.



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