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    Home » Industria e Mercati » L’UE alza i dazi e taglia le importazioni di acciaio per difendere l’industria europea

    L’UE alza i dazi e taglia le importazioni di acciaio per difendere l’industria europea

    Negli ultimi anni il settore dell'acciaio ha sofferto molto a causa della concorrenza internazionale e per i prezzi bassi legati alla sovrapproduzione globale: dal 2008 si stimano circa 100.000 posti di lavoro persi nel settore

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    14 Aprile 2026
    in Industria e Mercati
    Acciaio - industria

    Ton Hoa Sen Group - acciaio [foto: imagoeconomica via Tap Doan] Industria

    Bruxelles – Lunedì sera (13 aprile) Parlamento e Consiglio dell’Unione europea hanno trovato un accordo su nuove misure per limitare gli effetti negativi dell’eccesso di acciaio prodotto a livello globale. In parole semplici: troppo acciaio nel mondo finisce per abbassare i prezzi e mettere in difficoltà le aziende europee. Il settore dell’acciaio è considerato strategico per l’Unione europea, non solo per l’economia ma anche per la difesa e l’industria. Negli ultimi anni, però, ha sofferto molto per la concorrenza internazionale e per i prezzi bassi legati alla sovrapproduzione globale. Dal 2008 si stimano circa 100.000 posti di lavoro persi nel settore. Con queste nuove regole, l’UE prova quindi a trovare un equilibrio: restare aperta al commercio internazionale, ma senza lasciare scoperta una delle sue industrie più importanti.

    L’UE ha deciso di alzare le difese. La novità principale riguarda le importazioni: la quantità di acciaio che potrà entrare nell’Unione senza pagare dazi sarà ridotta a 18,3 milioni di tonnellate all’anno, quasi la metà rispetto ai livelli del 2024 (-47 per cento). Se si supera questa soglia, scatterà una tassa doganale molto più pesante: il 50 per cento, invece dell’attuale 25 per cento. Lo stesso vale per alcuni prodotti siderurgici non coperti dal sistema di quote. L’obiettivo è chiaro: rendere meno conveniente importare acciaio a basso costo e dare respiro ai produttori europei.

    Un altro punto importante riguarda la tracciabilità. Le nuove regole chiedono agli importatori di dimostrare con maggiore chiarezza da dove proviene l’acciaio. Questo serve a evitare aggiramenti delle norme, ad esempio facendo passare prodotti da Paesi diversi da quelli reali. Inoltre, la Commissione dovrà tenere conto dell’origine dell’acciaio quando assegna le quote annuali. Dopo sei mesi, la Commissione farà una prima verifica per capire se le regole funzionano o se serve ampliarle ad altri prodotti. L’idea è adattarsi rapidamente a un mercato globale molto dinamico e spesso instabile.

    Karin Karlsbro, capo negoziatrice del fascicolo, ha sottolineato l’importanza dell’accordo: “Combattere gli effetti commerciali negativi derivanti dalla sovracapacità globale sul mercato siderurgico dell’UE è essenziale. Con l’accordo, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione potrebbero dichiarare congiuntamente l’importanza di eliminare rapidamente tutte le importazioni di prodotti siderurgici russi.”

    Prima di diventare operative, le nuove regole dovranno essere approvate formalmente sia dal Parlamento che dal Consiglio. Il voto definitivo potrebbe arrivare già a maggio. Se tutto procederà come previsto, le misure entreranno in vigore il 1° luglio 2026, subito dopo la scadenza delle attuali protezioni di salvaguardia dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), in vigore dal 2018.

    Tags: acciaiodaziimportindustria siderurgicaparlamento ueue

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