Bruxelles – “Trasformare le sfide attuali” come il conflitto in Medio Oriente e le sue ripercussioni sul Mediterraneo, “in opportunità di crescita, stabilità e cooperazione” tra Unione europea, i Paesi affacciati al Mare Nostrum e i partner nel Golfo. Come? Attraverso il Piano d’Azione per il Patto del Mediterraneo presentato oggi (17 aprile) dalla commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Šuica. Nella sala conferenze della Commissione, Šuica ha illustrato un programma di 21 azioni strategiche suddivise in tre pilastri fondamentali: persone, economia, sicurezza e migrazione. “Ho già condiviso questo piano con gli Stati membri e i partner del Mediterraneo meridionale e lo hanno tutti accolto con entusiasmo”, ha dichiarato la commissaria, sottolineando come l’obiettivo finale sia la creazione di “uno spazio mediterraneo comune, uno spazio di pace, prosperità e stabilità“.
Per concretizzare questa visione di crescita condivisa, il primo pilastro pone al centro le persone come “forza trainante per il cambiamento e l’innovazione” – perché “le persone vengono prima di tutto” – attraverso otto azioni specifiche. Tra queste spiccano l’Iniziativa Universitaria Mediterranea, concepita per “approfondire la collaborazione accademica tra gli studenti di tutta la regione”, e l’istituzione di un’Assemblea parlamentare dei giovani, una piattaforma che “permetterà ai rappresentanti eletti europei e del Mediterraneo meridionale di contribuire direttamente alle politiche regionali”, spiega il comunicato stampa di presentazione del piano.
Il secondo pilastro mira invece a costruire “economie più forti, sostenibili e integrate“, poggiando su quattro azioni che guardano al futuro energetico e digitale della regione. Ne è un esempio l’Iniziativa Transmediterranea di cooperazione per le energie rinnovabili e le tecnologie pulite (T-MED) che, insieme alla sua piattaforma di investimento, punta ad “accelerare i progetti sulle reti elettriche mobilitando finanziamenti pubblici e privati e mitigando i rischi finanziari attraverso nuovi partenariati industriali”. Un’iniziativa di grande attualità che “ricopre un ruolo fondamentale vista l’attuale crisi energetica che stiamo attraversando”. Parallelamente, il piano introduce un’offerta aziendale ‘Tech’ che mira a garantire un’interconnessione digitale sicura per tutta l’area. Questo sforzo si tradurrà nel “potenziamento della connettività regionale tramite nuovi cavi sottomarini e nel miglioramento delle capacità di telecomunicazione, promuovendo al contempo una cooperazione normativa stringente e scambi tecnici continui in materia di sicurezza informatica per rendere l’intera area mediterranea tecnologicamente resiliente e affidabile”, precisa il comunicato stampa.
Infine, il terzo pilastro affronta i temi della sicurezza, della preparazione alle emergenze e della gestione dei flussi migratori attraverso nove azioni mirate. Sul fronte della risposta alle catastrofi, verrà istituito a Cipro un polo europeo antincendio, un centro regionale che per la prima volta estenderà il proprio supporto anche ai Paesi del Mediterraneo meridionale, mentre l’iniziativa ‘MED-OP’ sosterrà gli sforzi operativi contro la criminalità organizzata in sinergia con le agenzie di Giustizia e Affari Interni. La strategia si completa con l’azione ‘Frontiere sicure’, per “rafforzare la governance del settore della sicurezza e le capacità istituzionali di monitoraggio dei confini”. Per quanto riguarda la gestione della migrazione, la Commissione europea intende implementare l’approccio “dell’intero percorso“, cioè la gestione proattiva e globale che segue il migrante in ogni fase del suo spostamento, agendo direttamente sulle cause scatenanti nei Paesi di origine e combattendo con decisione il traffico di esseri umani. Obiettivo: “smantellare le reti criminali e aprire concretamente la strada a nuovi percorsi legali di ingresso”.
Del Patto per il Mediterraneo se ne parla già da ottobre 2025, quando il programma è stato elaborato dalla Commissione europea e dal Servizio europeo per l’azione esterna e adottato dal Collegio dei commissari a ottobre 2025, prima del suo lancio ufficiale da parte dei partner dell’UE e del Mediterraneo meridionale il 28 novembre 2025, in occasione del 30° anniversario della Dichiarazione di Barcellona. Dopo questo primo passo per il Piano d’azione, si resta in attesa della seconda versione, prevista per l’autunno 2026.
“È solo l’inizio del progresso“, spiega Šuica a Palazzo Berlaymont di fronte ai giornalisti. Sarà lanciata anche una pagina web interattiva che “consentirà alle parti interessate e ai cittadini di identificare progetti e iniziative concreti, si potranno esplorare per Paese e per settore e inoltre si potranno seguire i progressi in piena trasparenza dimostrando l’impatto tangibile del patto”. Secondo la commissaria, “realizzare che questo piano ha un impatto tangibile è, ora più che mai, fondamentale per farci forza davanti alle ripercussioni del conflitto in Medio Oriente“.











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