Strasburgo, dall’inviata – Come previsto, non è mancato l’abbordaggio israeliano alla nuova spedizione della Global Sumud Flottilla. La seconda flotta composta da circa 60 imbarcazioni civili ha tentato di forzare il blocco navale israeliano per portare aiuti umanitari alla popolazione martoriata della Striscia di Gaza. Era ripartita domenica dalla Sicilia e, nelle prime ore di questa mattina (30 aprile), è stata bloccata in acque internazionali, alle porte dell’isola di Cipro, ad oltre mille chilometri dalla costa di Gaza.
I commenti timidi dell’esecutivo dell’Unione Europea sono arrivati, sotto sollecito, durante il quotidiano incontro della Commissione con la stampa. Il portavoce degli affari esteri e della politica di sicurezza comune, Anouar El Anouni, ha ribadito ciò che la speaker per le questioni umanitarie, Eva Hrncirova, aveva espresso 3 giorni fa: pur riconoscendo la necessità di alleviare le sofferenze a Gaza, l’UE continua a “scoraggiare queste ‘flottiglie’ come modalità di aiuto umanitario perché comportano un rischio intrinseco”. Quasi a voler giustificare l’immobilismo politico con la logistica, il portavoce ha preferito vantare i “44 voli umanitari” organizzati dall’UE, mentre esprimeva un generico appello alle autorità israeliane affinché rispettino il diritto internazionale.
Dal fronte dell’eurocamera, riunita in seduta plenaria, l’eurodeputato pentastellato Danilo Della Valle ha denunciato un clima di vera e propria “censura” all’interno del Parlamento. “Ci è vietato presentare emendamenti e ci è vietato votare risoluzioni su quanto accade in Medio Oriente visto che dall’inizio della legislatura abbiamo votato venti risoluzioni sull’Ucraina e nessuna su Israele”
Ancora più dure le reazioni del gruppo de La Sinistra, che ha definito l’abbordaggio come un atto di “pirateria di Stato nel Mediterraneo”. La delegata per le relazioni con lo Stato d’Israele, l’irlandese Lynn Boylan, ha accusato i leader europei di restare a guardare mentre navi civili vengono sequestrate in acque internazionali: “La condanna non basta, serve la sospensione dell’Accordo di associazione e sanzioni immediate”.
La collega francese Rima Hassan ha puntato il dito contro la “passività, se non complicità, dei leader europei”: l’eurodeputata, che aveva intrapreso la precedente missione ad ottobre 2025 ed era stata arrestata dalle autorità israeliane si è premurata di sottolineare che “l’azione della flottiglia, oltre ad essere legittima, risponde a imperativi politici e umanitari della massima priorità: rompere il blocco di Gaza, aprire un corridoio umanitario e denunciare il genocidio e l’inazione della comunità internazionale riguardo ai crimini commessi da Israele”. Un sentimento condiviso dalla collega Emma Fourreau, che ha chiesto provocatoriamente se il Mar Mediterraneo “appartenga ormai a Israele” e ha definito il silenzio dell’Unione Europea come “vigliacco”.
“Un ennesimo sfregio alla comunità internazionale, in una spirale drammatica che va fermata”. Il capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti, richiama alla responsabilità europea e utilizza parole inequivocabili: “Con Netanyahu al potere non ci sarà mai né pace, né sicurezza per Israele stessa, per i Palestinesi e per il mondo intero”.
Mentre la Commissione si rifugia dietro richiami formali ai trattati, all’aiuto umanitario e ad una prudenza burocratica che sa di impotenza, la realtà racconta di cittadini europei sequestrati in mare aperto e l’urgenza di una giustizia che, per ora, sembra non poter essere nemmeno nominata.

![An Israeli soldier tries to prevent Palestinians from reaching their houses in Nur Shams refugee camp in the West Bank city of Tulkarm, Nov. 18, 2025. Palestinians took part in a demonstration demanding the right to return to their houses at the entrance of Nur Shams refugee camp, while Israeli soldiers assaulted the crowd and forced them to leave the area. [Photo by Nidal Eshtayeh/Xinhua/ABACAPRESS.COM, via IPA agency]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/IPA_Agency_IPA68161671-350x250.jpg)
![[Photo by Omar Ashtawy/APAImages/Shutterstock (16497571m), via IPA agency].
Palestinians inspect the damaged and largely destroyed building after the Israeli army targeted it in Nasser neighborhood of Gaza City, Gaza on January 31, 2026. At least 29 Palestinians were killed at dawn on Saturday in a series of Israeli airstrikes targeting various areas across the Gaza Strip. Since ceasefire took effect in early October, Israeli actions have killed more than 524 Palestinians.
Palestinians inspect the damaged and largely destroyed building after the Israeli army targeted it in Nasser neighborhood, Gaza city, Gaza Strip, Palestinian Territory - 31 Jan 2026](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/IPA_Agency_IPA70789453-350x250.jpg)
![L'Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'UE, Kaja Kallas, tra il primo ministro palestinese, Mohammad Mustafa (sinistra) e il ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide [Bruxelles, 20 aprile 2026]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/kallas-palestina-350x250.png)








![Sala riunione della BCE [foto: Carlo Carino/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/12/Imagoeconomica_258360-120x86.jpg)
