Bruxelles – L’aprile del 2026 è stato, dopo quello del 2024, il mese con le seconde temperature più elevate mai registrate in superficie negli oceani extra-polari (cioè senza considerare le parti di Artico e Antartico). Forti ondate di calore marine si sono verificate in gran parte del Pacifico tropicale. Inoltre, è stato anche il terzo aprile più caldo a livello globale. È la fotografia che emerge dai dati del Copernicus Climate Change Service (C3S), gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF). La temperatura media dell’aria in superficie è stata di 14,89 gradi centigradi, superiore di 0,52 gradi alla media del periodo 1991-2020 per lo stesso periodo. L’aprile più caldo mai registrato risale al 2024, mentre il secondo è stato quello del 2025.
Le rilevazioni “si aggiungono al chiaro segnale di un riscaldamento globale persistente. Le temperature della superficie del mare hanno sfiorato livelli record – ha commentato Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l’ECMWF – e il ghiaccio marino artico è rimasto ben al di sotto della media”. Secondo i dati di Copernicus, l’estensione dei ghiacci è stata inferiore del 5 per cento rispetto alla media nell’Artico e del 10 per cento nell’Antartico.
Negli oceani extra-polari la temperatura media giornaliera della superficie del mare si sta avvicinando gradualmente ai valori record del 2024. La rilevazione riflette, secondo il Centro europeo, il passaggio da condizioni ENSO (El Niño-Southern Oscillation) considerate neutre a condizioni più pesanti, denominate El Niño, ora previste per i prossimi mesi.
“L’Europa ha registrato forti contrasti in termini di temperature e precipitazioni, tutti segni di un clima sempre più caratterizzato da fenomeni estremi”, ha dichiarato Burgess. Il mese scorso, infatti, gran parte dell’Europa sud-occidentale ha affrontato temperature ben superiori alla media e in Spagna questo è stato l’aprile più caldo di sempre. In Europa orientale, invece, le temperature sono state sotto alla media.
Gli eventi meteorologici estremi non hanno toccato solo l’Europa. Il C3S segnala cicloni tropicali nel Pacifico, inondazioni in Asia occidentale e centro meridionale, nella penisola arabica e in Iran. Mentre alcuni episodi di siccità sono stati registrati in Africa meridionale.
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