Bruxelles – Fare il pieno costa sempre di più e può arrivare al 9 per cento del reddito mensile. Dipende da dove si vive in Europa. Con la crisi energetica in Medio Oriente i prezzi dei carburanti nell’Unione europea sono aumentati in modo brusco e disomogeneo.
Tra le rilevazioni del 23 febbraio e quella del 4 maggio del Weekly Bulletin della Commissione europea la media europea segna +13,67 per cento sulla benzina (da 1,64 a 1,86 euro/litro)
e +23,89 per cento sul gasolio (da 1,59 a 1,98 euro/litro).
Gli aumenti più pesanti sulla benzina sono in Repubblica Ceca (+26,36 per cento), Finlandia (+25,94 per cento) e Belgio (+24,44 per cento). Sul gasolio il record va alla Bulgaria (+43,16 per cento), davanti a Finlandia (+35,77 per cento) e Cipro (+34,38 per cento). All’estremo opposto, Irlanda e Spagna restano sotto il +4 per cento sulla benzina; Malta non si è mossa di un centesimo.
L’Italia è sotto la media UE sulla benzina – da 1,655 a 1,789 euro/litro (+8,14 per cento) – e in linea sul gasolio, salito da 1,702 a 2,046 euro/litro (+20,20 per cento). Un pieno da 50 litri costa oggi 89,46 euro a benzina e 102,28 euro a gasolio.
Ma i prezzi alla pompa raccontano solo metà della storia: il peso di un pieno nel bilancio delle famiglie varia anche in base al reddito mensile. Abbiamo calcolato questo peso partendo dall’incidenza percentuale di un pieno (per convenzione, 50 litri di carburante) sul reddito mensile in un Paese partendo dai dati Eurostat del reddito annuo del cittadino medio (reddito netto equivalente mediano, per essere più specifici).
Il pieno, in sostanza, costa di più a est nell’Unione europea, dove in generale i redditi sono più bassi ma i prezzi del carburante in proporzione variano molto meno. In Romania, Ungheria e Grecia, con redditi mediani mensili tra 997 e 1.134 euro, fare un pieno di gasolio assorbe fino all’8,70 per cento dello stipendio. In Italia, con un mediano mensile di circa 1.885 euro, la stessa operazione pesa il 5,43 per cento sul gasolio e il 4,75 per cento sulla benzina. In Lussemburgo, sotto il 3,3 per cento.