Bruxelles – Alla fine l’Unione europea sceglie di muoversi e agire, e imporre sanzioni ai coloni violenti. L’annuncio lo dà il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che parla alla stampa prima che l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, si presenti in conferenza stampa. “Abbiamo raggiunto la maggioranza per infliggere sanzioni ai coloni violenti“, fa sapere il titolare della Farnesina, che saluta quello che definisce “un importante passo in avanti”. Merito del cambio di governo in Ungheria, che ha permesso di rimuovere veti e contrarietà alla decisione e “smuovere una situazione ferma da mesi”. Merito anche della scelta politica che risponde al più classico ‘doppio colpo’, quello al cerchio seguito da quello alla botte: “Ci saranno anche sanzioni per alcuni rappresentanti di Hamas“, aggiunge Tajani.
È dunque questa la formula politica trovata a Bruxelles dai Ventisette per permettere al governo dello Stato ebraico di accettare le misure restrittive contro i cittadini israeliani. Il ministro degli Esteri della Francia, Jean-Noël Barrot, condisce la decisione presa a Bruxelles con dichiarazioni utili a ribadire una vicinanza con Israele utile a tenere buoni rapporti con il governo di Tel-Aviv: “L’Unione europea sanziona i principali leader di Hamas, responsabili del peggior massacro antisemita della nostra storia dall’Olocausto, in cui hanno perso la vita 51 cittadini francesi”. Un rifermento all’operazione lanciata il 7 ottobre 2023 che induce l’UE, scandisce ancora il ministro francese, a imporre misure restrittive perché “questo movimento terroristico deve essere disarmato ed escluso da qualsiasi partecipazione al futuro della Palestina“.
Per quanto riguarda l’Italia, precisa ancora Tajani, il via libero al pacchetto di sanzioni contro i coloni israeliani si spiega anche con gli atti offensivi e profanatori contro la religione cattolica. “Questo ha portato ad avere un atteggiamento più severo”, ammette il ministro degli Esteri, che ricorda l’aggressione della suora e il blocco della messa nel giorno della domenica delle palme. “C’è un atteggiamento aggressivo che non ci piace”.
Ora la Commissione europea dovrà lavorare a proposte di sanzioni commerciali contro i coloni israeliani, nel solco delle richieste avanzate da Francia e Svezia, per imporre “un blocco doganale dei loro prodotti“, anticipa Tajani. “Abbiamo discusso della limitazione commerciale con i coloni”, conferma Kallas, garantendo che in tal senso “lavoreremo adesso con la Commissione” al fine di trovare una soluzione per colpire ancora di più persone e organizzazioni israeliane colpevoli di sostenere l’attività estremista e violenta degli insediamenti in Cisgiordania. L’Alta rappresentante esulta: “Era giunto il momento di passare dalla situazione di stallo alla decisione“.
Dal Parlamento europeo arrivano le critiche dell’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Danilo Della Valle, che giudica “insufficiente” la scelta dei ministri degli Esteri: “Le sanzioni europee ai coloni violenti fanno il solletico a [il primo ministro israeliano Benjamin] Netanyahu che continuerà la sua strategia criminale in Medio Oriente”, accusa il pentastellato, secondo cui “con queste sanzioni l’UE prova a pulirsi la coscienza dopo i silenzi e le connivenze dimostrate dall’inizio delle operazioni di terra che hanno distrutto la Striscia di Gaza”.
![La riunione dei ministri degli Esteri dell'UE [Bruxelles, 11 maggio 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/fac-260511-750x375.jpg)
![Un momento del consiglio Affari esteri [Lussemburgo, 21 aprile 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/fac-260421-350x250.jpg)





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