Bruxelles – Prenotare un viaggio in treno da un Paese europeo ad un altro potrebbe diventare semplice quanto acquistare un biglietto aereo per lo stesso tragitto. È l’orizzonte delineato dalla proposta di regolamento “One Journey, One Ticket” (Un solo viaggio, un solo biglietto), finalizzata oggi (13 maggio) dalla Commissione europea e presentata in conferenza stampa dal commissario per i Trasporti sostenibili, Apostolos Tzitzikostas, e dal vicepresidente esecutivo con delega alla Politica di Coesione e alle Riforme, Raffaele Fitto. L’iniziativa di Palazzo Berlaymont punta a semplificare i sistemi di prenotazione dei viaggi ferroviari in tutta Europa, affrontando una serie di criticità che oggi rendono particolarmente farraginosa la mobilità transfrontaliera su rotaia dei cittadini UE. “Da Berlino a Barcellona in treno. Oggi i viaggi transnazionali richiedono diverse prenotazioni e rischi se perdi una coincidenza. Cambiamo questa situazione”, ha scandito via X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Con un solo biglietto e pieni diritti per i passeggeri lungo tutto il tuo viaggio. È il nostro nuovo Passenger package (pacchetto per i passeggeri)”.
I problemi attuali e la proposta della Commissione
Attualmente, chi deve spostarsi in treno tra uno Stato membro e l’altro è spesso costretto a combinare più biglietti di operatori diversi, utilizzando piattaforme di vendita separate. Questo ha, innanzitutto, delle conseguenze in termini di fluidità dell’iter di prenotazione: è necessario spostarsi da un sito ad un altro, bisogna effettuare più di una transazione e diventa complicato confrontare in maniera chiara i prezzi, gli orari e i collegamenti offerti dalle diverse soluzioni. Altrettanto significative, poi, sono le ripercussioni sulla tutela dei diritti dei viaggiatori. Combinando treni offerti da operatori differenti, le compensazioni garantite in caso di ritardi, cancellazioni e perdite delle coincidenze sono spesso insufficienti o addirittura inesistenti. Gli unici casi in cui è possibile ottenere rimborsi, risarcimenti o la messa a disposizione di un treno alternativo sono quelli in cui l’intera tratta è coperta dalla stessa compagnia o compagnie diverse hanno siglato accordi in tal senso. Due eventualità assai rare in caso di viaggi transfrontalieri.
Con l’obiettivo di “creare un’esperienza di viaggio più fluida per i passeggeri europei”, la proposta presentata dalla Commissione mira a superare queste inefficienze con l’introduzione di un nuovo meccanismo di prenotazione, incentrato sul cosiddetto ‘biglietto unico‘. In sostanza, i viaggiatori potranno prenotare un’intera tratta – composta da biglietti diversi e da treni messi a disposizione da compagnie diverse – attraverso un’unica operazione e utilizzando una sola piattaforma. E a beneficiarne potrebbero essere anche i cittadini di alcuni Paesi extra-UE: Tzitzikostas ha confermato che tra gli Stati coinvolti ci sarebbero anche la Svizzera e la Norvegia, in virtù degli accordi sui trasporti che Bruxelles ha da tempo con Berna e Oslo.
Questo – evidentemente – non significa la scomparsa dei siti che attualmente vendono biglietti ferroviari: “Resteranno – assicura l’esecutivo UE in un comunicato ufficiale –, ma saranno tutti collegati a un sistema comune che consentirà di combinare diversi viaggi in un solo itinerario e prenotare tutto in una volta”.
Un mercato più trasparente e accessibile: ma i colossi del settore accetteranno?
Secondo Palazzo Berlaymont, la soluzione del biglietto unico porterà numerosi benefici che in base ai numeri presentati da Tzitzikostas, “genereranno un aumento dell’utilizzo del trasporto ferroviario fino al 5 per cento”. Oltre ad una velocizzazione dell’intero processo di acquisto – si legge nel comunicato – “il mercato diventerà più trasparente e accessibile“. Sul piano della trasparenza, le piattaforme saranno chiamate a mostrare in un’unica schermata le diverse combinazioni possibili, così da agevolare i cittadini nella scelta della soluzione che più fa al caso loro. Quanto all’accessibilità, invece, i progressi saranno determinati dal fatto che con questo sistema i siti di vendita dovrebbero garantire la stessa visibilità alle offerte promosse dalle grandi compagnie e a quelle degli operatori più piccoli. Un obbligo che si applicherebbe non solo alle piattaforme indipendenti, ma anche ai servizi di vendita online di proprietà delle imprese ferroviarie definite “dominanti”.
“Le compagnie con una quota di mercato superiore al 50 per cento – ha spiegato Tzitzikostas durante la conferenza stampa – dovranno mostrare tutti i servizi ferroviari disponibili nel Paese“: non solo i propri, ma anche quelli dei loro competitor. Peraltro, anche se l’entrata in vigore dei nuovi obblighi è prevista a un anno di distanza dalla loro (eventuale) adozione, il ‘conto alla rovescia’ per i colossi del settore potrebbe scattare già prima. “Già durante questi 12 mesi, le compagnie saranno obbligate a mostrare sulle loro piattaforme tutte le possibili connessioni che un passeggero potrebbe voler utilizzare”, ha avvisato il commissario.
Dalla Comunità delle imprese ferroviarie e di infrastrutture europee (CER), però, arriva un altolà. “Dietro questa visione idilliaca” descritta dal Pacchetto passeggeri “si nasconde un interventismo normativo senza precedenti e ingiustificato” e “la Comunità delle imprese ferroviarie e di infrastrutture europee (CER) mette in guardia con forza contro i requisiti di distribuzione obbligatori previsti dalla proposta e il pesante onere di responsabilità a carico delle ferrovie”, si legge in una nota. “Mentre le piattaforme digitali orientate al profitto avranno mano libera nel dominare la vendita dei biglietti, le ferrovie si ritroveranno a dover sostenere i costi reali e le responsabilità, con inevitabili ripercussioni sui prezzi dei biglietti”, prosegue.
Dunque, sebbene passare dalle parole ai fatti – e vincere le resistenze delle grandi compagnie europee – si preannunci complicato, Tzitzikostas è apparso deciso. “Capisco la loro frustrazione, ma l’obiettivo della nostra iniziativa è semplificare la vita dei passeggeri e non c’è dubbio che oggi l’accesso ai biglietti ferroviari sia eccessivamente complesso“, ha specificato. “Un modo per farlo è garantire visibilità a tutti gli operatori sui siti web che i cittadini conoscono meglio – ha proseguito – e spesso si tratta delle piattaforme delle principali compagnie di ciascuno Stato membro: la SNCF in Francia, la Deutsche Bahn in Germania o Trenitalia in Italia”. Inoltre, “facilitiamo anche alle piattaforme di biglietteria indipendenti la vendita dei biglietti di tutte le compagnie ferroviarie sulla base di accordi commerciali: ciò deve essere equo, proporzionato e non discriminatorio”, ha illustrato. “Oggi non è così e la loro offerta è, a mio avviso, incompleta: ora saranno obbligate a vendere i collegamenti ferroviari offerti all’interno del loro territorio, ad esempio negli Stati membri in cui sono dominanti, oltre ai collegamenti transfrontalieri che iniziano e finiscono in quello Stato membro”, ha specificato ancora.
La proposta dell’esecutivo UE punta anche a garantire un livello di protezione dei diritti del viaggiatore che sia uniforme lungo tutto l’itinerario transfrontaliero. Grazie al biglietto unico, ai passeggeri verranno garantite su tutta la tratta le diverse forme di riparazione previste in caso di ritardi o coincidenze perse: assistenza, offerta di soluzioni alternative, rimborsi e risarcimenti. Le compagnie ferroviarie, dunque, non potrebbero più scaricare la responsabilità, sostenendo che il treno perso fosse operato da un’altra compagnia.
Se Tzitzikostas ha illustrato gli aspetti della proposta più strettamente connessi al suo portafoglio, Fitto ha voluto evidenziare come “la connettività ferroviaria non è solo una questione di trasporti, ma anche di coesione e mercato unico“. Richiamando l’impegno della Commissione sul tema del cosiddetto ‘diritto a restare’, l’ex ministro del governo Meloni ha sottolineato come “questa libertà inizi dalla possibilità di essere connessi”.
Più treni, meno inquinamento: ma i Verdi vogliono un testo “ambizioso”
La Commissione ha voluto mettere in evidenza anche i vantaggi ambientali che deriverebbero dalla soluzione del biglietto unico. “Più diventa semplice e sicuro viaggiare in treno, più i cittadini europei eviteranno di utilizzare alternative maggiormente inquinanti“, ha sintetizzato Tzitzikostas. Non a caso, uno dei gruppi parlamentari che sembra più convinto della bontà della proposta è proprio quello dei Verdi. Anticipando di un giorno l’annuncio di Fitto e Tzitzikostas, la formazione ecologista aveva organizzato già ieri (12 maggio) una conferenza stampa per illustrare la propria posizione sull’iniziativa di Palazzo Berlaymont.
“I viaggi transfrontalieri devono diventare più facili da prenotare, più trasparenti e meglio comparabili“, ha affermato l’eurodeputato tedesco Kai Tegethoff, fissando un obiettivo in linea con quanto stabilito dall’esecutivo UE. Dai Socialisti e Democratici (S&D), gli ha fatto eco il vice-presidente del gruppo Mohammed Chahim secondo cui “il Passenger Package è un’opportunità per portare il trasporto su rotaia europeo nel ventunesimo secolo con meccanismi di prenotazione fluidi, prezzi trasparenti e magari garanzie per i passeggeri”. Plaude anche il Partito popolare europeo: “Il biglietto unico per i viaggiatori è ciò che il roaming gratuito è per gli utenti di telefonia mobile: una soluzione europea pratica che rende la mobilità transfrontaliera semplice e senza intoppi”, commenta su X, Jens Gieseke, eurodeputato e portavoce del gruppo PPE per i trasporti, evidenziando che la proposta della Commissione introduce “maggiore trasparenza, prenotazione dei biglietti più semplice e diritti dei passeggeri chiari possono rendere il viaggio in treno significativamente più comodo”.
Se da un lato il centro-sinistra europeo caldeggia questo provvedimento, dall’altro sono gli stessi parlamentari del fronte progressista a sottolineare come il loro sostegno non possa essere dato per scontato. Lo ha fatto capire l’eurodeputata verde Lena Schilling, secondo cui il supporto del suo gruppo sarà garantito soltanto nel caso in cui il testo normativo dovesse essere sufficientemente ambizioso. A tal proposito, l’europarlamentare austriaca ha avvisato che “una mera semplificazione del sistema di prenotazione non è abbastanza“, chiedendo che sia accompagnata da un rafforzamento strutturale del trasporto ferroviario.
Appunti da tenere a mente in vista dell’eventuale inizio dei triloghi, in cui proprio l’Eurocamera sarà negoziare il testo del regolamento con il Consiglio UE.



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