Bruxelles – SAFE non morirà, di sicuro non presto. Il programma da 150 miliardi di euro per la difesa resterà in vigore anche in caso di eventuale bocciatura dei giudici, non compromettendo l’agenda dell’Unione europea. Lo chiarisce il commissario per la Difesa, Andrius Kubilius, rispondendo a un’interrogazione dell’europarlamentare Anna Zalewska (ECR), che addirittura inizia a chiedere lumi sulla restituzione dei prestiti in caso di giudizio negativo sull’operato della Commissione. E’ soprattutto in risposta a questo quesito che Kubilius offre le precisazioni del caso: “Qualora la Corte di giustizia dell’Unione europea dovesse annullare il regolamento SAFE, ciò non ne sospenderebbe automaticamente l’attuazione“. Ciò vuol dire che si continuerebbe ad operare come se niente fosse, anche se così non sarebbe.
La Commissione dovrebbe comunque produrre una legislazione tutta nuova, per fornire basi giuridiche e certezza di diritto all’agenda a dodici stelle. Di questo in seno al collegio dei commissari ne sono tutti consapevoli, a partire dallo stesso Kubilius, il quale riconosce che l’escamotage della vicenda sta nel “mantenere gli effetti del regolamento fino a quando non venga sostituito da un nuovo atto adottato secondo la procedura legislativa ordinaria“.
Nessuna preoccupazione, dunque. Anche perché, sottolinea il commissario, “il Parlamento europeo ha chiesto alla Corte di giustizia dell’Unione europea di mantenere gli effetti del regolamento”. Questo però implica che in caso di pronunciamento negativo da parte dei giudici di Lussemburgo la Commissione dovrebbe sbrigarsi a presentare una nuova proposta, poiché non si potrà agire in deroga a legislazioni mancanti.
Il programma SAFE per la difesa è stato approvato ricorrendo ai dispositivi dell’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’Ue (Tfue), che tramite una procedura accelerata esclude di fatto l’Aula di Strasburgo dalla ogni consultazione. E’ questa scelta che ha indotto il Parlamento europeo a trascinare la Commissione dinanzi alla Corte di giustizia, avviando contenzioso legale e scontro tutto inter-istituzionale. Il team von der Leyen però il punto: “La Commissione ritiene che l’articolo 122 del trattato sul funzionamento dell’UE sia l’unica e appropriata base giuridica per il regolamento SAFE”, ribadisce Kubilius. La parola ora passa alla Corte di giustizia.
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