Bruxelles – Mai così tanti contributi per una revisione delle norme sul tabacco. Con oltre 80mila feedback raccolti, la Commissione europea si trova davanti a una consultazione fuori scala che anticipa uno scontro cruciale sul futuro delle politiche antifumo dell’UE. La Commissione europea ha chiuso oggi (15 giugno) la Call for Evidence sulla revisione delle norme UE sui prodotti del tabacco e sulla pubblicità, registrando oltre 80mila contributi. Negli ultimi cinque anni, solo la consultazione sull’Omnibus ambientale aveva raccolto un numero maggiore di risposte (oltre 190mila). L’iniziativa punta ad aggiornare il quadro normativo europeo alla luce dei cambiamenti del mercato, della diffusione di nuovi prodotti contenenti nicotina e delle pratiche di marketing digitale. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la tutela della salute pubblica e adeguare le regole europee alle nuove forme di consumo di nicotina.
Secondo i dati disponibili, tra i partecipanti figurano quasi 2mila aziende, circa 350 associazioni di categoria, 250 istituzioni accademiche e 60 sindacati provenienti da 18 Paesi. Un livello di partecipazione ben superiore alla media delle consultazioni europee, che ha alimentato il dibattito sull’influenza esercitata dai diversi portatori di interesse nel processo decisionale europeo.
Tra le organizzazioni più critiche c’è la Smoke Free Partnership, coalizione europea impegnata nella promozione di politiche antifumo, che ha denunciato una “mobilitazione senza precedenti da parte dell’industria del tabacco e della nicotina per influenzare l’esito di questo processo”. L’organizzazione sostiene che siano stati incoraggiati contributi precompilati e generati con l’intelligenza artificiale basati su narrazioni fuorvianti legate alla “libertà di scelta”. Sulla stessa linea si è espressa Contre Feu, rete europea della società civile favorevole a un rafforzamento delle misure di controllo del tabacco. L’organizzazione chiede che la revisione contribuisca all’obiettivo di una “generazione senza tabacco entro il 2040”. Tra le proposte figurano restrizioni più severe sui nuovi prodotti a base di nicotina, maggiori margini di intervento per gli Stati membri e un divieto totale della pubblicità online, incluso l’influencer marketing.
Di diverso avviso il dottor Fernando Fernández Bueno, responsabile della piattaforma spagnola per la riduzione del danno da tabacco, secondo cui il processo consultivo rischia di limitare la discussione scientifica sui prodotti senza combustione. Secondo Fernández Bueno, le attuali modalità di consultazione non consentono una valutazione adeguata delle evidenze scientifiche disponibili. Perplessità sono state espresse anche da EFFAT (European Federation of Food, Agriculture and Tourism Trade Unions) e da Copa-Cogeca, principale organizzazione rappresentativa degli agricoltori e delle cooperative agricole europee. Le due organizzazioni ritengono prematura una revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco, richiamando criticità nell’analisi d’impatto della Commissione e difficoltà che il contesto geopolitico sta già imponendo alle filiere agricole europee.
La chiusura della Call for Evidence rappresenta però soltanto una delle tappe del percorso legislativo. La consultazione pubblica della Commissione resterà aperta fino al 14 agosto 2026 e i contributi raccolti confluiranno nella valutazione d’impatto che accompagnerà la proposta legislativa attesa nel quarto trimestre del 2026.

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