Bruxelles – Nessuna mediazione, perché nella contesta militare tra Russia e Ucraina l’UE resta al fianco di Kiev, ma l’Unione europea adesso cerca canali di comunicazione con Mosca. L’obiettivo di queste aperture è quello di provare a preparare il terreno ad eventuali negoziati. Certo in un momento in cui si lavora al 21esimo pacchetto di sanzioni e si tiene alta la pressione sulla Federazione russa con misure restrittive aggiuntive a quelle in fase di preparazione la ricerca di dialogo segna una cambiamento di rotta non indifferente rispetto alla linea oltranzista fin qui mantenuta dal club a dodici stelle.
Fonti UE confermano a Eunews che già “nelle scorse settimane” tra UE e Russia “ci sono stati brevi contatti a livello diplomatico per aprire canali di comunicazione, ma non si è discusso nulla di sostanziale”. I pochi scambi sarebbero dunque avvenuti, in questa fase, non ad alto livello. Sarebbe stato un collaboratore del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ad andare in avanscoperta. L’iniziativa, precisano a Bruxelles, non è di carattere personale. Le scorse settimane lo stesso Costa si sarebbe “coordinato a stretto contatto con i leader europei su un possibile dialogo con la Russia e sulle questioni da discutere al momento opportuno”. La ricerca di canali di comunicazione si colloca dunque in questo solco.
L’apertura diplomatica europea non deve essere però letta come resa o come disponibilità a concessioni. Su questo le fonti UE vogliono essere chiare: resta fermo che l’Unione europea non è e non intende essere mediatore. Al contrario, l’UE sostiene l’Ucraina nei suoi sforzi per raggiungere una pace giusta e duratura. Di tutto questo i capi di Stato e di governo dei Paesi dell’UE discuteranno in occasione del vertice del Consiglio europeo in programma domani e venerdì (18 e 19 giugno).
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