Bruxelles – Procede, con molti ostacoli, il percorso del Green Deal europeo; stavolta attraverso l’adozione da parte dell’Eurocamera delle nuove norme per la progettazione delle auto e la gestione dei veicoli fuori uso. Al centro del regolamento l’obiettivo di rendere circolare il mondo dell’automotive: i nuovi veicoli dovranno essere progettati massimizzando riutilizzo, riciclaggio e recupero, con l’inserimento di obiettivi vincolanti per l’uso di materiali riciclati nei nuovi veicoli. Qualora ci siano veicoli non idonei alla circolazione, questi non potranno più essere esportati. I correlatori Jens Gieseke (PPE, Germania), della commissione per l’Ambiente, e Paulius Saudargas (PPE, Lituania), della commissione per il Mercato interno, hanno dichiarato: “Stiamo compiendo passi importanti per sostenere la transizione del settore automobilistico verso un’economia circolare”.
Tra le novità principali c’è l’obbligo per i costruttori di progettare i nuovi modelli in modo da consentire la rimozione e il recupero del maggior numero possibile di componenti. Le plastiche impiegate nei veicoli dovranno inoltre contenere una quota crescente di materiale riciclato: almeno il 15 per cento entro sei anni dall’entrata in vigore delle norme e il 25 per cento entro dieci anni. Una parte significativa di questi materiali dovrà provenire direttamente dal recupero di veicoli fuori uso e di componenti già impiegati, promuovendo così un sistema di riciclo “a circuito chiuso”.
Il regolamento introduce anche nuove regole per il mercato dell’usato. In caso di vendita da parte di operatori professionali, sarà necessario dimostrare che il veicolo non sia da considerarsi fuori uso oppure presentare un certificato di revisione valido. Per le compravendite tra privati gli obblighi saranno più limitati, al fine di evitare eccessivi oneri burocratici.
Particolare attenzione viene riservata alla gestione dei veicoli giunti a fine vita. Tre anni dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni scatterà il principio della responsabilità estesa del produttore: le case automobilistiche dovranno sostenere i costi della raccolta e del trattamento dei veicoli fuori uso in tutto il territorio dell’Unione europea. Più severe anche le norme sulle esportazioni: il regolamento vieta infatti l’invio all’estero di veicoli dichiarati non idonei alla circolazione, una misura pensata per contrastare il fenomeno dei cosiddetti “veicoli scomparsi” e le pratiche di smantellamento illegale.
La proposta legislativa era stata presentata dalla Commissione europea nel luglio 2023 nell’ambito del Piano d’azione per l’economia circolare. I numeri evidenziano la portata della sfida: nel 2023 nell’Unione europea sono stati prodotti 14,8 milioni di veicoli a motore, mentre il parco circolante ha raggiunto quota 285,6 milioni di unità. Ogni anno circa 6,5 milioni di veicoli arrivano al termine del proprio ciclo di vita.

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