Bruxelles – Dalla sicurezza alimentare alla salute, fino alla sovranità digitale. Sono alcune delle sfide che l’Unione europea si trova ad affrontare in una fase caratterizzata da crescenti tensioni geopolitiche, competizione globale e necessità di rafforzare la propria autonomia strategica. Temi che sono stati al centro del Connact Summer Workshop, ospitato ieri (24 giugno) al Parlamento europeo di Bruxelles, dove rappresentanti delle istituzioni europee, associazioni di categoria e grandi aziende italiane si sono confrontati sulle politiche necessarie per sostenere competitività, innovazione e capacità di investimento del continente.
L’evento ha riunito un sistema produttivo che, tra associazioni e imprese partecipanti, rappresenta circa l’8 per cento del Pil italiano e oltre 4,5 milioni di lavoratori. Un’occasione di dialogo che ha permesso di mettere a confronto le priorità del mondo produttivo con quelle delle istituzioni europee in un momento decisivo per numerosi dossier legislativi destinati a incidere sul futuro dell’agroalimentare, del settore farmaceutico e delle telecomunicazioni.
Nel panel dedicato all’agroalimentare, il dibattito si è concentrato sulla sicurezza alimentare, sulla sostenibilità delle produzioni e sul futuro della Politica Agricola Comune. Per l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, “la competitività deve tornare al centro dell’agenda europea“, attraverso “un maggiore sostegno alle imprese agricole, reciprocità negli scambi commerciali e una PAC adeguatamente finanziata e protetta da altre voci di spesa”. Un tema che trova particolare attenzione tra le organizzazioni di rappresentanza del settore primario.
Le prospettive del comparto agricolo europeo sono state analizzate anche da Antonios Nestoras, fondatore e direttore di EPIC, che ha lanciato un monito sulle conseguenze di una regolazione eccessivamente gravosa. “La regolamentazione dell’UE sta smantellando il sistema agricolo europeo. L’agricoltura non funziona a compartimenti stagni, è completamente interconnessa. Quando una parte soffre, il danno si diffonde all’intero settore, compresa la produzione alimentare”, ha osservato. Anche una produzione non alimentare come il tabacco è “essenziale” per il sistema. Pertanto, “le misure specifiche per settore come la TPD (Direttiva sui prodotti del tabacco) o la TED (Direttiva sulla tassazione del tabacco) attualmente in discussione non agiscono in modo isolato. Si sommano alle pressioni della PAC e del Mercosur, mettendo a rischio posti di lavoro, investimenti e l’economia in generale”. Per Nestoras, un indebolimento della produzione interna “rischierebbe di aumentare la dipendenza europea dalle importazioni strategiche. Lo abbiamo già visto in passato con l’energia e la dipendenza dalla Russia. E non è finita bene”.
Accanto alle politiche agricole, un altro tema centrale è stato il ruolo dell’industria alimentare nel coniugare innovazione e sostenibilità. Andrea Sorbello, Public Affairs Director di Barilla, ha indicato come priorità “l’innovazione di prodotto” e il lavoro lungo la filiera agricola. In questa direzione si inseriscono il nuovo centro di ricerca e sviluppo Bite inaugurato a Parma e i progetti sviluppati con gli agricoltori per promuovere pratiche di agricoltura rigenerativa. “Il nostro obiettivo è comunicare questi progetti alle persone che ogni giorno acquistano i nostri prodotti”, ha spiegato. Le ricadute delle tensioni geopolitiche sull’economia europea sono state richiamate dall’eurodeputato del Partito Democratico, Stefano Bonaccini, che ha evidenziato la necessità di “ampliare le opportunità commerciali per le imprese europee attraverso accordi internazionali fondati sulla reciprocità e sul rispetto degli standard produttivi europei”. Una strategia considerata fondamentale per “ridurre il rischio di dipendenze economiche e rafforzare la resilienza delle filiere”.
Nel panel dedicato alla salute e al settore farmaceutico, l’attenzione si è concentrata sulle iniziative che la Commissione europea sta preparando per rafforzare l’autonomia produttiva del continente e sostenere la ricerca nelle scienze della vita. L’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Ruggero Razza, ha sottolineato come Bruxelles abbia mostrato “un’inedita attenzione al tema della salute”, sia sotto il profilo della prevenzione sia per quanto riguarda il sostegno all’industria farmaceutica e alle biotecnologie.
Una valutazione condivisa da Andrea Bonetti, Global Public Affairs e Head of EU Office del Gruppo Chiesi, che ha definito il confronto con le istituzioni europee particolarmente importante in una fase in cui sono in discussione provvedimenti destinati a incidere profondamente sul settore. Tra questi, il Biotech Act, che secondo Bonetti “ha la possibilità di rafforzare la competitività e l’attrattività dell’Europa nell’ambito delle biotecnologie”. Il manager ha ricordato gli investimenti realizzati dal gruppo in Italia e in Europa, compresa la recente inaugurazione di un impianto biotech a Parma, sottolineando l’esigenza di procedure più snelle per la ricerca clinica e di incentivi capaci di attrarre nuovi investimenti.
Sul tema della sostenibilità dei sistemi sanitari è intervenuto anche Joan Madia, ricercatore all’Università di Oxford. Secondo il ricercatore, le malattie non trasmissibili rappresentano un costo enorme per l’economia europea: “eliminare solo le quattro principali NCD potrebbe far crescere il PIL del 3,9 per cento all’anno fino al 2050. Allo stesso tempo, l’Europa è fortemente esposta, con circa l’80 per cento dei principi attivi farmaceutici importati da Cina e India, il che mette sotto pressione i bilanci pubblici”. Tali malattie richiedono una strategia di lungo periodo basata sulla prevenzione. “Prevenzione e riduzione dei fattori di rischio sono la risposta più strategica. Incrementare le vaccinazioni e allontanarsi da zucchero, grassi trans, fumo e alcol a favore di alternative più sane è la vera e più strategica risposta. Soprattutto se guidati dall’innovazione Made in EU, entrambi questi cambi di approccio sarebbero fondamentali per la resilienza sanitaria e fiscale a lungo termine dell’Europa”, ha evidenziato Madia.
La terza grande direttrice del confronto ha riguardato il futuro digitale dell’Europa. In un contesto dominato dalla competizione con Stati Uniti e Cina, il tema della sovranità tecnologica è stato indicato come una priorità strategica per le istituzioni europee. Per l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Gaetano Pedullà, “questo è il momento delle scelte per la sovranità tecnologica europea”, attraverso investimenti, infrastrutture e regole in grado di sostenere lo sviluppo di un ecosistema digitale competitivo.
Un obiettivo condiviso anche da Giacomo Robustelli, Vice President European Affairs & Economic Studies di TIM, che ha chiesto un quadro regolatorio più favorevole agli investimenti nel settore delle telecomunicazioni. “Chiediamo un vero level playing field per competere con gli altri campioni dell’ecosistema digitale”, ha dichiarato, sottolineando inoltre la necessità di favorire il consolidamento dei mercati nazionali e di sostenere il principio di preferenza europea nello sviluppo del cloud e dell’intelligenza artificiale.
Dai campi agricoli alle reti digitali, passando per laboratori e strutture sanitarie, il filo conduttore emerso dal confronto di Bruxelles è la ricerca di un equilibrio tra competitività, innovazione e autonomia strategica. Una sfida che, secondo istituzioni e stakeholder, richiederà nei prossimi anni scelte politiche rapide e una maggiore capacità dell’Europa di trasformare gli obiettivi strategici in strumenti concreti a sostegno della crescita.








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