Bruxelles – «La pace non nasce dalla rassegnazione alla guerra né dalla forza delle armi spianate. Nasce dalla capacità di riconoscere l’altro, di farsi attraversare dal suo dolore, di comprendere che nessuna trattativa è autentica se dimentica le persone sulle quali la guerra lascia segno». Con queste parole l’eurodeputato S&D Marco Tarquinio ha commentato l’iniziativa ospitata il 30 giugno al Parlamento europeo attorno all’installazione di Alessandro Bergonzoni. Per Tarquinio si è trattato di «un gesto nonviolento e sovversivo in questo tempo in cui la guerra torna oscenamente al centro della politica»: i partecipanti sono stati invitati a prendere la parola nei panni di qualcun altro, scambiando ruoli e prospettive. «Abbiamo provato a metterci, concretamente, nei panni dell’altro», ha spiegato l’eurodeputato. «È questo il primo passo di ogni vera trattativa: uscire da sé, ascoltare, riconoscere, valorizzare le ragioni e le ferite altrui». Tarquinio ha concluso ringraziando Bergonzoni per aver portato nell’emiciclo «un’opera necessaria, un segno di contraddizione e di speranza in questa grande casa della democrazia».
Articolo scritto con l’ausilio della IA.

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