Bruxelles – Efficienza energetica, questa sconosciuta. Almeno in Italia, ultimo Paese per miglioramento delle condizioni abitative in termini di minori dispersioni e consumi più bassi. Eurostat diffonde i dati che misurano i cambiamenti positivi per le case degli europei nell’arco degli ultimi cinque anni, e il dato complessivo dice che nel 2025 il il 23,9 per cento della popolazione dell’UE viveva in un’abitazione in cui l’efficienza energetica era stata migliorata negli ultimi 5 anni. Se da una parte le percentuali più elevate di persone che vivono in abitazioni con una maggiore efficienza energetica sono state registrate nei Paesi Bassi (60,5 per cento), in Danimarca (34,0 per cento), in Francia e in Slovenia (entrambe al 33,3 per cento), dall’altra parte invece le percentuali più basse sono state in Italia (2,6 per cento), a Malta (7,8 per cento) e in Grecia (9,5 per cento).
L’Italia, dunque, dal 2020 al 2025 non ha conosciuto una stagione di rinnovi, nonostante le tante iniziative per il miglioramento degli edifici, incluso il Superbonus motivo di scontri tutti italiani? Non è proprio così. Perché la stagione dei rinnovi sembra essere stata esaurita prima del 2025. I dati dell’istituto di statistica europeo indicano che alla fine del 2023 il tasso tricolore di abitazioni con rendimento di efficienza energetica migliorata era al 14,7 per cento. Un indice che sta ad indicare come nel 2024 e nel 2025 il numero di interventi si sia ridotto per l’esaurimento dell’ondata di lavori.
Gli interventi di efficientamento energetico negli ultimi cinque anni sono tutte quelle operazioni di manutenzione e ristrutturazione compiute per migliorare le prestazioni energetiche. Come il miglioramento dell’isolamento termico di pareti esterne, tetti o pavimenti; o la sostituzione di finestre a vetro singolo con finestre a doppio o triplo vetro, o, ancora, l’installazione di sistemi di riscaldamento più efficienti.
Nel 2025, continua Eurostat, i miglioramenti segnalati in termini di efficienza energetica nell’UE rispetto ai precedenti cinque anni erano più comuni tra i proprietari di case (26,9 per cento) rispetto a chi viveva in affitto (16,7 per cento), e più alti tra chi vive in villette (30,5 per cento) rispetto a chi invece vive in appartamenti (16,6 per cento).
![[foto: Tess Mattew, 27 marzo 2024. Fonte: Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-calorifero-750x375.jpg)

![Case green [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/Imagoeconomica_2038455-350x250.jpg)






![[foto: Tess Mattew, 27 marzo 2024. Fonte: Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-calorifero-120x86.jpg)

