Bruxelles – Il sovraffollamento delle carceri rimane un problema serio per l’Italia, che ha a disposizione ancora pochi mesi per dimostrare di aver agito per migliorare la situazione ed evitare eventuali procedure d’infrazione. Perché è vero che “le questioni relative alla detenzione sono principalmente di competenza degli Stati membri”, ricorda il commissario per la Giustizia, Michael McGrath, ma continuare ad avere prigioni troppo piene rischia di portare il Paese a violare l’articolo 2 del Trattato dell’UE, quello che impone a tutti i membri dell’Unione il “rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani”.
È l’europarlamentare Pina Picierno a sollevare il tema in un’interrogazione parlamentare (che risulta provenire dal gruppo dei socialisti, da cui però la stessa Picierno è uscita per approdare nei liberali di RE). La vicepresidente del Parlamento europeo ricorda che “la situazione delle carceri italiane è di estrema gravità, in quanto il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 140 per cento della capienza regolamentare”, e chiede all’esecutivo comunitario le verifiche del caso e, eventualmente, anche interventi per spingere governo e autorità competenti al cambio di rotta.
Per l’Italia potrebbe rendersi necessario un richiamo a livello UE, lascia intendere McGrath. C’è la raccomandazione della Commissione europea sui diritti procedurali di indagati e imputati sottoposti a custodia cautelare e sulle condizioni materiali di detenzione che ‘pende’ su tutti gli Stati membri. Qui, tra le altre cose, si esorta a utilizzare il ricorso alla custodia cautelare come misura di ultima istanza ed esplorare la disponibilità di alternative alla detenzione. Ebbene, scandisce il commissario per la Giustizia, “entro la fine del 2026 la Commissione pubblicherà una relazione completa di valutazione delle misure adottate a livello nazionale per attuare la raccomandazione e, grazie all’analisi condotta, sarà in grado di valutare i risultati ottenuti da ciascuno Stato membro e di affrontare eventuali problemi con maggiore efficacia”.
L’Italia, al pari di tutti gli altri, sarà dunque oggetto di valutazioni. È, come tutti, sorvegliato speciale anche se rispetto ad altri lo è di più, vista una situazione tra le peggiori: l’Italia è quinta per sovraffollamento delle carceri ed è per questo che si guarderà con più attenzione alle misure eventualmente prese a livello nazionale. Il governo Meloni è avvertito.


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