Bruxelles – È morto all’età di 89 anni Harald V, re di Norvegia dal 1991. L’annuncio è arrivato questa mattina dalla Casa reale norvegese: il sovrano si è spento alle 6:35 presso l’Ospedale nazionale di Oslo, dove era ricoverato dal 17 agosto per una malattia del sangue, l’anemia emolitica. Le sue condizioni erano peggiorate negli ultimi giorni a causa di un’infezione batterica nel sangue. “È con profondo dolore che annunciamo la scomparsa di Sua Maestà il Re Harald”, ha comunicato il Palazzo reale, precisando che il sovrano è morto serenamente. Già giovedì la Casa reale aveva definito le sue condizioni “molto gravi”. Nelle ore precedenti all’annuncio, i familiari più stretti si erano riuniti in ospedale, mentre numerosi cittadini avevano iniziato a deporre fiori davanti al Palazzo reale di Oslo.
Harald V era nato il 21 febbraio 1937 a Skaugum, la residenza ufficiale dei principi ereditari della Norvegia, ad Asker, una cittadina a sud di Oslo, ed era stato il primo sovrano norvegese dal 1380 a nascere in Norvegia. Figlio di re Olav V e della principessa Märtha di Svezia, trascorse parte dell’infanzia in esilio durante l’occupazione tedesca della Norvegia, vivendo tra Svezia e Stati Uniti. Studiò all’Università di Oslo, all’Accademia militare norvegese e al Balliol College di Oxford. Appassionato di sport e in particolare di vela, rappresentò la Norvegia alle Olimpiadi di Tokyo, Città del Messico e Monaco di Baviera. Nel 1968 sposò Sonja Haraldsen, una borghese, dopo oltre dieci anni di fidanzamento. Dalla coppia sono nati due figli, Marta Luisa e Haakon.
Dopo 35 anni di regno, la corona passa ora a Haakon, 53 anni, che diventa re di Norvegia. La moglie Mette-Marit assume il titolo di regina. Il nuovo sovrano annuncerà formalmente la morte del padre durante una riunione straordinaria del governo. Le bandiere del Palazzo reale sono state abbassate a mezz’asta e le campane delle chiese norvegesi suoneranno a mezzogiorno. “Una nazione intera è in lutto”, ha dichiarato il primo ministro Jonas Gahr Støre, ricordando i decenni di servizio del sovrano. Il presidente del Parlamento Masud Gharahkhani ha parlato di un re “amato e inclusivo”, sottolineando il suo ruolo unificante.
La successione si apre in un momento delicato per la famiglia reale. La futura regina Mette-Marit è stata recentemente coinvolta nelle polemiche legate ai suoi rapporti con Jeffrey Epstein, mentre il figlio (solo di lei) Marius Borg Høiby è stato condannato a quattro anni di carcere per due stupri e altre accuse, sentenza contro cui ha presentato appello. Le vicende hanno contribuito a ridurre il sostegno alla monarchia norvegese.
Harald V, nonostante diversi problemi di salute negli ultimi anni, aveva sempre escluso l’ipotesi di abdicare, spiegando di aver prestato un giuramento a vita davanti al Parlamento. È ricordato come un sovrano moderno e vicino alla popolazione, impegnato nel mantenere unito il Paese anche nei momenti più difficili.
A esprimere la propria vicinanza è anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che su X ha rivolto le proprie condoglianze “alla regina Sonja, al principe ereditario, alla famiglia reale e il popolo di Norvegia” per la scomparsa di Sua Maestà re Harald V. “Era un vero europeo e un servitore a vita del suo popolo”, ha sottolineato von der Leyen, concludendo il messaggio con il motto della monarchia norvegese: “Alt for Norge”, “Tutto per la Norvegia”. “Le sue parole risuoneranno”, ha aggiunto. Oltre ad essere un europeo convinto, era anche “un amico di lunga data della NATO”, ha ricordato su X il Segretario generale dell’Alleanza transatlantica, Mark Rutte. “Le sue stesse radici militari lo hanno reso un campione delle forze armate norvegesi e un amico di lunga data della NATO. Le mie più sentite condoglianze alla famiglia reale e al nostro alleato Nato, la Norvegia”, ha concluso l’ex premier olandese.













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