Bruxelles – Un’Unione europea con un modello di risposta alla minacce sulla scia della NATO, e attiva sullo scacchiere internazionale come potenza: Ursula von der Leyen prova a ridisegnare l’UE. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione la presidente della Commissione europea propone un blocco forte, e persino aggressivo, deciso a espandersi sul fronte commerciale e contrastare Cina, Russia e anche Stati Uniti. La decisione appare obbligata, e inizia dalle manovre orchestrate dal Cremlino: “Attacchi informatici o sabotaggi, o incursioni di droni: fenomeni in costante aumento”, denuncia in un chiaro riferimento al presidente russo, Vladimir Putin. E qui parte la trasformazione.
“Abbiamo urgente bisogno di un consenso sulle modalità di risposta a determinati incidenti: quelli che non configurano un’aggressione armata, ma che minacciano chiaramente la nostra sicurezza nazionale”, premette la presidente della Commissione europea. In altre parole, “un meccanismo che affianchi l’Articolo 4 del Trattato NATO“, quello che prevede tutti i membri si consultino, su richiesta di uno solo, ogni volta che c’è una minaccia. “Ritengo sia giunto il momento per un ‘Articolo 4’ europeo, o per un Protocollo di sicurezza per le emergenze”, scandisce von der Leyen.
Sulla base di questo dispositivo, “qualora venisse attivato da uno Stato membro, tutti gli Stati membri si riunirebbero per coordinare una risposta europea, al fine di scoraggiare un’ulteriore escalation e mitigarne l’impatto”, insiste la presidente dell’esecutivo comunitario, per cui l’iniziativa non è però abbastanza: “Presenteremo le nostre proposte per rendere realtà un Consiglio di sicurezza europeo“. Il momento è giunto: “Da tempo discutiamo di un formato dedicato ai leader incentrato sulla sicurezza del nostro continente, che coinvolga partner quali Ucraina, Regno Unito, Norvegia, Canada e altri. Ciò è ancora più urgente oggi”.
Mettere la Russia all’angolo
Se l’UE di difesa nasce dalle minacce poste dalla Russia, proprio contro la Russia von der Leyen guida un contrattacco economico-commerciale. Da una parte, “la pressione sulla Russia deve continuare ad aumentare”. Per questo, spiega, “non si richiede necessariamente nuove sanzioni, quanto piuttosto, e soprattutto, l’applicazione di quelle esistenti“. A questo si aggiunge la voglia di sottrarre partner tradizionali attraverso una penetrazione regionale. “Oggi posso annunciare un nuovo progetto di connettività internazionale. Collegherà direttamente il Caucaso meridionale e l’Asia centrale al mercato europeo: quello che chiamiamo “Corridoio di Mezzo“. È l’UE che punta ad avanzare ad est, a scapito della Russia, con rinnovata decisione.
Il libro bianco sulla difesa certifica che Russia e Cina sono i possibili nemici dell’Ue
Un’alleanza col Canada contro Trump
La scelta non è solo anti-russa, è una risposta naturale alla rimessa in discussione dell’ordine mondiale tradizionale. L’annuncio del Corrodoio di Mezzo è inserito nel contesto degli accordi commerciali siglati dall’UE con il resto del mondo, a partire con il Mercosur, per rispondere alle politica dei dazi di Donald Trump. A tal proposito, il presidente USA non viene mai citato se non in due occasioni, e sempre implicitamente: la prima volta, quando von der Leyen ricorda “quando abbiamo difeso la Groenlandia di fronte alle minacce”, minaccia degli Stati Uniti del suo presidente in carica; la seconda volta è quando von der Leyen sottolinea che “in questo nuovo mondo dobbiamo ripensare con urgenza i nostri partenariati e costruire coalizioni globali a tutela della nostra resilienza e delle nostre democrazie”.
È in questo solco che si inserisce la strategia di von der Leyen per “portare il rapporto con il Canada al massimo livello possibile“, al punto che “vorrei lavorare per aprire la strada affinché il Canada diventi il primo membro associato dell’UE“, annuncia all’Aula del Parlamento europeo, dove è stato invitato per l’occasione il primo ministro canadese, Mark Carney. In termini geopolitici vorrebbe dire scardinare l’area UMSCA, l’unione doganale e l’area di libero scambio voluta da Trump per sostituire l’accordo di libero scambio NAFTA con Canada e Messico.
Il guanto di sfida al mai citato Trump è lanciato: con il Canada “passeremo dal CETA (l’accordo di libero scambio bilaterale, ndr) a un’Alleanza per il Futuro, per creare uno spazio di prosperità condivisa e sicurezza economica”. Insieme, insiste von der Leyen, “lavoreremo alla produzione intelligente e creeremo un’alleanza tecnologica”. Ancora, “integreremo le basi industriali della difesa e faremo dell’Artico un progetto congiunto di punta“. Nel solco di questo nuovo partneriato “lavoreremo su energia, minerali critici e batterie, nonché su intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, sicurezza informatica ed economica”. È l’UE che ‘scarica’ gli Stati Uniti per un nuovo partner.
Europa muscolare con la Cina
In questo rinnovato slancio l’Unione europea di von der Leyen, almeno nelle dichiarazioni del suo discorso programmatico, si mostra decisa e combattiva contro la Cina. “Il nostro deficit commerciale con la Cina ammonta ormai a un miliardo di euro al giorno“, denuncia. Con Pechino “abbiamo raggiunto un punto critico. Le conseguenze sono evidenti nelle nostre comunità e nelle fabbriche di tutta l’Unione”. Lo squilibrio economico e commerciale “sta portando alla deindustrializzazione dei cuori pulsanti dell’industria europea”, e quella che sta vivendo l’UE “è una situazione insostenibile“.
Fin qui, continua la presidente della Commissione europea, “abbiamo avviato un dialogo con la Cina volto a riequilibrare i nostri scambi commerciali. Tuttavia, questo dialogo deve ora tradursi in risultati concreti”. Von der Leyen impone il suo diktat a Pechino: “Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per riequilibrare le nostre relazioni. Le parole sono importanti, ma i fatti contano di più“. È un’Europa di potenza che vuole emergere come nuova forza, e che usa linguaggio e postura proprie della nuova UE che von der Leyen propone.
![La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Strasburgo, 16 settembre 2026. Foto: Fred MARVAUX Copyright: © European Union 2026 - Source : EP]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/soteu26-750x375.png)
![[foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/09/ue-cina-350x250.png)

![La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla conferenza annuale degli ambasciatori [Bruxelles, 4 febbraio 2025]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/02/vdl-ambasciatori-350x250.png)



![La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Strasburgo, 16 settembre 2026. Foto: Fred MARVAUX Copyright: © European Union 2026 - Source : EP]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/soteu26-120x86.png)


![Container in un porto [foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/Imagoeconomica_2758973-120x86.jpg)