Bruxelles – Dopo Tirana e Pristina, il tour di Ursula von der Leyen nei Balcani occidentali arriva a Podgorica, dove il Montenegro si conferma il Paese più vicino all’ingresso nell’Unione europea. È qui, secondo la presidente della Commissione, che si gioca quello che Bruxelles definisce ormai “l’ultimo miglio” del processo di adesione: il Paese ha aperto tutti i 33 capitoli negoziali e ne ha chiusi provvisoriamente 18, più della metà.
“È l’ultimo miglio, dopo anni di sforzi”, ha detto Ursula von der Leyen nella conferenza stampa con il primo ministro montenegrino Milojko Spajić, ribadendo l’obiettivo di arrivare al Montenegro come ventottesimo Stato membro nel 2028. Il governo di Podgorica punta a chiudere i negoziati nel 2026, firmare il trattato di adesione nel 2027 e completare l’ingresso nell’UE nel 2028: il “28esimo (Stato membro) entro il ’28”.
Il percorso, però, non è ancora concluso. Dei 33 capitoli aperti ne restano 15 da chiudere, dopo una forte accelerazione nell’anno in corso. A gennaio è stato chiuso provvisoriamente il capitolo 32 sul controllo finanziario, a marzo il 21 sulle reti transeuropee, a giugno i capitoli 2 sulla libera circolazione dei lavoratori e 28 sulla tutela dei consumatori e della salute, mentre a luglio sono arrivati a conclusione l’8 sulla politica della concorrenza e il 29 sull’unione doganale.
“Ora sta avanzando il lavoro per il trattato di adesione”, ha spiegato von der Leyen, annunciando che Bruxelles sta già preparando la transizione finanziaria del Montenegro da Paese candidato a Paese membro, in modo da consentirgli di partecipare alle priorità del prossimo bilancio pluriennale UE 2028-2034. La Commissione, ha aggiunto von der Leyen, si sta anche preparando affinché “i confini del Montenegro diventino confini dell’UE”.
Nel passaggio verso l’adesione, Bruxelles vuole inoltre inserire alcune garanzie per evitare che i progressi compiuti possano essere messi in discussione. “Abbiamo sempre avuto salvaguardie nei trattati di adesione e le avremo ancora, senza dubbio”, ha detto von der Leyen, precisando però che i dettagli saranno definiti nella revisione della politica di preallargamento, che l’esecutivo europeo lancerà il prossimo 6 ottobre.
Spajić ha presentato l’”Euro Model”, il pacchetto di riforme economiche e legislative varato dal governo, come lo strumento per preparare il Paese all’ingresso nell’UE. L’obiettivo, ha spiegato, è fare in modo che i cittadini possano restare in Montenegro, che chi è partito possa tornare e che il Paese raggiunga gli standard di vita dell’Europa sviluppata.
Sul calendario pesa anche la pression che arriva dalla dimensione geopolitica attuale. La commissaria all’Allargamento Marta Kos, in un’intervista al Corriere della Sera, ha detto che “ora è davvero il momento giusto” perché i leader discutano dell’allargamento al Consiglio europeo di metà ottobre. Per Kos, il Montenegro potrebbe soddisfare tutti i criteri “alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo”, ma l’accelerazione dovrà restare legata ai risultati delle riforme. Sia da un lato che dall’altro, perché anche l’Unione deve ristrutturarsi per prepararsi ad allargare la famiglia. “Loro devono dare risultati, ma anche noi”, ha osservato Kos.











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