Bruxelles – Dopo il Parlamento europeo, le Regioni e gli agricoltori oggi (12 ottobre) a tuonare contro i tagli previsti dalla nuova proposta (la cosiddetta Nego-box) della presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034 è la Commissione europea stessa. Che chiede “un bilancio all’altezza delle ambizioni dell’Unione”. Il documento irlandese riduce di altri 108 miliardi di euro le risorse rispetto alla precedente proposta cipriota, alimentando le tensioni con il Parlamento europeo, le Regioni e il settore agricolo. Intanto, però, il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ricorda che il tempo inizia a stringere e che chiudere i negoziati entro la fine dell’anno “è fondamentale per garantire che il prossimo bilancio sia operativo a partire dall’inizio del 2028”.
La proposta irlandese fissa gli impegni complessivi a 1.622 miliardi di euro, contro i 1.763 miliardi della proposta iniziale della Commissione. Una riduzione che investe anche le priorità politiche dichiarate dall’UE: per competitività e trasformazione industriale sono previsti 455,6 miliardi, 46,4 in meno rispetto al compromesso cipriota, mentre per agricoltura e coesione il tetto scende a 914,2 miliardi, con una riduzione di 27,8 miliardi. Anche il capitolo dedicato all’azione esterna subisce un ridimensionamento.
Durante il briefing quotidiano con la stampa, il portavoce della Commissione, Balazs Ujvari, ha deplorato la “significativa riduzione dell’entità complessiva del bilancio” perché, “come ha osservato la presidente von der Leyen in un discorso a Strasburgo la scorsa settimana, tagli ingenti rischiano di compromettere le priorità fondamentali su cui abbiamo concordato collettivamente“, ha dichiarato. Bruxelles esprime inoltre preoccupazione per la riduzione della flessibilità finanziaria, soprattutto degli strumenti destinati a rispondere a crisi ed esigenze impreviste. “La flessibilità è fondamentale affinché il bilancio rimanga efficace e capace di reagire ai cambiamenti nel corso dei prossimi sette anni”, ha spiegato il portavoce.
Nel mirino anche il legame tra finanziamenti europei e riforme nazionali: secondo l’esecutivo comunitario, la proposta indebolisce il collegamento tra i piani nazionali e regionali e le raccomandazioni specifiche per Paese, limitando la capacità del bilancio di promuovere cambiamenti strutturali. “Riforme e investimenti devono procedere di pari passo”, ha sottolineato Palazzo Berlaymont. Sul fronte delle entrate, Bruxelles accoglie con favore il mantenimento sul tavolo delle cinque proposte per nuove risorse proprie, ma chiede progressi decisivi per finanziare le priorità comuni senza gravare ulteriormente sui bilanci nazionali.
La partita, ora, si intensifica anche sul piano politico, a poche ore dal Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Intervenendo alla Settimana europea delle Regioni e delle Città, Costa ha osservato che i negoziati “stanno entrando in una fase decisiva” e che l’UE “ha bisogno di un bilancio a lungo termine che risponda alle sfide di questo momento storico” perché “non si tratta solo di cifre”, ma di “una scelta politica che riguarda il nostro futuro e l’Europa che vogliamo costruire insieme”. Per l’ex premier portoghese ora alla guida del Consiglio europeo, il prossimo bilancio dovrà “porre al centro la competitività, la trasformazione industriale, la difesa, la sicurezza e la resilienza strategica”, senza abbandonare le politiche agricole e di coesione, pilastri dello sviluppo regionale. Un concetto che aveva già espresso nella tradizionale lettera d’invito ai Ventisette per il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.
L’obiettivo, però, è raggiungere un’intesa entro dicembre, condizione considerata cruciale per rendere operativo il nuovo bilancio dall’inizio del 2028. “Qualsiasi ritardo avrebbe un impatto sulla vita di agricoltori, imprese, studenti, ricercatori e innovatori”, ha avvertito Costa, chiedendo ai negoziatori uno spirito di responsabilità collettiva. “Continuerò a incoraggiare tutti gli attori coinvolti a negoziare con apertura mentale e spirito di responsabilità collettiva, al fine di raggiungere un accordo entro la fine dell’anno”, ha assicurato in conclusione.









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