Bruxelles – L’UE rafforza la cooperazione con la Nuova Caledonia per diversificare le forniture di materie prime critiche. La Commissione europea e il governo del territorio francese d’oltremare hanno firmato a Nouméa un memorandum d’intesa per sviluppare una partnership strategica lungo le filiere delle materie prime sostenibili, con particolare attenzione al nichel, di cui l’arcipelago è uno dei principali produttori mondiali. L’accordo porta a 17 il numero delle partnership strategiche siglate dall’UE in questo settore dal 2021.
A firmare l’intesa sono stati il vicepresidente esecutivo per l’Industria, Stéphane Séjourné, il presidente del governo della Nuova Caledonia, Milakulo Tukumuli, e il responsabile governativo per l’energia e le miniere, Alcide Ponga. Nel 2024, la Nuova Caledonia ha rappresentato il 3,1 per cento della produzione mondiale di nichel, una risorsa strategica per numerose filiere industriali europee.
La partnership prevede cinque ambiti di cooperazione: integrazione economica e industriale delle filiere, promozione di investimenti, sviluppo delle infrastrutture, formazione professionale e collaborazione nella ricerca e nell’innovazione. L’obiettivo è rafforzare la capacità produttiva locale e creare valore sul territorio, garantendo al contempo standard ambientali e sociali elevati, anche nelle attività di chiusura e ripristino dei siti minerari.
“La nostra ambizione è chiara: fare della Nuova Caledonia un fornitore privilegiato per l’industria europea”, ha dichiarato Séjourné, sottolineando la necessità di costruire un futuro industriale condiviso, che non si limiti ad assicurare le forniture di nichel ma favorisca anche investimenti e occupazione. Dopo la firma, le parti elaboreranno una tabella di marcia con azioni concrete, coinvolgendo gli Stati membri, la Banca europea per gli investimenti e il settore industriale.
L’intesa si inserisce nella strategia europea per ridurre la dipendenza dalle forniture estere di materie prime critiche, considerate essenziali per la competitività e la sicurezza economica dell’Unione. Bruxelles punta a rafforzare l’autonomia delle filiere attraverso 46 nuovi progetti strategici, nell’ambito degli sforzi per diversificare gli approvvigionamenti e contenere i rischi legati alla concentrazione delle forniture.


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