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    Home » Cronaca » Approvata la nuova Pac: “Non proprio quella che avremmo voluto, ma la miglioreremo”

    Approvata la nuova Pac: “Non proprio quella che avremmo voluto, ma la miglioreremo”

    Sì definitivo della Plenaria di Strasburgo alla Politica agricola comune per il periodo 2014-2020. Le verrà destinato il 38,9% del bilancio complessivo dell'Unione europea per il settennio

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    21 Novembre 2013
    in Cronaca

    Sì definitivo della Plenaria di Strasburgo alla Politica agricola comune per il periodo 2014-2020
    Le verrà destinato il 38,9% del bilancio complessivo dell’Unione europea per il settennio

    La nuova Politica agricola comune (Pac) dell’Unione europea è stata definitivamente approvata. Con il sì dell’Aula di Strasburgo al Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 si è potuto dare il via libera ieri, dopo tre anni di lavoro e un negoziato faticoso e complicato, anche alla principale voce di spesa dell’Ue con ben il 38,9% dei 960 miliardi del bilancio complessivo del settennio a venire. “Non è la riforma che avremmo voluto” ha riconosciuto ancora una volta il presidente della commissione Agricoltura del parlamento, Paolo De Castro (S&D), “ma è comunque un testo migliorato” rispetto alla proposta iniziale e “con la revisione del 2017, da noi deputati fortemente voluta, continueremo a migliorarla”.

    Giovanni La Via
    Giovanni La Via

    Tra i principali cambiamenti ci saranno uno schema per aiutare i giovani agricoltori con un contributo extra del 25% per i primi 25/90 ettari di terra, un taglio del 5% agli aiuti delle aziende che prendono più di 150mila euro all’anno, da redistribuire ai piccoli contadini, una distribuzione più equa degli aiuta tra gli Stati, per evitare differenze troppo marcate negli aiuti ai contadini dei differenti paesi (nella vecchia Pac per lo stesso servizio agricoltori di due Paesi differenti potevano ricevere anche uno 600 e l’altro appena 60 euro mentre dal 2020 nessun agricoltore dovrebbe ricevere meno del 65% della media Ue) e misure per assicurare che una parte dei terreni siano destinati obbligatoriamente a colture biologiche, diversificate o locali. Chi non lo farà andrà incontro a sanzioni, ma solo a partire dal 2016. “È una questione di giustizia – spiega uno dei relatori dell’Aula, Giovanni La Via (Ppe) – perché bisogna dare agli agricoltori tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni”.

    Previste infine alcune agevolazioni che faciliteranno la formazione di organizzazioni degli agricoltori che organizzandosi in cooperative potranno meglio fare fronte agli sbalzi del mercato e aumentare o diminuire le produzioni, a seconda che i prezzi siano troppo bassi o troppo alti. Una norma quest’ultima che non è piaciuta ai liberali. “Mentre giustamente la nuova Pac collega i sussidi a dei servizi e non più a dei semplici aiuti al reddito, sono sbagliati tutti gli interventi sul mercato” ha affermato George Lyon (Alde). (Per saperne di più guarda la scheda con tutti i principali punti della nuova Pac).

    José Bové
    José Bové

    Ma non tutti sono rimasti contenti (seppur con diverse riserve) per l’approvazione di questa Pac. “I deputati hanno messo il sigillo finale su una riforma fallimentare” ha tuonato il leader dei contadini altermondisti, José Bové. Secondo il deputato francese dei Greens la nuova Pac “non riuscirà a ridistribuire gli aiuti e ad essere più verde”, questo perché “sono stati eliminati i tetti ai pagamenti”. Quella sui tetti ai pagamenti è stata una delle battaglie perse del Parlamento, inizialmente i deputati avevano chiesto che si inserisse un tetto massimo per i pagamenti diretti a qualsiasi azienda di 300mila euro, e di ridurre sostanzialmente i pagamenti per chi riceve più di 150mila, inserendo una serie di meccanismi degressivi, ma il Consiglio è stato inamovibile e tutto quello che l’Aula ha ottenuto è stata la riduzione del 5% su tutti i sussidi superiori ai 150mila euro l’anno.

    “Le regole sul greening – aggiunge il responsabile dell’Agricoltura dei Greens, Martin Häusling – sono state minate da troppe esenzioni e non toccheranno la maggior parte delle fattorie”, inoltre “la rotazione delle culture è stata sostituita da una ‘diversificazione’” ed “è stato consentito l’uso di pesticidi nelle Ecological Focus Areas (Efa), aree a interesse ecologico, e questo significa che gli agricoltori potranno coltivare monoculture di soia geneticamente modificata e definirla ugualmente una Efa”.

    Contraria anche la Sinistra Unita. “Dobbiamo iniziare un processo di transizione a un’agricoltura amica dell’ambiente e del clima, con una gestione delle risorse sostenibile” ha dichiarato in Aula Patrick Le Hyaric (Gue/Ngl) – Questa riforma è un’opportunità mancata per promuovere una forma di agricoltura vicina agli agricoltori perché possano produrre cibo di qualità e sicuro attraverso una sovranità alimentare”.

    Alfonso Bianchi

    Per saperne di più:
    – LA SCHEDA – Nuova Politica agricola comune, i punti principali – Video
    – Accordo finale sulla Pac: “Un successo importante”
    – Pac, accordo last minute. Ma senza tetto ai pagamenti diretti
    – Politica agricola comune, nessun tetto ai pagamenti per le grandi aziende
    – A Strasburgo passa una Pac più trasparente e flessibile
    – La nuova Pac supera il primo esame in Parlamento, ma ci sono molti dubbi

    Tags: agricolturade castroJosé Bovéla viapacpolitica agricola comune

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