- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 1 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Le ultime disperate ore di May per salvare l’accordo Brexit: “Da Bruxelles importanti rassicurazioni”

    Le ultime disperate ore di May per salvare l’accordo Brexit: “Da Bruxelles importanti rassicurazioni”

    La premier punta tutto sul voto di domani in Parlamento: "Altrimenti il rischio è di lasciare senza accordo o, ancor peggio, di non realizzare la separazione"

    Lena Pavese di Lena Pavese
    14 Gennaio 2019
    in Politica
    Theresa May durante il discorso di oggi a Stoke-on-Trent

    Theresa May durante il discorso di oggi a Stoke-on-Trent

    Bruxelles – Si esce il 29 marzo, niente estensione dei negoziati, niente nuovo referendum. L’unico rischio ora è che non ci sia un accordo, il che sarebbe molto dannoso, ma all’orizzonte “c’è un rischio ancora maggiore: quello di non avere nessuna Brexit”. Dunque chi vuole la Brexit, chi non la vuole ma vuole una situazione ordinata, voti l’accordo sottoscritto con l’Unione domani in Parlamento. Dopo uno scambio di lunghe lettere con Bruxelles, la premier britannica Theresa May, nelle ultime disperate ore prima del voto parlamentare di domani, decide di incontrare la stampa in un magazzino di Stoke-on-Trent, circondata da tazze e ciotole in ceramica, tipica produzione locale, per dire che dall’Unione sono arrivate “maggiori assicurazioni, anche sulla volontà di non usare il backstop” per il confine irlandese e che dunque la cosa da fare, oggi come ieri, è approvare l’accordo.

    “Noi abbiamo il dovere di realizzare la Brexit”, ha ripetuto la premier, e questo è l’accordo giusto per arrivarci, anche perché, ha sottolineato, “nessuno ne ha proposto uno diverso”. In Parlamento però, dove martedì si voterà, in teoria, verso le 20 ora di Roma, la maggioranza non c’è, mancano ancora almeno cento voti nel migliore dei casi, dicono gli osservatori. In caso di sconfitta per “soli” cento voti May potrebbe sentirsi autorizzata a tentare di negoziare un nuovo accordo con Bruxelles, anche se ha solo tre giorni lavorativi di tempo per farlo, secondo un emendamento approvato la scorsa settimana. Se invece la sconfitta fosse più vicina ai duecento voti allora il Labour potrebbe chiedere un voto di sfiducia, o la premier stessa dimettersi.

    La battaglia è ormai su tutto. Le proposte si accavallano e si pensa anche a complessi meccanismi parlamentari per sbloccare l’empasse. C’è anche chi, come il segretario alle Finanze Mel Stride tenta la carta della paura (o dell’ironia secondo i colleghi britannici) ed esce da un incontro con May mostrando un appunto catastrofico rivolto a chi vuol affossare l’accordo: “Niente cibo; Niente tunnel della manica”. Ma forse era solo humour britannico.

    Mel Stride Financial sec to treasury paymaster gen leaving this afternoons brexit cabinet meeting showing some disturbing facts !!!! pic.twitter.com/Mgf3vWPCyi

    — PoliticalPics (@PoliticalPics) January 14, 2019

    Da Bruxelles i presidenti di Consiglio e Commissione, Donald Tusk e Jean-Claude Juncker, in mattinata avevano risposto ad una lettera di May nella quale, a seguito delle sollecitazioni giunte dal dibattito parlamentare, la premier chiedeva nuove e più forti assicurazioni in particolare sull’impegno a tenere più lontano possibile il regime di backstop (che entrerebbe in vigore se i negoziati per il ‘dopo’ che dovranno concludersi entro dicembre 2020 non arrivassero ad una soluzione per tenere aperto il confine tra le due irlande, prevedendo un controllo sulle merci già nel passaggio tra resto della Gran Bretagna e Irlanda del Nord, al fine di non porre controlli al confine terrestre). I due leader europei hanno ribadito che il testo dell’accordo non si tocca, ma che l’Ue farà di tutto per evitare di attivare il backstop, accelerando al massimo i negoziati, nei quali, come la premier chiedeva, entreranno anche le valutazioni soluzioni tecnologiche avanzate che permettano di alleggerire le pratiche doganali.

    Keir Starmer, il ministro ombra per la Brexit, ha subito però bollato questo scambio di lettere come sostanzialmente inutile: “Ancora una volta il primo ministro non è riuscito ad ottenere risultati. Quel che ha ottenuto (la lettera da Bruxelles, ndr) è molto lontano dall’impegno significativo e legalmente efficace che il primo ministro aveva promesso il mese scorso. È una reiterazione della posizione esistente dell’UE. Ancora una volta, nulla è cambiato”.

    Più preoccupante per May è la posizione molto negativa degli unionisti irlandesi del Dup, piccola formazione che con dieci deputati permette al suo governo di esistere. “Nonostante una lettera di presunta rassicurazione da parte dell’Unione europea, non ci sono ‘assicurazioni legalmente vincolanti’ come aveva promesso il primo ministro a dicembre. In realtà, non c’è nulla di nuovo. Niente è cambiato”, dice in una nota Nigel Dodds, il capogruppo parlamentare, preoccupato in particolare dal backstop e dalla possibilità che il Nord Irlanda resti legato alle norme UE senza poterle discutere. “Piuttosto che rassicurarci – continua -, la lettera di Tusk e Juncker rafforza le nostre preoccupazioni. Invece di lettere prive di significato, il primo ministro dovrebbe ora chiedere e ottenere modifiche all’accordo di ritiro”.

    May invece, benché il contro dei Tories che hanno lasciato il governo per la questione Brexit sia arrivato a 13 persone, si è detta soddisfatta, ha insistito che queste assicurazioni sono “importanti”, e che lei punta tutto su un voto positivo domani, niente proroghe nei negoziati, niente nuovo referendum. “Lasceremo l’Unione europea il 29 marzo, non credo nella richiesta di estensione dell’articolo 50 (l’articolo del Trattato Ue in base al quale si fissano in due anni i termini per i negoziati di separazione) e non credo in un secondo referendum”, ha detto tra le zuppiere. La premier insiste in particolare sulla necessità, condivisa anche dagli europei, di una separazione ben organizzata, che limiti al massimo lo strappo: “Dobbiamo lasciare in maniera ordinata – ha detto oggi – per proteggere i nostri cittadini, il lavoro e la sicurezza”.

    https://twitter.com/10DowningStreet/status/1084713627402321920

    Tags: accordobrexitdiscorsokeir starmerStoke-on-TrentTheresa May

    Ti potrebbe piacere anche

    Photo de Ray Harringtonsur Unsplash
    Le Brevi

    L’UE rinnova l’accordo con le Seychelles per la pesca sostenibile del tonno

    27 Luglio 2026
    Distretto di polizia alla base militare britannica di Krotiri, a Cipro [foto: Dickelbers/Wikimedia Commons, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Souvereign_Base_Areas_Police_station_on_Cyprus.JPG]
    Politica Estera

    Iran ed Europa della difesa, per l’UE il nodo delle basi militari britanniche a Cipro

    27 Luglio 2026
    Il neo primo ministro britannico Andy Burnham. Source: Imagoeconomica
    Politica Estera

    Burnham è il nuovo primo ministro del Regno Unito: “È la nostra ultima chance di cambiare”

    20 Luglio 2026
    Il saluto dell'Eurocamera agli eurodeputati britannici il 29 gennaio 2020. Source: Imagoeconomica
    Politica Estera

    Europei favorevoli al ritorno di Londra nell’UE, mentre a Kiev chiedono prima le riforme: i dati di Polling Europe Euroscope

    20 Luglio 2026
    Proteste per la brexit [Foto: Unsplash]
    Politica Estera

    Regno Unito, ‘il decennio del rimpianto’: la maggioranza dei britannici ora voterebbe per il rientro nell’UE

    23 Giugno 2026
    UE Regno Unito Brexit- Erasmus (fonte: iStock)
    Politica Estera

    Dieci anni dalla Brexit: crescita frenata, sei premier e un sondaggio scoraggiante

    23 Giugno 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Auto elettriche Eurostat

    Boom di auto elettriche in UE: +29,7 per cento di immatricolazioni nel 2025, ma sulle strade restano una minoranza

    di Annachiara Magenta annacmag
    31 Luglio 2026

    Secondo Eurostat, l'Italia è il Paese più motorizzato dell'UE, con 709 auto ogni mille abitanti, ma solo l'11 per cento...

    Festa in occasione della giornata internazionale dei Rom e dei Sinti. Crediti: Sergio Oliverio via Imagoeconomica

    Olocausto dei Rom e dei Sinti, il relatore del Consiglio d’Europa: “Basta silenzio”

    di Iolanda Cuomo
    31 Luglio 2026

    "Non parlarne permette narrazioni disumanizzanti"

    asilo, immigrati, parlamento europeo

    Nati in Italia, ancora stranieri? Esperto dell’EUI commenta la proposta di legge sulla cittadinanza in Italia

    di Redazione eunewsit
    31 Luglio 2026

    L'Istituto Universitario Europeo presenta un confronto tra le leggi di 32 Paesi europei al Parlamento

    Camion. Crediti: Gabriel Santos via Unsplash

    Trasporti, nell’UE in aumento le merci su strada nel 2025

    di Iolanda Cuomo
    31 Luglio 2026

    Spostate 13,3 miliardi di tonnellate di beni, pari al +1,8 per cento rispetto al 2024. I volumi maggiori sono stati...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione