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    Home » Politica » Migranti, Salvini stoppa la Francia. No a una soluzione transitoria per la distribuzione nell’UE

    Migranti, Salvini stoppa la Francia. No a una soluzione transitoria per la distribuzione nell’UE

    Italia e Malta si oppongono a "porto vicino più sicuro" ma il ministro diserta gli incontri per l'ennesima volta

    Nicola Corda</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@NicolaCorda" target="_blank">@NicolaCorda</a> di Nicola Corda @NicolaCorda
    22 Luglio 2019
    in Politica

    Parigi – Uno scontro senza sconti tra Italia e Francia si sta consumando sulle politiche dell’immigrazione, dopo il fallimento del vertice di Helsinki della scorsa settimana. Nella nuova riunione informale convocata oggi a Parigi su iniziativa dell’Eliseo e alla quale ha partecipato anche il Commissario Dimitri Avramopoulos, Matteo Salvini era nuovamente assente e ha inviato solo una delegazione tecnica. Erano presenti diversi ministri degli Esteri e dell’Interno dell’Ue,

    Il commissario europeo per l’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos

    insieme ai rappresentanti dell’agenzia Frontex, del supporto all’asilo Easo, l’Unhcr, l’Oim (organizzazione internazionale per le migrazioni) e l’Unione Africana.

    L’assenza del governo italiano sembra motivata a impedire all’iniziativa francese di guadagnare consensi, per arrivare a un regime transitorio per una distribuzione dei migranti allargata ad almeno 15 paesi membri, fatto salvo lo sbarco nel “porto vicino più sicuro”. Soluzione respinta con vigore dal governo italiano che con Malta chiede un meccanismo di distribuzione temporanea di tutti gli immigrati irregolari e soprattutto la rotazione dei porti di sbarco per evitare che i due paesi più esposti “diventino gli hot spot dell’Europa” come si legge nella missiva inviata da Salvini all’omologo francese Cristophe Castaner.

    Ma l’incontro di Parigi serviva anche ad affrontare anche altri aspetti come le misure per migliorare sul fronte dei rimpatri, la collaborazione con i Paesi di origine e di transito, il reinsediamento da Paesi terzi e la situazione in Libia. Ragioni che rendevano opportuna la partecipazione italiana a livello politico che invece ha deciso di boicottare l’iniziativa e che insiste nel limitare il problema alla lotta ai trafficanti e ad impedire gli sbarchi nonché a una stretta delle ONG impegnate nei salvataggi.

    Analogo atteggiamento era stato adottato per la riforma del regolamento di Dublino, affossata nella scorsa legislatura dal quartetto di Visegrad e contrastata in aula dalla Lega. In attesa di un nuovo tentativo di modifica della disciplina del diritto di asilo e protezione internazionale in questa legislatura, l’obiettivo francese punta transitoriamente ad aumentare il numero dei Paesi disponibili ad accogliere i migranti che sbarcano, senza dover avviare ogni volta complesse trattative dopo i salvataggi in mare. Per ora sarebbero sette i Paesi disponibili ad aderire all’accordo ma altre convergenze potrebbero arrivare entro il prossimo vertice convocato a Malta per il mese di settembre. Con l’auspicio che il ministro dell’Interno italiano trovi il tempo e il modo di parteciparvi. Perché è difficile far valere e proprie ragioni se si disertano gli incontri dove vengono prese le decisioni, salvo poi inveire e insultare l’Europa dalla tastiera di uno smartphone.

    Tags: Agenda immigrazioneItalia-Franciamatteo salviniprotezione internazionaleregolamento di Dublino

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