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    Home » Politica Estera » Palestina, la Camera approva due mozioni ma non c’è riconoscimento diretto

    Palestina, la Camera approva due mozioni ma non c’è riconoscimento diretto

    Montecitorio impegna il governo a “promuovere” il riconoscimento dello Stato palestinese, una formula soft che ha permesso di evitare la spaccatura della maggioranza ma non si traduce in un passo decisivo

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    27 Febbraio 2015
    in Politica Estera

    Le mozioni sul riconoscimento dello Stato palestinese presentate alla Camera sono state discusse e votate oggi. Dopo il rinvio della scorsa settimana, l’Aula di Montecitorio ha finalmente deciso: impegna il governo a “promuovere” il riconoscimento della Palestina e a rilanciare i negoziati di pace. E’ questo il tratto comune dei due testi approvati. Una soluzione soft che ha consentito di non spaccare la maggioranza, visto che i centristi di Ap e Ncd erano contrari a un riconoscimento diretto, e anche nel Pd la questione aveva aperto divisioni tra chi (a sinistra) avrebbe voluto un sostegno più deciso allo Stato palestinese e la maggioranza orientata a un compromesso che non dispiacesse a Israele.

    Con il voto di oggi, il governo è impegnato, in base alla mozione del Pd, “a promuovere il riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, tenendo pienamente in considerazione le preoccupazioni e gli interessi legittimi dello Stato di Israele”. Lo stesso testo impone all’esecutivo di “ricercare un’azione coordinata a livello internazionale, e in particolare in seno all’Unione europea e alle Nazioni Unite, in vista di una soluzione globale e durevole del processo di pace in Medio Oriente fondata sulla esistenza di due Stati, palestinese ed israeliano”.

    Ancora più blanda la mozione centrista, che impegna il governo “a promuovere il raggiungimento di un’intesa politica tra Al-Fatah e Hamas che, attraverso il riconoscimento dello Stato d’Israele e l’abbandono della violenza, determini le condizioni per il riconoscimento di uno Stato palestinese”. Sebbene gli sforzi cui è chiamato l’esecutivo in sede Ue siano maggiori, dal momento che gli si chiede di “promuovere in seno all’Unione europea un’azione più determinata sulla crisi del Medioriente ripristinando l’inviato speciale per il processo di pace, ma soprattutto prospettando a entrambe le parti i vantaggi di un partenariato speciale con la stessa Unione, una volta che fosse concluso il conflitto”.

    Bocciate tutte le altre mozioni, da quelle contrarie a ogni forma di riconoscimento, presentate dalla Lega e da Forza Italia, a quelle che invece chiedevano un atto più esplicito che riconoscesse in maniera diretta la Palestina come entità statuale, come chiedevano da una parte il Movimento 5 stelle, e dall’altra Sel, che però ha scelto di votare favorevolmente, oltre che alla propria mozione, anche a quella presentata dal Pd.

    Che le mozioni approvate costituiscano un impegno soft dell’Italia è confermato dalle reazioni dell’ambasciata israeliana a Roma. “Accogliamo positivamente la scelta del Parlamento italiano di non riconoscere lo Stato palestinese e di aver preferito sostenere il negoziato diretto fra Israele e i palestinesi”, si legge in un comunicato.

    Tags: camera dei deputatiisraelemozionipalestinaRiconoscimento stato palestinese

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