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    Home » Economia » Grecia, Eurogruppo: “Proposte concrete da Atene o Grexit diventa ipotesi reale”

    Grecia, Eurogruppo: “Proposte concrete da Atene o Grexit diventa ipotesi reale”

    Tutti gli occhi sono puntati su cosa metterà sul tavolo il nuovo ministro delle Finanze greco Tsakalotos, ma di taglio del debito nessuno sembra intenzionato a parlare. Tsipras sarebbe intenzionato a chiedere un prestito ponte

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    7 Luglio 2015
    in Economia

    Bruxelles – O oggi Atene mette sul tavolo proposte concrete o la Grexit diventa una prospettiva concreta. È questo lo spirito con cui la maggior parte dei ministri delle finanze della Zona euro è arrivata a Bruxelles nella giornata in cui le autorità greche tornano al tavolo delle trattative dopo la schiacciante vittoria dei “no” al referendum di domenica. Sebbene in apertura di giornata il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker abbia assicurato, davanti al Parlamento europeo, di essere deciso a lottare fino all’ultimo per un accordo, gli altri membri dell’area euro non sembrano altrettanto concilianti. Con il referendum Atene ha mostrato di non volere un programma, ma “senza un programma non possiamo aiutare la Grecia all’interno dell’Eurozona”, ha chiarito il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, chiudendo anche la strada ad ogni possibile discussione sul taglio del debito greco che Alexis Tsipras ha annunciato di volere rimettere sul tavolo: “Chiunque abbia letto i trattati – ha fatto notare Schaeuble – sa che è proibito”. “Non vogliamo discutere di ristrutturazione del debito, lo abbiamo già fatto in passato”, ha rincarato il finlandese Alexander Stubb. Ma il coro di quelli che dicono che oggi non è questa la questione prioritaria da affrontare è quasi unanime.

    Tutti gli occhi sono puntati sul nuovo ministro greco, Euclid Tsakalotos, che ha sostituito il dimissionario, Yanis Varoufakis. Starà a lui il compito di illustrare per primo cosa Atene chiede e cosa propone per evitare gli scenari più cupi. Secondo alcune indiscrezioni, Tsipras sarebbe intenzionato a chiedere ai vertici di Bruxelles un prestito ponte da sette miliardi di euro, scrive l’Ansa, al più presto, possibilmente entro le prossime 48 ore per fare fronte all’emergenza ed evitare il default. Ma dal governo greco, i Paesi dell’Eurozona si aspettano ora soprattutto impegni che, sembra dalla prime indicazioni, il nuovo ministro non ha portato, rinviando una nuova proposta a domani. Per il ministro dell’economia italiano, Pier Carlo Padoan prima di parlare di un possibile prestito ponte occorre “sentire le richieste specifiche e gli impegni che la Grecia vuole prendere”. “Servono proposte concrete e credibili” anche secondo il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, “la credibilità è alla base di ogni pacchetto”, fa eco il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, secondo cui comunque “sarà molto difficile” raggiungere un accordo.

    In tanti vedono quella di oggi come un ultima spiaggia: “Se non sarà presentato un pacchetto credibile di riforme” la Grexit “non può essere esclusa”, ammonisce il commissario europeo all’euro, Vladis Dombrovskis. Non si tratta più di un rischio ma di una “possibilità concreta”, è ancora più duro il ministro dell’economia maltese, Edward Scicluna. E con lui il lussemburghese Pierre Gramegna, secondo cui “la Grexit dipende dalla posizione della Grecia oggi”, lo slovacco Peter Kažimír, e molti altri. Cominciano insomma a ingrossarsi le fila di quelli che, per dirla come il ministro delle Finanze lettone, iniziano a pensare che “se nel sistema c’è un elemento che non funziona, la sua partenza non danneggia il sistema”, anzi.

    Tags: atenedebitoeurogruppogreciareferendum

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