Bruxelles – Secondo Eurostat, l’Agenzia di statistica dell’UE, nel 2025, la spesa totale per le prestazioni di protezione sociale nell’UE ha raggiunto i 5.183 miliardi di euro, registrando un aumento del 4,9 per cento rispetto al 2024. La protezione sociale (o sicurezza sociale) è l’insieme delle politiche, norme e programmi pubblici o privati progettati per prevenire, ridurre o eliminare la povertà e la vulnerabilità delle persone durante l’intero arco della vita. I dati mostrano che la spesa per tali prestazioni nell’Unione ha rappresentato il 27,5 per cento del PIL dell’UE, con un calo di 0,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Tra i Paesi dell’UE, la spesa – in rapporto percentuale al PIL – è stata in più elevata in Austria (32,4 per cento del PIL), in Finlandia (32,2) e in Francia (32,1), mentre è stata più bassa in Irlanda (11,7), a Malta (13,8) e in Ungheria (16,7). L’Italia si è attestata al 28,48 per cento. Guardando alle singole tipologie di prestazioni, gli aiuti destinati alla vecchiaia (2.152 miliardi di euro, pari al 41,5 per cento del totale del PIL) e quelle relative a malattia e a assistenza sanitaria (1.556 miliardi di euro, pari al 30 per cento del PIL UE) hanno rappresentato le voci di spesa più consistenti. Tra le altre categorie figuravano le prestazioni di invalidità, ai superstiti, alle famiglie e ai minori, di disoccupazione, per l’alloggio e altro. Nel 2025, la spesa per le prestazioni di protezione sociale, espressa in euro, è aumentata in tutti i Paesi dell’UE. Gli aumenti più consistenti rispetto al 2024 sono emersi in Croazia (+15,4 per cento), Bulgaria (+12,1) e Lituania (+11,6), quelli più modesti in Grecia (+0,6), Romania (+0,7) e Finlandia (+1,3), mentre l’Italia si è collocata a metà con un aumento del 3,2 per cento.

![[foto: Mattia Calaprice/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/11/Imagoeconomica_2811366-350x250.jpg)










