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    Home » Economia » Il Ppe manda la maggioranza von der Leyen alla deriva: sul bilancio vota compatto con le estreme destre, ma perde

    Il Ppe manda la maggioranza von der Leyen alla deriva: sul bilancio vota compatto con le estreme destre, ma perde

    Il Parlamento europeo vuole un aumento sul bilancio Ue 2025. Le spese sulla migrazione nel documento correlato causano la spaccatura della maggioranza, che vede i popolari allontanarsi sempre più dagli alleati della maggioranza che ha eletto la presidente della Commissione

    Noemi Morucci di Noemi Morucci
    23 Ottobre 2024
    in Economia, Politica

    Bruxelles – Dopo la proposta della Commissione e il rilancio a ribasso del Consiglio, il Parlamento europeo non molla sul bilancio e mette sul tavolo dei negoziati un bilancio di oltre 200 miliardi di euro. L’Eurocamera si spacca però sulla relazione politica correlata al bilancio e sul tema della migrazione, sul quale tentano il blitz alleati il Ppe e l’estrema destra .

    Il bilancio 2025 per il Parlamento dovrà essere concentrato “sul miglioramento della vita delle persone, sull‘aumento della competitività e sull’affrontare le sfide attuali“, investendo in modo ragionato. Servono i “mezzi finanziari adeguati per gli investimenti che riteniamo opportuni per il futuro dell’Europa”, dice il relatore generale per il bilancio Ue 2025 Victor Negrescu, eurodeputato di S&d.

    La risposta è un aumento di 1,24 miliardi rispetto alla proposta della Commissione. Finanziamenti dedicati alle sfide sanitarie, all’agricoltura, alla transizione energetica, senza dimenticare i programmi che stanno a cuore dell’Ue come Erasmus+, che si deve porre l’obiettivo di diventare accessibile a tutti. In aggiunta, aumento dei programmi di ricerca e innovazione, sulle infrastrutture, sull’agricoltura e ambiente (con 42 milioni di euro in più per il Meccanismo di protezione civile in risposta alle crisi legate ai cambiamenti climatici), sostegno alle Pmi e investimenti sulla transizione digitale.

    50 milioni in più anche per Eu4Health, per investire sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, del cancro e infantili, impegnandosi anche sulla salute mentale. Sull’ultimo punto arriva una leggera stoccata di Negrescu al Consiglio, che, come riporta il relatore, sta preparando una dichiarazione sulla salute mentale: “È importante che anche il Consiglio rispetti la sua dichiarazione e il suo lavoro, permettendoci di stanziare risorse adeguate”. Il Consiglio, insomma, non deve fare ostruzionismo ad un progetto di Unione europea sempre più ambizioso (e costoso).

    Sulla migrazione, gestione delle frontiere e sicurezza, arriva però la grande spaccatura della maggioranza di von der Leyen. Non riguardo alle cifre del bilancio, su cui l’Eurocamera avanza unita approvando le proposte, ma sulla votazione del documento politico coordinato alla presentazione del bilancio, con cui si spiegano e giustificano le varie spese.

    Il testo non è passato, con 360 voti contrari, 233 a favore e 50 astenuti. E questo, nonostante il fatto che il Ppe abbia stretto la mano all’estrema destra, votando gli emendamenti proposti dai sovranisti e dai patrioti riguardo la migrazione.

    Il primo, proposto da PfE, chiedeva che venissero aumentati i finanziamenti per avere funzionari dell’Agenzia Frontex “dotati di armi d’ordinanza per sostenere gli Stati membri nel controllo delle frontiere esterne”. Gli altri due dei sovranisti proponevano “un finanziamento adeguato per le barriere fisiche esterne al confine dell’Unione” e, considerando la delocalizzazione una delle politiche migratorie europee, un invito alle istituzioni a “esplorare l’idea di sviluppare hub di rimpatrio al di fuori dell’Unione“. In sostanza, il Ppe ha strizzato l’occhio ad un ‘Muro di Trump’ all’europea e agli hub esterni (su cui il Ppe aveva in realtà espresso il suo apprezzamento).

    Il punto cruciale è che la maggioranza in Parlamento sembra oramai destinata a cambiare e l’ago della bilancia è l’umore altalenante del Partito popolare europeo, che si sposta ormai sempre più a destra (estrema). Questo ai partiti di sinistra va stretto, tanto che i socialisti, dopo le votazioni del Ppe insieme all’estrema destra, hanno preferito contrastare un testo sul quale inizialmente concordavano ma che è ormai stravolto rispetto all’originale. Con loro, la Sinistra, i Verdi/Ale e Renew, che cercano di mantenere il (debole) ‘cordone sanitario’ nei confronti dell’estrema destra. E ci riescono, perché la risoluzione modificata viene respinta.

    “Sul bilancio 2025 il partito popolare europeo ha sbagliato a scegliere l’estrema destra, e ha perso“, è il commento dell’eurodeputato Nicola Zingaretti di S&d. Aggiunge Zingaretti: “Lì non c’è futuro e non c’è Europa. Noi abbiamo combattuto e difeso un’Europa possibile e più umana, che investe e deve creare sicurezza e maggiore speranza per le cittadine e i cittadini”.

    Delusione anche dai Verdi, che su X commentano così

    Inaspettatamente: Il gruppo PPE-DE ha votato a favore di una proposta di estrema destra che prevede di togliere i soldi dell’UE alle famiglie che lavorano per costruire inutili muri di confine.

    Smettetela di incolpare la migrazione per il fallimento delle vostre politiche neoliberiste.

    Lavoriamo su una politica europea che fornisca buoni posti di lavoro e alloggi a prezzi accessibili per tutti noi.

    @GreensEFA – 23 ottobre 2024

    Il gioco del Ppe non è valso la candela, vista la bocciatura e vista la perplessità dei colleghi di centro, centrosinistra e sinistra , che anche a detta di Negrescu si sentono “traditi”.

    Nonostante le tensioni politiche, il bilancio 2025 prosegue per la sua strada, con un Eurocamera che si riscopre compatta sugli aumenti e sul suo ruolo globale, con aumenti riguardo le risorse destinate al vicinato meridionale e orientale e agli aiuti umanitari. Ora si apriranno i colloqui di “conciliazione” del Consiglio, con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro la fine dell’anno riguardo al bilancio. E anche questo, viste le posizioni antitetiche, non sarà semplice.

    Tags: bilanciocordone sanitarioeumigrazioneppeVon der Leyen

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