Bruxelles – Gli europei? Degli “stupidi”. Il resto del mondo? Parassiti che “senza gli Stati Uniti non andrebbero da nessuna parte”. Donald Trump è un fiume in piena. Il presidente degli Stati Uniti irrompe a Davos, per World Economic Forum, sprezzante di tutti e tutto, parla a ruota libera, non rispetta neppure lo slot di tempo a lui riservato (14:30-15:15) andando oltre i limiti, e non solo temporali. Niente peli sulla lingua, linguaggio diretto al di là della diplomazia, del protocollo. Il palcoscenico svizzero diventa il piedistallo su cui Trump colloca più che la politica di potenza del Paese che guida i deliri di onnipotenza che guidano la sua persona.
Il paradosso di questa uscita sono gli applausi che la platea comunque gli tributa, per uno show, che comunque lo si voglia vedere e interpretare, tale rimane. L’inquilino della Casa Bianca arriva nel vecchio continente per nulla intimorito dalla voce grossa dell’Unione europea, a cui anzi risponde con minacce e derisioni. “Amo l’Europa e mi piacerebbe vederla essere grande, ma non sta andando nella giusta direzione“, esordisce Trump. Critiche che dopo il rovesciamento del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti assumono un sapore del tutto diverso. Anche alla luce di quanto poi Trump dice sull’annessione della Groenlandia: “Avete due possibilità: dirci ‘sì’, e allora noi saremmo riconoscenti, o dire ‘no’ e allora noi ce ne ricorderemo“.
E’ qui che Trump inizia il suo attacco personale e frontale a tutto il mondo. Inizia dagli ‘alleati’ europei, ovviamente. “Dalla NATO non ci abbiamo guadagnato niente, abbiamo solo pagato per proteggere l’Europa dall’Unione sovietica, e non abbiamo mai chiesto niente in cambio”. Ora però “chiediamo un pezzo di ghiaccio“, dice a proposito della Groenlandia che, sostiene, “alla fine della seconda guerra mondiale restituimmo alla Danimarca, e questa è la riconoscenza”. Parole che servono per gettare la maschera: il nuovo corso americano è all’insegna del tornaconto e della convenienza, a dispetto di quei ‘valori’ che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sbandiera in ogni occasione pubblica.
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Già, von der Leyen. Trump ha ovviamente parole anche per lei, anche se non la cita mai espressamente. “La truffa verde distrugge la vostra terra”, sostiene Trump in un chiaro riferimento alla politica di sostenibilità incastonata nel Green Deal. “In Europa è pieno di pale eoliche, eppure l’energia elettrica è cara. Solo gli stupidi comprano queste cose“, affonda. Quindi ribadisce: “I cinesi fabbricano queste tecnologie, ma loro non le usano, le vendono alle persone stupide”.
E’ solo un momento di uno sproloquio che non risparmia nessuno, neppure i padroni di casa. Trump non si trattiene, e attacca anche la Svizzera che lo ospita a Davos. “Fate orologi carini, e noi abbiamo un deficit di 41 miliardi di dollari perché non vi tassiamo. Quindi ho deciso di imporre dazi del 30 per cento”, scandisce con orgoglio e, non contento, ridicolizza la classe politica elvetica. “Ricordo il vostro primo ministro, una donna, essere molto ripetitiva nel dire che questa non era una scelta giusta…”. Un riferimento a Karin Keller-Sutter, presidente della Confederazione svizzera fino al 31 dicembre 2025.
![Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, al Wold Economic Forum [Davos, 21 gennaio 2026]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/01/trump-davos-260121-750x375.png)

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