Bruxelles – Nuove norme contro l’eliminazione di prodotti tessili invenduti: sono quelle che la Commissione Europea ha adottato oggi (9 febbraio) ai sensi dell’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR), il regolamento per prevenire la distruzione di indumenti, accessori di abbigliamento e calzature invenduti. “Ogni anno in Europa circa il 4-9 per cento dei prodotti tessili invenduti viene distrutto prima ancora di essere indossato. Questo spreco genera circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, un valore quasi equivalente alle emissioni nette totali della Svezia nel 2021″, scrive la Commissione Europea. Secondo i dati dell’UE, ad esempio, solo in Francia, ogni anno, vengono distrutti circa 630 milioni di euro di prodotti invenduti. Una pratica dannosa alimentata anche dallo shopping online: in Germania, ogni anno vengono scartati quasi 20 milioni di articoli resi. In questo contesto, le nuove misure tentano di chiarire le circostanze in cui la distruzione sarà consentita e introducono un formato standardizzato che permette alle aziende di comunicare i volumi di beni di consumo invenduti che smaltiscono.
In particolare, per ovviare al dispendio di carbonio, le nuove misure impongono alle aziende di divulgare informazioni sui volumi di beni di consumo invenduti che smaltiscono attraverso un formato standardizzato e chiariscono in quali circostanze la distruzione sarà consentita, ad esempio per motivi di sicurezza o per danni al prodotto. Il divieto di distruzione si applicherà alle grandi imprese a partire dal 19 luglio 2026. Le medie imprese saranno chiamate ad adeguarsi entro il 2030. “Le nuove misure – continua l’esecutivo europeo – contribuiranno a ridurre gli sprechi, a ridurre i danni ambientali e a creare condizioni di parità per le aziende” e, per far fronte al problema dello spreco, “incoraggiamo le aziende a valutare alternative valide come rivendita, riciclo, riuso e donazioni“.
“Il settore tessile sta aprendo la strada alla transizione verso la sostenibilità, ma ci sono ancora delle sfide da affrontare. I dati sui rifiuti dimostrano la necessità di agire. Grazie a queste nuove misure, sarà in grado di orientarsi verso pratiche sostenibili e circolari, consentendoci di aumentare la nostra competitività e ridurre le nostre dipendenze”, commenta in merito la commissaria per l’Ambiente, la Resilienza idrica e un’Economia circolare e competitiva Jessika Roswall.
L’ESPR, entrato in vigore il 18 luglio 2024, fa parte del più ampio pacchetto di misure per il raggiungimento degli obiettivi del Circular Economy Action Plan 2020, strategia che mira a promuovere la transizione verso un’economia circolare, sostenibile e competitiva e ad aiutare l’UE a raggiungere i suoi obiettivi ambientali e climatici, a raddoppiare il suo tasso di circolarità nell’uso dei materiali e a raggiungere i suoi obiettivi di efficienza energetica entro il 2030.










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