Bruxelles – La Commissione europea continua a mettere pressione sull’Ungheria per la stretta del governo in materia di comunità Lgbtqi e movimento gender. Nello specifico, fa sapere la la vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica e la democrazia, Henna Virkkunen, si sta verificando che le autorità non abbiano utilizzato tecnologie di riconoscimento facciale ai danni dei partecipanti al Budapest Pride di giugno.
“Il Pride di Budapest del 2025 si è tenuto il 28 giugno, nonostante il divieto, ed erano presenti tra le 100mila e le 200mila persone”, ricorda Virkkunen nella risposta all’interrogazione parlametare in materia. “Il ministero dell’Interno ha dichiarato che i sistemi di riconoscimento facciale non saranno utilizzati per punire i partecipanti”. In tal senso la Commissione “sta attualmente valutando la risposta fornita dalle autorità ungheresi al fine di stabilire la conformità al diritto dell’UE, in particolare al regolamento sull’intelligenza artificiale, e di decidere eventualmente in che modo sia opportuno procedere”.