- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 17 Febbraio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Net & Tech
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Salute
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Salute
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Diritti » Ungheria: indagini su un attivista LGBTQ+, le ONG: “Casi del genere finora solo in Russia o Turchia”

    Ungheria: indagini su un attivista LGBTQ+, le ONG: “Casi del genere finora solo in Russia o Turchia”

    Géza Buzás-Hábel, ragazzo rom gay, ha organizzato il Pride di ottobre a Pécs, nel sud del Paese. Nonostante la manifestazione si sia tenuta regolarmente, pochi giorni dopo i poliziotti lo hanno interrogato e ora la questura ha aperto un'indagine in cui rischia fino a tre anni di carcere

    Enrico Pascarella di Enrico Pascarella
    10 Dicembre 2025
    in Diritti, Politica
    Ungheria

    Una bandiera arcobaleno al Pride di Pécs del 2025, organizzato anche dall'attivista ora sotto indagine (Photo by Attila KISBENEDEK / AFP)

    Bruxelles – L’attivista ungherese Géza Buzás-Hábel è stato indagato e rischia fino a un anno di carcere per aver organizzato la marcia del Gay Pride a Pécs, nel sud dell’Ungheria. “Questo è il primo caso noto nell’Unione Europea in cui un difensore dei diritti umani viene perseguito penalmente per aver organizzato una marcia del Pride. Un caso finora visto solo in Russia o Turchia“, hanno dichiarato quattro organizzazioni ungheresi per i diritti umani in una dichiarazione congiunta.

    Il pugno duro dell’Ungheria

    Il governo ungherese quest’anno aveva annunciato il pugno duro nei confronti dei manifestanti del Pride. Le autorità avevano vietato del tutto questo tipo di eventi, consentendo alle forze dell’ordine di utilizzare software di riconoscimento facciale per identificare i partecipanti e potenzialmente multarli. Nonostante le leggi repressive, gli ungheresi erano scesi in piazza lo stesso. Budapest si era colorata di bandiere arcobaleno il 29 giugno, mentre a Pécs si era aspettato il 4 ottobre prima di esporre le bandiere arcobaleno.

    Budapest, Ungheria, il 15 aprile. Le proteste scoppiano dopo che il parlamento approva una legislazione che limita il diritto di riunione, vietando i Pride (Photo by Balint Szentgallay / NurPhoto / NurPhoto via AFP)

    L’attivista che rischia la condanna

    Géza Buzás-Hábel, ragazzo rom gay, ha avuto un ruolo centrale nell’organizzazione dell’unico Pride ungherese lontano dalla capitale, che a ottobre si concluse senza particolari divieti. I problemi, però, sono iniziati poco dopo. Il ragazzo nei giorni successivi è stato interrogato dalla polizia. La questura ha preso così in carico il caso, e a quanto emerge Buzás-Hábel potrebbe rischiare una pena detentiva con sospensione condizionale fino a tre anni.

    L’attivista LGBTQ+ non è nuovo ad attacchi mirati dalle autorità ungheresi. L’anno scorso è stato licenziato dal suo impiego statale come insegnante, dopo aver insegnato per un decennio. Anche nel centro musicale dove aveva lavorato fu licenziato dopo cinque anni di attività. Al The Guardian, l’attivista ha riportato le sue difficoltà: “Ho già sperimentato il costo personale di questo sistema: ho perso tutti i miei lavori, sono stato messo sotto sorveglianza dai servizi segreti e ora devo affrontare potenziali accuse penali”.

    Il monito alla Commissione

    A diffondere la storia di Buzás-Hábel sono oggi una serie di organizzazioni, tra cui Amnesty International. Nel documento congiunto che hanno diffuso si fa un appello diretto alla Commissione europea per bloccare l’autoritarismo in Ungheria. “Finora la Commissione ha limitato la sua reazione a una ‘valutazione’ delle modifiche. Questo solleva una domanda inevitabile: per quanto tempo la Commissione europea potrà rimanere in modalità di ‘valutazione’ mentre un insegnante rischia il carcere per aver esercitato i diritti che essa afferma di voler proteggere?” hanno scritto in una nota.

    I 18 miliardi congelati

    Le valutazioni a cui le associazioni fanno riferimento sono le raccomandazioni espresse dall’organo europeo nel Rapporto sullo Stato di diritto del 2025. Quando a luglio queste raccomandazioni furono formalizzate, il commissario europeo per la giustizia, Michael McGrath, affermò: “È profondamente deludente non essere in grado di segnalare ulteriori progressi in merito alle raccomandazioni formulate lo scorso anno”.

    Non è del tutto vero, però, come affermano le organizzazioni, che nulla stia facendo la Commissione. L’Unione tiene congelati circa 18 miliardi di euro che spetterebbero all’Ungheria tra fondi di coesione e fondi post-Covid. Il motivo è quello annunciato da McGrath cioè l’assenza in passi avanti per l’avanzamento dello stato di diritto e della tutela democrazia. La pressione europea avanza anche in Parlamento Europeo. A novembre ha votato a Strasburgo una relazione sulla crisi dello stato di diritto in Ungheria.

    Michael McGrath
    Il commissario europeo alla Democrazia Michael McGrath (foto: Philippe Buissin/EP)

    Il futuro dell’Ungheria

    Le raccomandazioni e il congelamento dei fondi non hanno però fermato l’esecutivo di Victor Orban nel perseguitare Buzás-Hábel. Di certo l’aumento delle maggioranze orientate a destra, l’ultima quella di Andrej Babiš in Repubblica Ceca, tra i 27 non aiuta a portare avanti le procedure contro l’Ungheria.

    Una svolta si potrebbe avere dopo le elezioni parlamentari di aprile dove Victor Orban, in un’elezione che potrebbe rivelarsi molto difficile per lui, dovrà contendere il suo posto con l’ex alleato Peter Magyar. In ogni caso nonostante la promessa di un approccio più democratico lo stesso Magyar non può dirsi un sostenitore dei diritti delle minoranze LGBTQ+. Il suo elettorato arriva tra le fila dei conservatori di destra e centro destra e proprio per questo non si è fatto vedere tra le strade di Budapest del Pride di giugno.

    Tags: AttivismoBudapest Pridepridestato di dirittoungheriavictor orban

    Ti potrebbe piacere anche

    Viktor Orbán
    Diritti

    L’Eurocamera chiede sanzioni contro Orbán: l’Ungheria si è trasformata in “autocrazia elettorale”

    25 Novembre 2025
    TORTA NUZIALE MATRIMONIO TORTE WEDDING GENERATE AI IA
    Cronaca

    Matrimonio omosessuale: ogni Stato europeo ha il dovere di riconoscerlo se contratto nell’UE

    25 Novembre 2025
    Stato di diritto
    Diritti

    Lo Stato di diritto peggiora in tutto il mondo. In Europa l’ultima è l’Ungheria (ma anche l’Italia non va bene)

    28 Ottobre 2025
    Zelensky Orban Ucraina Ungheria
    Politica

    Schiaffo di Orban a Zelensky, diserta il dibattito sull’Ucraina al vertice dei leader Ue

    21 Ottobre 2025
    gas russo
    Politica Estera

    Gas russo, c’è chi lo vorrebbe ancora. Il ministro di Orban alla Settimana dell’energia a Mosca

    15 Ottobre 2025
    Andrej Babis, leader of the ANO movement (Photo by Michal Cizek / AFP)
    Politica

    Il populista di estrema destra Babiš trionfa alle elezioni in Repubblica Ceca

    6 Ottobre 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Brexit, Gibilterra

    Via libera UE alle proposte per l’accordo con Londra su Gibilterra. Commissione: “Garanzia di benessere per i cittadini”

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Febbraio 2026

    L’accordo completa il quadro giuridico delle relazioni bilaterali post Brexit. La svolta è arrivata nel giugno 2025 con un’intesa politica...

    L’Austria può aumentare la spesa pubblica in nome della difesa, l’UE dà l’OK

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Febbraio 2026

    Nonostante una procedura per deficit eccessivo aperta il consiglio Ecofin consente di sospendere il patto di stabilità interno per permettere...

    Vaccini contro il Covid-19 (foto: Saverio De Giglio via Imagoeconomica)

    La Commissione UE lancia BE READY: 120 milioni di euro per rafforzare la risposta alle pandemie

    di Giorgio Dell'Omodarme
    17 Febbraio 2026

    Il progetto, coordinato dall'agenzia francese ANRS-MIE, riunirà 81 organizzazioni provenienti da tutti i Paesi membri e prevede bandi transnazionali per...

    pfas acque

    L’UE applicherà nuovi valori soglia ad alcuni PFAS presenti nelle acque. Ma la soluzione è vietarne la produzione

    di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    17 Febbraio 2026

    Con il via libera dei Paesi membri, l'inclusione di 24 PFAS nelle sostanze inquinanti per le acque superficiali e sotterranee...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Lettere al direttore
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione