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    Home » Politica Estera » Iran, la Spagna dice no a Washington: “Si può essere contro il regime e opporsi a un intervento militare ingiustificato”

    Iran, la Spagna dice no a Washington: “Si può essere contro il regime e opporsi a un intervento militare ingiustificato”

    Le risposte contro Sanchez non tardano ad arrivare: il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, ha accusato Sánchez di assecondare terroristi e regimi oppressivi, mentre il senatore repubblicano Lindsey Graham ha sostenuto che “l'attuale governo spagnolo sta diventando il punto di riferimento di una leadership europea pateticamente debole"

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    3 Marzo 2026
    in Politica Estera
    Pedro Sánchez spagna su Iran

    Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez (foto: Consiglio europeo) su Iran

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    Bruxelles – Un’altra via esiste. A sostenerlo è il premier spagnolo Pedro Sanchez, che nella conferenza stampa di sabato scorso (28 febbraio) ha annunciato il divieto agli Stati Uniti di utilizzo delle basi militari di Rota, a Cadice, e Moron de la Frontera, a Siviglia, per l’invio di armi a Israele, obbligando Washington a cercare rotte alternative contro l’Iran. Per il leader spagnolo, “oggi più che mai, è imprescindibile ricordare che si può essere contro un regime odioso” come quello iraniano degli ayatollah, ma allo stesso tempo “essere contro un intervento militare ingiustificato, pericoloso, e non rispettoso del diritto internazionale” come l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele a Teheran. E suggerisce la posizione che l’Unione europea dovrebbe assumere: “C’è sempre spazio per una soluzione negoziata, invece di puntare alla devastazione delle armi come unica via possibile. Per questo vorrei fare un appello alla de-escalation immediata e al pieno rispetto per il diritto internazionale. Questa è la posizione della Spagna, e penso che debba essere anche quella dell’Unione europea”, precisa.

    Le basi nel sud della Spagna rappresentano hub strategici di transito per truppe, equipaggiamenti e carburante statunitensi diretti in Medio Oriente e nel Golfo. Il loro utilizzo ha già suscitato polemiche in passato, in particolare durante il breve conflitto Israele–Iran dello scorso anno, quando furono impiegate come punti di sosta per bombardieri e aerei cisterna statunitensi, anche a seguito di segnalazioni su trasferimenti militari verso Israele nonostante l’embargo annunciato da Madrid. Questa volta, però, Madrid dice no al loro utilizzo. Alla cena inaugurale del Mobile World Congress a Barcellona, Sanchez ha ricordato che “due Paesi hanno attaccato unilateralmente l’Iran, gli Stati Uniti e Israele, senza consultare la comunità internazionale“. E anche se “è vero che hanno decapitato un regime terribile che reprime la sua società, in particolare le donne e le ragazze, un regime militarista che ha aggredito, e continua a farlo, senza alcuna giustificazione, la maggior parte dei suoi vicini arabi”, allo stesso temo “tutte queste azioni violano il diritto internazionale e stanno causando centinaia di vittime innocenti”. Per queste ragioni, “si deve essere contrari a una guerra iniziata senza l’autorizzazione del Congresso degli Stati Uniti, del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e che viola il diritto internazionale”, ha aggiunto.

    Il monito del leader spagnolo ha provocato reazioni immediate. Ieri sera (2 marzo), in un post su X, il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha accusato Sánchez di assecondare terroristi e regimi oppressivi. La Spagna “sta con tutti i tiranni del mondo”, ha affermato Sa’ar ad Euronews. “Innanzitutto Hamas ringrazia Sánchez. In seguito gli Houthi hanno ringraziato Sánchez. Ora l’Iran lo ringrazia. Questo significa essere dalla “parte giusta” della storia?”, ha scritto Sa’ar su X. Mentre dagli Stati Uniti è intervenuto anche il senatore repubblicano Lindsey Graham, grande amico del tycoon, che sempre su X ha affermato: “L’attuale governo spagnolo sta diventando il punto di riferimento di una leadership europea pateticamente debole che ha perso la sua moralità, apparentemente riluttante a condannare il regime terroristico in Iran e a non avere altro che critiche per gli Stati Uniti”. E ha aggiunto: “In momenti come questi, si comprende la vera natura degli alleati” e “spero che l’attuale governo spagnolo sia un’aberrazione non la norma. La storia registrerà da che parte sarà stata la Spagna mentre il presidente e gli altri cercano di far cadere il più sanguinario regime dalla Seconda Guerra Mondiale”, ha concluso Graham.

    Tensioni anche sul fronte britannico. Donald Trump ha dichiarato al Telegraph di essere “molto deluso” dal premier Keir Starmer per avergli impedito di usare Diego Garcia, la base militare inglese delle Isole Chagos, per portare a termine attacchi contro l’Iran, spiegando che tale impedimento era diverso da qualsiasi cosa fosse “accaduta prima tra i nostri Paesi”. Tuttavia, il primo ministro ha ceduto domenica sera e ha dichiarato che avrebbe consentito agli Stati Uniti l’accesso a Diego Garcia per “scopi difensivi specifici e limitati”. Trump ha affermato che Starmer “ci ha messo troppo tempo” a cambiare idea. Nel frattempo, Starmer ha definito “oltraggiosa” la reazione iraniana che ha coinvolto diversi Paesi del Golfo alleati del Regno Unito, in una regione dove vivono circa 300 mila cittadini britannici. Dopo il via libera di Londra, l’Iran ha colpito la base britannica della Royal Air Force di Akrotiri, nel sud di Cipro. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha confermato che si è trattato di un drone Shahed.

    Intanto il conflitto si allarga e non è permesso abbassare la guardia. La presidente von der Leyen ha lanciato un messaggio su X: “Sebbene la Repubblica di Cipro non fosse l’obiettivo diretto, siamo collettivamente e fermamente al fianco dei nostri Stati membri di fronte a ogni minaccia“. La questione è tutt’altro che trascurabile, specialmente considerando che Cipro detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’UE per questo primo semestre del 2026.

    Tags: Akrotiribasi militariCadiceciprodonald trumpEsterigideon sa'arIranIsralekeir starmerpedro sanchezregime iranianoRegno UnitoSiviglia

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