Bruxelles – Geopolitica e portafoglio comune: la riunione informale dei membri del Consiglio europeo del 23 e 24 aprile a Nicosia avrà non pochi scogli da provare a superare. Nella lettera di invito che il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha inviato ai leader europei, si legge che i grandi interrogativi sul tavolo del summit informale a Cipro saranno, prioriatiamenete, due: da una parte, il confronto tra Stati membri sulle attuali sfide geopolitiche e, in particolare, sul ruolo dell’Europa; dall’altra, il capitolo che riguarda il Quadro finanziario pluriennale (Qfp) per il periodo 2028-2034.
“Desidero invitarvi al nostro incontro informale dei Capi di Stato e di Governo che si terrà il 23 e 24 aprile”, esordisce Costa. Il presidente di Cipro – Paese che ricopre il semestre di presidenza del Consiglio UE- Nikos “Christodoulides ci ospiterà in questa occasione a Nicosia e Agia Napa. Il 24 aprile, dopo il nostro incontro a Ventisette, ci riuniremo anche con i principali partner regionali per discutere della situazione in Medio Oriente”, precisa Costa.
In programma per il 23 aprile c’è la cena tra leader nazionali e vertici europei, alla quale prenderà parte anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskyy, che riporterà gli ultimi sviluppi del conflitto nato oltre quattro anni fa dall’invasione su larga scala della Russia. La discussione si sposterà, poi, alla situazione in Medio Oriente. “Affronteremo quindi il conflitto in Iran e in Medio Oriente, che pone serie sfide all’Unione europea”, osserva Costa. “In primo luogo, dobbiamo discutere la nostra risposta a questa situazione in rapida evoluzione. Ciò include il contributo dell’Europa alla de-escalation e alla pace nella regione, nonché alla libertà di navigazione”, dettaglia il presidente del Consiglio europeo. In secondo luogo, c’è da affrontare la crisi energetica, con “gli effetti degli alti prezzi dei combustibili fossili” che “sono già visibili nella vita quotidiana dei nostri cittadini e delle nostre imprese”. Perciò, “date le potenziali ulteriori conseguenze economiche negative di un conflitto prolungato, discuteremo gli strumenti a nostra disposizione, basandoci sulle decisioni prese al Consiglio europeo di marzo e sulle misure proposte dalla Commissione a seguito di tali decisioni. Infine, in questa discussione rientrerà anche la disponibilità dell’Unione a rispondere al difficile contesto geopolitico e di sicurezza”, dettaglia.
Chiuso il primo giorno di lavori, il 24 mattina si aprirà con la discussione sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp) per i sette anni dal 2028 al 2034, cioè il bilancio a lungo termine dell’UE. Un tema delicato e divisivo tra le istituzioni UE: inizialmente previsto per il summit di marzo, il dibattito sulla questione è stato poi posticipato e rimandato proprio all’incontro informale di aprile. “Da allora, la questione è diventata ancora più urgente. Dobbiamo avere un dialogo aperto su come possiamo allineare le nostre ambizioni con un livello di finanziamento adeguato, anche in merito all’importanza delle Nuove Risorse Proprie”, commenta Costa. L’obiettivo è trovare un compromesso tra le ambizioni di finanziamento e le “nuove risorse proprie”, ovvero le nuove entrate proprie dell’UE. In questa partita, entra di prepotenza l’agenda per la competitività, perché il bilancio “sarà il principale strumento a nostra disposizione per un’azione strategica comune”. Allo stato attuale delle cose, il compromesso tra Stati membri è ancora lontano. Se da una parte il bilancio è il più ingente della storia, con 2.000 miliardi di euro, dall’altra permangono le resistenze davanti alla sua nuova struttura, per la possibile fusione o centralizzazione di programmi storici un tempo separati come PAC e Coesione che molti Paesi e attori regionali e parlamentari vedono come una perdita di autonomia territoriale. Inoltre, il tema dell’ammontare delle risorse è un altro motivo di divisione, con chi vede nei 2 mila miliardi una cifra troppo elevata e chi chiede invece di più. In più, nel perimetro entra anche la questione delle nuove entrate proprie – tasse – che se da un lato servono a evitare che il prossimo bilancio dipenda quasi interamente dai contributi dei governi, dall’altro non piacciono ai governi.
Infine, il focus tornerà sul Medio Oriente, con l’aggiunta dei leader della regione, che discuteranno delle opportunità di cooperazione. “Dopo il nostro incontro dei capi di Stato o di governo, proseguiremo le nostre discussioni sugli eventi attuali in Medio Oriente durante un pranzo di lavoro informale con i leader della regione. Ciò offrirà l’opportunità di uno scambio di opinioni sulle sfide comuni, ma anche sulle emergenti opportunità di cooperazione”, scrive Costa ai leader. Si tratta dunque di un incontro “cruciale“, come sostiene il presidente del Consiglio europeo, che permetterà soprattutto all’Europa di ritrovare la sua voce in un momento in cui il bisogno si fa sempre più forte.



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